Neonata di 45 giorni morta per maltrattamenti, svelate le chat tra i genitori. Perito e brigadiere in aula: “Compravano droga ogni giorno con il reddito di cittadinanza”
17 Febbraio 2026 - 17:13
Il perito ha spiegato di aver esaminato oltre 85mila chat intercorse tra Emanuele Savino e Anna Gammella genitori della piccola Aurora arrestati il 14 novembre 2023 con l’accusa di maltrattamenti e omicidio
SANTA MARIA A VICO – Prosegue davanti alla Corte d’Assise presieduta da Marcella Suna il processo per la morte della piccola Aurora, la neonata di 45 giorni trovata senza vita il 2 settembre 2023 nell’abitazione di Santa Maria a Vico. Sul banco degli imputati i genitori, Emanuele Savino e Anna Gammella, arrestati il 14 novembre 2023 con l’accusa di maltrattamenti e omicidio.
In aula ha testimoniato il consulente informatico Antonio Molinari, che ha illustrato la perizia effettuata sui telefoni cellulari Samsung in uso ai due imputati. L’analisi ha riguardato sia il periodo compreso tra la nascita della bambina (14 luglio 2023) e la sua morte (2 settembre 2023), sia la situazione dei dispositivi al momento dell’arresto.
Il perito ha spiegato di aver esaminato oltre 85mila occorrenze tra chiamate, messaggi, conversazioni WhatsApp, immagini e video, ricostruendo più di 25mila singole chat. È emerso che parte delle conversazioni, in particolare dal telefono della madre, era stata cancellata dopo un controllo dei carabinieri.
Successivamente è stato ascoltato il brigadiere Antonio Grasso, in servizio presso la stazione dei carabinieri di Santa Maria a Vico, che ha riferito sugli esiti dell’analisi delle conversazioni.
Dalle chat emergerebbe un quadro familiare fortemente compromesso, con acquisti quasi quotidiani di sostanze stupefacenti e continue richieste di denaro ai familiari, giustificate con spese per medicinali, benzina o pannolini. Secondo quanto riferito in aula, la droga sarebbe stata acquistata prevalentemente a Brusciano, con denaro prelevato anche dalla tessera del reddito di cittadinanza. Le conversazioni, dal 17 luglio al 1° settembre 2023, avrebbero avuto come filo conduttore costante la ricerca di soldi per l’acquisto di stupefacenti.
Dalle chat emergerebbero anche riferimenti a episodi di violenza nei confronti dei figli. In particolare, sarebbero documentati lividi e percosse, oltre a tentativi di nascondere segni evidenti sul corpo della neonata con rimedi casalinghi.
In una conversazione del 31 agosto, pochi giorni prima della morte della bambina, la madre manifestava preoccupazione per le condizioni della piccola e per il rischio che i figli potessero essere allontanati.
La piccola Aurora fu trovata morta nella culla con ustioni ed ecchimosi su addome, gambe e piedi. I genitori parlarono inizialmente di un incidente domestico durante il bagnetto, ma gli accertamenti — tra cui autopsia, rilievi dei carabinieri e analisi dei telefoni sequestrati — hanno portato la Procura di Santa Maria Capua Vetere, coordinata dal sostituto procuratore Stefania Pontillo, a contestare i reati di maltrattamenti e omicidio.
Il processo riprenderà nel mese di marzo con il prosieguo dell’escussione del militare e l’audizione di un altro ufficiale di polizia giudiziaria.
