Malasanità all’ospedale di CASERTA: risarcimento per una paziente da 200 MILA EURO. LA STORIA
7 Marzo 2026 - 09:30
L’ospedale, tuttavia, ha voluto specificare che il pagamento avviene “in via meramente coattiva, senza alcuna acquiescenza alla sentenza”.
CASERTA – Sale a quasi 200 mila euro il conto che l’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta deve pagare per un altro caso di presunta malasanità. Con una determina firmata il 3 febbraio 2026, l’azienda ospedaliera ha liquidato oltre 191 mila euro a una paziente, I.M., a seguito di una sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha accolto la sua richiesta di risarcimento per i danni subiti durante un ricovero.
La vicenda giudiziaria, che si trascinava da anni, trae origine da un ricovero finito male il 19 luglio 2018 all’interno dell’ospedale casertano. Nel corso del giudizio, la Consulenza Tecnica d’Ufficio ha emesso esiti sfavorevoli per l’ospedale. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in composizione monocratica, ha infine depositato la sentenza alla fine del 2025.
I giudici hanno rigettato la domanda di risarcimento per il danno patrimoniale, ma hanno accolto quella per il danno non patrimoniale. Di conseguenza, hanno condannato l’AORN al pagamento in favore di I.M. di: 169.334,53 euro a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale; le spese legali del giudizio (7.052 euro); le spese legali per la fase ex art. 696-bis c.p.c. (1.914 euro); una somma di 4.000 euro ex art. 96, comma 3, c.p.c. (responsabilità aggravata); le spese di CTU (2.440 euro, già pagate dall’avvocato).
L’Azienda Ospedaliera, ritenendo di non dover corrispondere quanto stabilito, ha conferito incarico all’avvocatura interna per proporre appello dinanzi alla Corte di Napoli. Tuttavia, la Corte non ha concesso la sospensione della sentenza di primo grado. Così, il 17 gennaio 2026, il legale della paziente ha notificato un atto di precetto, mettendo in mora l’ospedale. Per evitare l’avvio di una procedura esecutiva (un pignoramento) che avrebbe aggravato ulteriormente le spese, l’AORN ha deciso di pagare, pur senza fare acquiescenza alla sentenza.
