Terremoto politico a CASAL DI PRINCIPE: servizi sociali nel mirino, tensioni nella maggioranza

25 Marzo 2026 - 11:55

La nomina dell’avvocato Daniele di Sarno, per effetto delle dimissioni obbligatorie del sindaco Ottavio Corvino dalla presidenza a seguito del parere espresso dall’ANACI che richiama l’incompatibilità prevista dall’articolo 7 del decreto legislativo 39 del 2013, vicino al gruppo dei Riformisti, accende lo scontro politico nell’amministrazione

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CASAL DI PRINCIPE – Clima di forte tensione politica al Comune di Casal di Principe, dove si apre una nuova fase di crisi interna alla maggioranza. Al centro dello scontro la gestione del consorzio sociale Ambito C07, finita nel mirino dopo le dimissioni del sindaco Ottavio Corvino dalla presidenza.


Una decisione obbligata anche alla luce del parere espresso dall’ANAC, che richiama l’incompatibilità prevista dall’articolo 7 del decreto legislativo 39 del 2013: un sindaco o amministratore di un Comune con oltre 15mila abitanti non può ricoprire incarichi negli enti come i consorzi. Un principio che ha imposto il passo indietro non solo a Corvino, ma anche ai componenti indicati dai Comuni di Lusciano e Trentola Ducenta risultati incompatibili.


Dopo le dimissioni, Corvino ha indicato come nuovo presidente l’avvocato Daniele Di Sarno, scelta che però non ha trovato il consenso di gran parte della maggioranza consiliare. Un dissenso emerso chiaramente anche nell’ultima riunione di coalizione, alla quale diversi consiglieri e assessori non hanno partecipato proprio in segno di protesta.
Il nome di Di Sarno, infatti, viene ritenuto vicino al consigliere regionale Pietro Smarrazzo e dunque al gruppo politico “Casale Riformista”, riconducibile a Alberico De Angelis e Giovanni Antonelli, che negli ultimi mesi si sono distaccati dai gruppi originari con cui erano stati eletti. Un elemento che avrebbe ulteriormente irrigidito i rapporti all’interno della maggioranza.



Mentre l’Ambito C07 tenta di riorganizzarsi dopo il terremoto politico, si moltiplicano le ipotesi sul futuro assetto. Tra le richieste che potrebbero emergere vi sarebbero le dimissioni dello stesso Di Sarno o una revisione della scelta effettuata. Tra gli scenari più critici, invece, non si esclude il ricorso al notaio da parte dei consiglieri per formalizzare una rottura politica.

La partita, ormai, è tutta interna alla maggioranza e rischia di avere ripercussioni sull’equilibrio amministrativo dell’intero territorio.