Metà casa sequestrata al killer dei fratelli uccisi dopo una lite in macchina. Il risarcimento alla famiglia, l’altra parte della moglie e la decisione dei giudici

31 Gennaio 2026 - 09:15

CESA (a.c.) – La Prima sezione penale della corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Giuseppina Bortone, moglie di Antonio Mangiacapre, condannato all’ergastolo dalla corte di Assise d’Appello di Napoli per il duplice omicidio di Marco e Claudio Marrandino. I due fratelli, Marco avvocato di 39 anni, Claudio, imprenditore edile di 29 anni, furono uccisi a colpi d’arma da fuoco il 15 giugno 2024 allo svincolo della statale Nola-Villa Literno.

Bortone aveva fatto ricorso contro la decisione del tribunale del Riesame che aveva confermato l’inammissibilità dell’istanza di dissequestro di una porzione della casa di San Cipriano d’Aversa, di cui la donna vanta una quota di proprietà assieme al marito.

La misura di sequestro preventivo era scattata su richiesta dei legali della parte civile (la famiglia Marrandino), ovvero un modo per garantire che Mangiacapre non rinunciasse ai suoi beni, circostanza che, in pratica, avrebbe impedito il risarcimento.

La Cassazione ha rigettato il ricorso per due ordini di ragioni. Da un lato perché la doglianza della difesa di Bortone, che lamentava una “presunta illogicità della motivazione o travisamento del fatto”, non può essere analizzata dai giudici di legittimità che, per l’appunto, guardano alla violazione di norme di diritto, non ai fatti.

Dall’altro perché è stata riconosciuta la mancanza di un interesse concreto e attuale della donna tale da impugnare il sequestro conservativo, posto che il vincolo riguardava esclusivamente la metà dell’immobile di proprietà del marito e non la quota effettivamente posseduta dalla ricorrente, la quale pertanto non subiva un danno giuridicamente apprezzabile.

Sul piano sanzionatorio, la Cassazione ha condannato la Bortone al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, non ravvisando neppure elementi tali da escludere colpa nella proposizione del ricorso.