TUTTI I NOMI. Ladri delle reliquie dei santi e in tante chiese del casertano. Il processo si fa a “pezzi”

13 Marzo 2026 - 17:35

CASERTA – Il processo per la presunta associazione a delinquere accusata di una lunga serie di furti di opere d’arte e reliquie sacre in tutta Italia ha subito oggi una svolta processuale significativa. Il GUP del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dottor Bottone, ha emesso il dispositivo con cui ha dichiarato la propria incompetenza territoriale per la maggior parte degli imputati, disponendo la trasmissione degli atti ad altre procure.

L’udienza, che avrebbe dovuto entrare nel merito delle accuse, si è invece risolta in una complessa discussione processuale che ha portato allo smembramento del procedimento. Per tre imputati, il giudice ha invece disposto il rinvio a giudizio dinanzi al Giudice Monocratico di Santa Maria Capua Vetere.

La decisione del GUP

Il dispositivo emesso dal GUP Bottone ha stabilito che per Stefano Maisto, Angelo Tarallo ed Emanuele Tornincasa il processo continuerà a Santa Maria Capua Vetere con il rinvio a giudizio dinanzi al Giudice Monocratico.

Per tutti gli altri, invece, il giudice ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, disponendo la trasmissione degli atti ad altre procure: alla Procura di Aversa Napoli Nord per Raffaella Galloppo e Maria Luisa Russo, mentre per tutti i restanti imputati il fascicolo è stato trasmesso alla Procura della Repubblica di Napoli.

Una decisione che di fatto smembra il procedimento in tre diversi tronconi, in considerazione del fatto che le attività criminose si sono dipanate in numerose regioni e che i domicili degli indagati sono sparsi tra diverse province.

La storia: dalle reliquie di Sant’Erasmo di Gaeta alle chiese casertane

Quello che è stato forse il colpo più eclatante è stato compiuto a Gaeta, nel maggio 2017, quando furono rubate le ossa di Sant’Erasmo contenute nel reliquiario dell’omonima chiesa. Il santo è uno dei due protettori della città del litorale laziale, e il furto suscitò all’epoca grande indignazione e dolore nella comunità religiosa.

Negli anni tra il 2017 e il 2018, moltissimi furti sarebbero stati compiuti anche all’interno di chiese e strutture storiche della provincia di Caserta. Parliamo di Palazzo Mazzocchi a Santa Maria Capua Vetere, della Chiesa di San Marco Evangelista a Santa Maria a Vico, della chiesa di Sant’Eustachio a Sessa Aurunca.

E ancora, la chiesa di Sant’Audeno ad Aversa, la Congregazione delle missioni estere di Trentola Ducenta, la Congregazione dell’Annunziata di Capua e, sempre nella città di Fieramosca, un furto di due dipinti nel Palazzo arcivescovile.

Ma il gruppo non colpiva solo chiese e dimore storiche. Secondo le indagini, diversi partecipanti avevano messo a segno furti in abitazioni private, spesso di proprietà di ricchi stranieri che avevano acquistato case in luoghi di pregio come la penisola sorrentina e la Toscana, riempiendole di oggetti di valore e memorabilia.

I ruoli dell’organizzazione secondo l’accusa

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’organizzazione aveva una struttura piramidale ben definita. Ugo Di Napoli, Giuseppe Carrano e Alessandro D’Angelo sarebbero stati gli organizzatori, coloro che pianificavano i colpi e gestivano le attività di furto e la successiva vendita dei beni rubati.

La fase esecutiva, invece, vedeva in azione Ernesto De Mitri, Diego Apuzzo, Michele Capasso, Stefano Maisto, Fioravanti Massaro, Luciano Rampone, Raffaele Silvestri, Angelo Tarallo, Giorgio Tarallo, Emanuele Tornincasa e Mariano Tuppo.

Infine, secondo l’accusa, Raffaella Galloppo, Maria Luisa Russo, Giuseppe Sannino, Salvatore Scognamiglio, Giuseppe Vollaro, Massimo Esposito, Giovanni Claudio Giuliano Formisano, Michele Guastaferro, Vincenzo Izzo e Gianni Saviano ricoprivano i ruoli di ricettatori, occupandosi di piazzare sul mercato opere d’arte, reliquie religiose e oggetti di valore provenienti dai furti.

Il gruppo era composto da soggetti residenti in diverse località: Frattamaggiore, Vico Equense, Arzano, Casavatore, Sant’Agnello, Castellammare di Stabia, Piano di Sorrento, Napoli, Casoria, Ercolano, Sorrento, Gaeta, Fondi, Afragola e Santa Maria Capua Vetere.

Il collegio difensivo

Numerosi gli avvocati coinvolti nella complessa vicenda giudiziaria. Per la difesa sono presenti l’avvocato Massimo Caiano, l’avvocato Giovanni Petranico, l’avvocato Mario Oliviero del foro di Napoli, l’avvocato Michele Marano del foro di Nocera Inferiore, l’avvocata Lavinia Morlicchio del foro di Torre Annunziata, e gli avvocati casertani Giuseppe Ferraro e Gerardo Marrocco, entrambi del foro di Santa Maria Capua Vetere.

Con la decisione odierna, il processo si avvia ora verso una fase di smembramento che vedrà i vari tronconi procedere separatamente davanti ai giudici territorialmente competenti. Per i tre imputati rinviati a giudizio a Santa Maria Capua Vetere, l’iter potrà presto entrare nel vivo.