IL NOME. Società di catering fallita: imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta
9 Marzo 2026 - 10:07
Secondo quanto ricostruito dai giudici di merito, l’ex amministratore avrebbe distratto circa 101 mila euro dalle casse della società e sottratto le scritture contabili obbligatorie …
AVERSA – Diventa definitiva la condanna per bancarotta fraudolenta nei confronti dell’imprenditore Giuseppe Turco, ex amministratore della società di catering Epula Srl, fallita nel 2013. La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti rigettato il ricorso presentato dalla difesa contro la sentenza della Corte d’Appello di Napoli che aveva confermato le responsabilità per bancarotta patrimoniale e documentale.
Turco era già stato condannato a due anni di reclusione con pena sospesa, oltre alle pene accessorie e all’incapacità di ricoprire incarichi direttivi. Secondo quanto ricostruito dai giudici di merito, l’ex amministratore avrebbe distratto circa 101 mila euro dalle casse della società e sottratto le scritture contabili obbligatorie, rendendo impossibile la ricostruzione della reale situazione economica dell’azienda.
La difesa aveva sostenuto che la mancata consegna dei registri contabili fosse una semplice omissione formale. Una tesi che non ha convinto la Suprema Corte, la quale ha ritenuto “logiche e coerenti” le motivazioni già espresse dai giudici di primo e secondo grado.
Per la Cassazione il ricorso è risultato infondato. Di conseguenza la condanna è diventata definitiva e l’imputato dovrà sostenere anche le spese processuali.
