Tra coriandoli, musica e fuochi d’artificio: gesto estremo dal ponte Romano. Il Carnevale non si ferma

18 Febbraio 2026 - 10:20

Questa mattina le ricerche risultano ancora in corso: le operazioni sono rese particolarmente difficili dal fiume in piena e dalla forte corrente

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CAPUA – L’ultima giornata dei festeggiamenti del Carnevale di Capua, quella di ieri, è stata segnata da un drammatico evento che ha scosso la città. Come già riportato CLICCA E LEGGI un 53enne, G.T. , originario di Torre Annunziata, si è lasciato andare a un gesto estremo dal Ponte Romano, lanciandosi nelle acque del fiume Volturno.

Il fatto è avvenuto poco dopo le 19.30, mentre le strade del centro erano affollate per l’evento conclusivo del Carnevale. Questa mattina le ricerche risultano ancora in corso CLICCA E LEGGI : le operazioni sono rese particolarmente difficili dal fiume in piena e dalla forte corrente. Sul posto stanno operando vigili del fuoco del Comando Provinciale di Caserta, sommozzatori, droni e volontari della Protezione civile.

Ma se l’attenzione dei soccorritori resta concentrata sul fiume, in città monta la polemica per una scelta che ha diviso profondamente l’opinione pubblica: i festeggiamenti non si sono fermati.

Tra musica, cortei e l’atteso funerale di Re Carnevale, culminato con i fuochi d’artificio, la serata è proseguita come da programma, nonostante il dramma si fosse consumato a pochi metri da Piazza dei Giudici, cuore della manifestazione e principale luogo di aggregazione cittadina.

Una decisione che oggi fa discutere. In molti si chiedono se non fosse stato opportuno sospendere o almeno rimodulare gli eventi in segno di rispetto, considerata la gravità dell’episodio e il massiccio dispiegamento di mezzi di soccorso ancora impegnati nelle ricerche.

Nel mirino delle critiche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Adolfo Villani, l’assessore agli Spettacoli Vincenzo Corcione e la Pro Loco, organizzatrice dell’evento insieme al Comune.

C’è chi difende la scelta, parlando di un appuntamento atteso da mesi, sostenuto anche da importanti investimenti economici da parte dell’ente e dei commercianti del centro, che contavano sull’afflusso di pubblico per recuperare risorse e lavoro. Fermare tutto, sostengono i favorevoli, avrebbe significato arrecare un ulteriore danno alla città.

Ma c’è anche chi parla di mancanza di sensibilità istituzionale, sottolineando come davanti a un gesto estremo consumato nel cuore della città, con le ricerche ancora in atto, il dovere morale avrebbe imposto quantomeno una pausa simbolica, un momento di raccoglimento, un segnale pubblico di vicinanza.

A nostro avviso, gli organizzatori avrebbero dovuto sospendere l’evento o, quantomeno, rinviare di qualche giorno l’estrazione della lotteria, magari al fine settimana. Sarebbe stato un segnale minimo di rispetto accompagnare la decisione con la rinuncia ai fuochi d’artificio, momento simbolico dei festeggiamenti, oppure spostare le iniziative nell’area del Luna Park per allontanarle dal luogo della tragedia. Comprendiamo che l’annullamento totale potesse risultare complesso, ma ciò che appare più grave è l’assenza di qualsiasi reale volontà di contenere i festeggiamenti, nel rispetto della vittima, dei familiari e soprattutto dei soccorritori che hanno operato per ore in condizioni difficili.

La città oggi appare spaccata in due: da una parte la continuità della festa, dall’altra il peso di un dramma che resta avvolto nel dolore e nell’incertezza.