Presidente del consiglio comunale sotto accusa. Pressioni a mamma e figlia per rinunciare all’asta giudiziaria. LA SENTENZA
24 Marzo 2026 - 10:14
SAN FELICE A CANCELLO – Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso la sentenza nel procedimento relativo al turbamento di un’asta giudiziaria relativa ad una proprietà situata a San Felice a Cancello. Il giudice ha condannato a un anno di reclusione Mattia Giglio, 50 anni, proprietario dell’immobile pignorato, mentre sono stati assolti Giuseppe Magliulo, 49 anni, attuale presidente del consiglio comunale di San Felice a Cancello, e Leka Ramis, 44 anni, di nazionalità albanese.
La vicenda trae origine da una denuncia presentata ai carabinieri dalla signora D.L.C. e dalla figlia M.A., le quali avevano partecipato alla gara per l’acquisto di un appartamento sito in via Napoli, messo all’asta nell’ambito della procedura esecutiva avviata dalla Banca Popolare di Novara nei confronti di Giglio.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, i tre imputati, in concorso tra loro, avrebbero turbato la vendita con minacce e doni, allontanando l’offerente dalla procedura. Gli episodi contestati risalgono al febbraio 2023. Il 9 febbraio, Leka Ramis avrebbe avvicinato la donna mentre percorreva via Napoli, pronunciando frasi intimidatorie. Una settimana dopo, lo stesso Ramis, insieme a un soggetto non identificato, avrebbe nuovamente minacciato la donna, intimandole di non prendere la casa.
Il 22 febbraio, Magliulo avrebbe contattato la donna tramite Messenger, proponendo un incontro in un bar. All’incontro si presentò insieme a Giglio, presentato come un caro amico di un esponente politico. Nel corso del colloquio, Giglio avrebbe chiesto alla donna di ritirare l’assegno cauzionale e di rinunciare alla partecipazione all’asta, prevista due giorni dopo, offrendosi di rimborsare le spese sostenute. Al termine dell’incontro, Giglio donò alla donna una scatola di latticini.
A seguito di questi episodi, la donna e la figlia rinunciarono a partecipare all’udienza. L’appartamento fu successivamente aggiudicato a Leka Ramis. Il tribunale ha condannato Giglio a un anno di reclusione. Magliulo e Ramis sono stati assolti: per il presidente del consiglio comunale, il ruolo ricoperto nella vicenda è stato ritenuto marginale e non sufficiente a configurare il reato. Per Ramis, non è stato dimostrato con certezza che fosse l’uomo che aveva minacciato la donna nei due episodi contestati.
