La Cassazione rigetta il ricorso e conferma il 41 bis per il boss Augusto Bianco
22 Febbraio 2026 - 16:22
Per la Suprema Corte il boss, legato alla cosca Schiavone, non ha dimostrato segni di dissociazione dal suo ambiente mafioso
La Corte di Cassazione ha confermato la permanenza di Augusto Bianco sotto il regime del 41 bis, respingendo il ricorso presentato dal boss del clan dei Casalesi. A decidere è stata la settima sezione della Corte, presieduta da Francesco Centofanti, che ha valutato la posizione del 62enne legato al clan Schiavone.
Nel suo ricorso, Bianco aveva contestato la decisione del tribunale di sorveglianza di Roma, che lo aveva confermato in regime di alta sicurezza a seguito di una proroga disposta dal Ministro della Giustizia a febbraio 2024. La corte capitolina aveva evidenziato il ruolo apicale di Bianco all’interno della cosca e i suoi stretti legami con l’ambiente mafioso.
Il ricorso, però, è stato giudicato inammissibile dalla Cassazione. Secondo la Suprema Corte, infatti, Bianco non ha mai dimostrato alcun segno di dissociazione dalla sua organizzazione criminale, mantenendo attivi i contatti con il suo contesto mafioso.
Per il momento, il boss dovrà quindi restare in isolamento, con la sua detenzione in regime 41 bis confermata.
