I NOMI. L’incendio-bomba ecologica e la nube nera che coprì il Casertano. Capi dell’azienda sotto processo

7 Marzo 2026 - 13:01

CASERTA – Si torna in aula per fare luce su quella nuvola nera che nell’ottobre del 2021 aveva oscurato il cielo della provincia di Caserta, partendo dalla valle Caudina e arrivando fino alle porte di Napoli. Il rogo che distrusse il capannone della Sapa, azienda della zona industriale di Airola attiva nella lavorazione delle plastiche, avrà il suo processo. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Benevento, Maria Di Carlo, ha infatti disposto il rinvio a giudizio per tre persone, chiamate a rispondere di concorso in incendio colposo.

Sul banco degli imputati finiscono Rosanna De Lucia, di Santa Maria a Vico, presidente del consiglio di amministrazione della Sapa; Giovanni Affinita, di Napoli, amministratore delegato della stessa società; e Livio Carmine Matarazzo, della provincia di Salerno, all’epoca responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dell’azienda. Per tutti e tre l’accusa, sostenuta dal pm Marilia Capitanio, è quella di aver contribuito, con negligenze e omissioni, alla rapida propagazione delle fiamme.

L’incendio, di origine dolosa e con i responsabili materiali mai identificati, devastò il capannone il 13 ottobre 2021. Ma secondo la Procura, se il rogo divenne così vasto e distruttivo, fu anche a causa di una serie di mancanze nella sicurezza dello stabile. Nell’avviso di conclusione delle indagini si parla di “mancata compartimentazione” e di assenza di “dispositivi di controllo” per la prevenzione incendi.

A questi si aggiunge il “mancato completamento dei lavori di adeguamento” previsti da un progetto antincendio e l’assenza della SCIA, la segnalazione certificata di inizio attività. Elementi che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero permesso al fuoco di propagarsi in modo veloce e incontrollato. Al termine della discussione, il giudice ha sciolto la riserva: processo per tutti. La prima udienza è stata fissata per il 5 novembre prossimo, come segnalato dai colleghi sanniti di Ottopagine.