CASTEL VOLTURNO. Il sindaco Pasquale Marrandino e il suo dirigente Rosario Marfella attribuiscono un incarico diretto di supporto al RuP di quasi 20 MILA euro ad Achille Sementini, chiamato in causa dal genero di Francesco “Cicciotto” Bidognetti che lo definisce il “prestanome di mio suocero”

17 Marzo 2026 - 18:57

CASTEL VOLTURNO (g.g.) – Ci sono dei nomi che rimbalzano spesso nelle cronache di questo giornale. Il più delle volte per fatti controversi. Si tratta di persone a cui non fa certo difetto una forma particolare di resilienza. Prendete, ad esempio, l’ingegnere Achille Sementini. In questi ultimi giorni, precisamente il 13 marzo scorso, ha ricevuto un incarico dal Comune di Castel Volturno: un incarico di assistente Responsabile unico del procedimento, o RuP che dir si voglia, perché affianchi l’esplicazione delle attività dell’ufficio demaniale del Comune di Castel Volturno, area sempre molto impegnata, considerando le problematiche relative soprattutto all’uso degli stabilimenti balneari in aree molto ampie di proprietà del demanio, ossia dello Stato italiano.

Sulle nomine degli assistenti ai RuP, tutti i Comuni utilizzano molta della loro clientela, del loro modo arretrato, trogloditico di costituzione di un consenso che il più delle volte è frutto proprio del do ut des, vale a dire: “Io, politico, ti faccio un favore, ti regalo dei soldi per una nomina; tu, tecnico, ti arruoli al mio esercito, svolgi la tua funzione nei modi e nelle forme da me indicate e poi, quando ci saranno le elezioni, ti metti a disposizione in tutti i sensi, magari anche come piccolo, medio o grande finanziatore delle campagne elettorali, in base ai quattrini che noi del livello politico-amministrativo ti abbiamo fatto incassare”.

Ora, non necessariamente a questa categoria di interazione va iscritta la nomina dell’ingegnere Achille Sementini a “vice RuP”, con la firma del dirigente del Comune castellano Rosario Marfella. Ma il format è quello e, dunque, noi lo abbiamo assunto come esempio relativamente alla procedura realizzata e incardinata, come quasi sempre capita, sull’affidamento diretto.

Ma le generalità che declinano la carta d’identità di Achille Sementini ci portano necessariamente ad aggiungere qualcosa: nelle propalazioni del pentito di camorra Vincenzo D’Angelo, da Santa Maria Capua Vetere ma trapiantato nella testa e nel cuore del clan Bidognetti, avendo sposato Teresa Bidognetti, figlia minore di secondo letto di Francesco Bidognetti, detto “Cicciotto e mezzanotte“, e di Anna Carrino.

Si tratta di dichiarazioni di cui CasertaCe ha già scritto in passato, in quanto hanno rappresentato una delle strutture portanti dell’ordinanza firmata da un gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA, che ha portato all’arresto di Antonio Fusco, detto “Lupin“, soprannome che ha acquisito dalla denominazione piuttosto ardita del suo rinomato mobilificio di Castel Volturno.

D’Angelo, perno degli ultimi anni della fazione Bidognetti del clan dei Casalesi, ha dichiarato davanti ai magistrati della DDA che Sementini “era il prestanome di mio suocero Francesco Bidognetti”.

Breve ragionamento: se D’Angelo è stato considerato dalla DDA un collaboratore di giustizia credibile, al punto di aver utilizzato le sue dichiarazioni come elemento di base e di riscontro delle accuse formulate ai danni di Antonio Fusco “Lupin” e di altri, che si avviano a celebrare un processo, dovrebbe costituire un atteggiamento coerente quello di prendere sul serio anche la rivelazione da lui espressa su Achille Sementini. Per cui, ritrovarcelo come supporto al RuP su una procedura pubblica che il Comune di Castel Volturno, tra le altre cose al centro di una significativa bufera giudiziaria che ha coinvolto direttamente l’ormai super indagato, sindaco Pasquale Marrandino, desta, per così dire, qualche legittima perplessità.

Per concludere, va anche citata un altro passaggio dell’ordinanza su Fusco “Lupin“, in cui pure compare il cognome Sementini. E’ quella relativa al terreno ubicato di fronte alla clinica Pineta Grande e acquistato da Antonio Fusco, destinato ad accogliere il parcheggio di un nuovo McDonald’s su cui avevano messo le mani direttamente gli esponenti della fazione Bidognetti del Clan dei Casalesi, d’Angelo compreso. In realtà dagli atti giudiziari non si capisce bene se quel terreno fu acquistato direttamente da Sementini, oppure nel 2016, da un’asta giudiziaria. L’ipotesi che sembrava prevalere nell’indagine della Dda era quella che portava ad un’acquisizione di quell’area e di quel terreno, funzionale agli interessi economici della fazione Bidognetti, attraverso una vendita realizzata dai fratelli Sementini.

Tutto questo va segnalato perché, fermo restando che Sementini è una persona totalmente non colpevole e formalmente innocente, si tratta sempre di un soggetto che compare in indagini molto significative della Direzione Distrettuale antimafia e, come abbiamo già scritto fa un po’ specie vederlo selezionato per chiamata diretta, quindi con atto di volontà discrezionale da parte di un Responsabile di area del comune di Castel Volturno, amministrato dal menzionato sindaco Pasquale Marrandino.