IL NOME. Omicidio stradale, maltrattamenti in famiglia e anche estorsione. Condanna tombale per un 48enne

15 Marzo 2026 - 17:00

MADDALONI – La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Clemente Maiello, nato a Caserta nel 1977 ma residente ad Arpaia, contro la sentenza della Corte d’Appello di Napoli del 23 maggio 2025.

Con un’ordinanza depositata dalla Corte di Cassazione dopo l’udienza del 6 febbraio 2026, i giudici hanno stabilito che i motivi del ricorso non potevano essere esaminati. Secondo la Suprema Corte, la difesa chiedeva in sostanza una nuova valutazione delle prove, cosa che non rientra nei poteri della Cassazione, che può intervenire solo su eventuali errori di diritto o vizi della motivazione.

Nel ricorso si sosteneva, tra l’altro, che l’imputato non fosse consapevole del divieto che gli era stato imposto e si chiedeva l’applicazione dell’art. 131-bis del Codice penale, vale a dire la  “non punibilità per particolare tenuità del fatto”, una causa di esclusione della punibilità applicabile quando, nonostante l’esistenza di un reato, l’offesa è minima e il comportamento non è abituale. Tuttavia la Corte ha ritenuto che queste questioni fossero già state esaminate e respinte dai giudici di merito con motivazioni ritenute corrette.

Maiello, nell’ottobre 2024, era stato arrestato per la terza volta nel giro di trenta giorni per il reato di estorsione. In prima istanza, a settembre, il Gip aveva deciso per il divieto di avvicinamento per l’imputato alla vittima, ordinanza non rispettata dallo stesso Maiello, il quale sarebbe stato di nuovo arrestato e posto, stavolta agli arresti domiciliari. Neanche questa misura è riuscita, però, a fermare l’istinto del 48enne che ha violato di nuovo le misure di prevenzione impostegli dal Gip Maria Di Carlo, avvicnnandosi alla vittima e portando al suo terzo arresto. Da questo utlimo episodio la giusitizia ha deliberato in favore dell’arresto in carcere.

Tra gli altri suoi precedenti, in particolare tra i più recenti, ci sono anche storie di maltrattamenti in famiglia nel 2024, nello specifico alla madre, motivo per cui era stato inizialmente tratto in arresto al carcere di Benevento e poi successivamnte scarcerato.

D’altro canto, come si può intendere, Maiello non è di certo un volto sconosciuto alla giustizia. Le sue vicende più gravi riguardano i due processi, terminati e con pena già scontata, per omicidio stradale. Uno di questi fu commesso a Maddaloni nel 2019 (clicca e leggi), dove il 48enne di Arpaia, alterato dall’utilizzo di sostanze stupefacenti e distratto dall’uso del cellulare al comando della propria auto investì ed uccise un cittadino di origini straniere in sella ad uno scooter. L’altro omicidio stradale fu commesso, invece, nella Valle Caudina nel lontano 2009, reato che scontò con la detenzione in carcere.