IL NOME. CASERTA. Minacce e una pistola nel centro scommesse. Ma al processo si scopre che il titolare…
5 Marzo 2026 - 13:41
CASERTA – Continua la vicenda giudiziaria che vede coinvolto Silvio Vespignani, 37enne di Caserta, per il quale la procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio e che ora è sotto processo.
Minacce di morte, frasi del tipo “t’accir’ a te e a fratet” e una pistola appoggiata sul tavolo per intimidire il titolare di un centro scommesse e ottenere servizi gratuiti. Vespignani è accusato di minacce aggravate e tentata estorsione, con l’aggravante della recidiva reiterata.
Il primo episodio contestato risale all’aprile 2023. Secondo l’accusa, Vespignani avrebbe minacciato un uomo, F.M., rivolgendogli frasi pesantissime: “Sei un infame, sei un amico delle guardie, non sai con chi stai a parlà, da oggi tieni un problema. A Caserta faccio quello che voglio“.
Parole che sono emerse dalla denuncia presentata due giorni dopo dalla vittima. Il secondo episodio è avvenuto pochi giorni dopo e avrebbe come vittima il titolare del centro scommesse di piazzetta Dalla Chiesa di Caserta.
Secondo quanto ricostruito, Vespignani avrebbe preteso di utilizzare gratuitamente le slot machine, minacciando di danneggiare l’intero esercizio commerciale. Il titolare, timoroso per l’incolumità propria e per il valore degli apparati informatici, avrebbe inizialmente assecondato le richieste.
Ma il culmine della vicenda si sarebbe avuto dopo un paio di settimane, quando Vespignani, nel rinnovare le minacce, avrebbe estratto una pistola e l’avrebbe appoggiata sul tavolo della postazione riservata al personale.
Vespignani, difeso dall’avvocato Orlando Sgambati del Foro di Santa Maria Capua Vetere, ha affrontato la prima udienza nella quale il suo legale ha sollevato un problema, ovvero che la vittima, titolare del centro scommesse, non sarebbe stato ascoltato durante le indagini a SIT (sommarie informazioni testimoniali).
Un passaggio fondamentale delle indagini nel quale l’uomo che, non denunciò Vespignani, avrebbe potuto confermare quanto scoperto dagli investigatori, ma anche modificare o attenuare il racconto delle azioni dell’imputato. Un buco nell’azione inquisitoria che vedremo quali conseguenze porterà. Nel frattempo, si attende il racconto del colonello Scolastico, ora a Bologna, ma in passato in servizio a Caserta, che sarà escusso come testimone.
