I NOMI. CAMORRA. Stangata per il clan: la Cassazione conferma le condanne definitive
8 Marzo 2026 - 18:32
MARCIANISE – Con la sentenza n. 3851 del 2026, depositata nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione ha confermato le pene inflitte nei gradi precedenti per estorsione e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ad alcuni membri del clan Piccolo-Letizia, respingendo i ricorsi degli imputati.
Secondo i giudici, il tentativo di estorsione non richiede una richiesta di denaro o vantaggi espressa in modo diretto. Basta che le azioni dei membri del clan siano chiaramente finalizzate a intimidire le vittime sfruttando la reputazione criminale dell’organizzazione sul territorio.
Tra le condanne confermate, figurano:
- Gaetano Monica è stato condannato a 13 anni e 4 mesi di carcere e a una multa di 5.000 euro per numerosi episodi di estorsione e tentata estorsione aggravata, oltre a porto e detenzione di armi clandestine e danneggiamenti. La Corte ha sottolineato come anche comportamenti preparatori possano configurare il tentativo di estorsione se chiaramente diretti a commettere il reato.
- Agostino Piccolo, considerato il capo del clan, dovrà scontare 8 anni di reclusione e pagare una multa di 5.400 euro. La pena è stata ridotta per la collaborazione con la giustizia e per le attenuanti generiche, ma le contestazioni della difesa sulla quantificazione sono state respinte.
- Ottavio Antonio Sorbo è stato condannato a 4 anni di carcere e 2.000 euro di multa. La Cassazione ha stabilito che il suo ruolo non era marginale, ma rappresentava un contributo consapevole alle attività criminali del clan.
- Pasquale Regino dovrà scontare 8 anni di reclusione e una multa di 6.000 euro per estorsione continuata aggravata.
I magistrati hanno evidenziato come il cosiddetto “metodo mafioso silente” continui a intimidire le persone anche senza minacce esplicite: in contesti dominati da organizzazioni criminali, la sola presenza o il richiamo al nome di membri del clan può generare paura e influenzare le vittime.
