Quel folle gioco con il fucile che uccise Francesca. Per i giudici 22enne sparò per motivi “sentimentali”: CONDANNATO A 21 ANNI

19 Marzo 2026 - 16:32

SANTA MARIA CAPUA VETERE – La Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Marcella Suma con giudice a latere Maria Compagnone, ha condannato a 21 anni di reclusione Vicol Ciprian, accusato dell’omicidio di Francesca Compagnone, 28enne di Teano.

La sentenza, emessa questa mattina, accoglie la richiesta formulata dai sostituti procuratori Gionata Fiore e Nicola Camerlingo. La Procura aveva contestato l’omicidio volontario con l’aggravante della relazione sentimentale, tesi sostenuta dalle perizie tecnico-balistiche che avrebbero escluso la natura accidentale dello sparo.

La giovane venne uccisa la sera del 26 ottobre 2022 nella sua villetta a Riardo, colpita da un colpo di fucile esploso dall’allora fidanzato.

Nel corso dell’udienza, i legali delle parti civili si sono allineati alla richiesta di condanna. La difesa, rappresentata dall’avvocato Ferdinando Trasacco, aveva invece chiesto la derubricazione del reato in omicidio colposo, sostenendo la tesi dell’incidente dovuto a un colpo partito accidentalmente mentre l’imputato maneggiava uno dei fucili del padre della vittima, lasciati incustoditi.

Il processo, dopo un iter giudiziario che ha visto il passaggio dalla contestazione iniziale di omicidio colposo a quella di omicidio volontario a seguito di ricorso in Cassazione, si è concluso con la condanna.