IL NOME. Proprietario di una nota concessionaria auto casertana e le estorsioni di camorra. Imprenditore condannato potrebbe avere sconto di pena

15 Marzo 2026 - 09:13

La Suprema Corte ha ritenuto che il giudice non avesse motivato in modo adeguato il diniego

CASERTACE STA PER CAMBIARE PER SEMPRE: TE LO SPIEGA IL DIRETTORE GIANLUIGI GUARINO – CLICCA E GUARDA IL VIDEO

TRENTOLA DUCENTA/SAN MARCELLINO – La prima sezione della Corte di Cassazione, presidente Giacomo Rocchi, ha annullato l’ordinanza con cui il giudice dell’esecuzione del Tribunale di Napoli aveva respinto la richiesta di riconoscere il vincolo della continuazione tra due condanne per estorsione aggravata con metodo mafioso a carico di Massimiliano Stabile, imprenditore vetraio.

I fatti riguardano episodi di estorsione commessi a San Marcellino tra il 2018 e il 2019. In precedenza il giudice aveva ritenuto che le due vicende fossero distinte, sostenendo che una delle condotte fosse collegata all’attività del clan camorristico di riferimento mentre per l’altra non risultava provato lo stesso collegamento.

La difesa ha impugnato la decisione sostenendo che esistevano numerosi elementi comuni tra i due reati: stessa tipologia di illecito, identico contesto territoriale, arco temporale ravvicinato e analoghe modalità di esecuzione, con il coinvolgimento delle stesse persone.

La Suprema Corte ha ritenuto che il giudice non avesse motivato in modo adeguato il diniego. In particolare, secondo i giudici di legittimità, non sono stati valutati correttamente diversi indicatori che potrebbero dimostrare l’esistenza di un unico disegno criminoso. Per questi motivi la Cassazione ha annullato l’ordinanza impugnata e ha rinviato gli atti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli