L’OMICIDIO DEL SINDACO. Il colonnello Cagnazzo prosciolto. Il Gup conferma la nostra tesi: “cretino, ma non un assassino”
27 Marzo 2026 - 17:43
AVERSA – Si chiude con un proscioglimento la posizione del colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo, originario di Aversa, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso a colpi di pistola il 5 settembre 2010.
Questo giornale non aveva dubbi sulla sua innocenza, al contrario rispetto a quanto pensavamo e pensiamo della sua dabbenaggine. Un pensiero che ci colpì dopo una delle puntate del programma tv, Le Iene, seguite dal giornalista Giulio Golia – CLICCA E LEGGI.
Una certa soddisfazione per quanto avemmo a dire già molti anni fa la viviamo dopo che il Giudice per l’udienza preliminare ha scagionato l’ufficiale dall’accusa di depistaggio, ritenendo infondata la tesi secondo cui avrebbe tentato di far ricadere le colpe su altri soggetti per coprire un proprio coinvolgimento nel traffico di stupefacenti ad Acciaroli.
Cagnazzo era stato arrestato nell’ambito delle indagini sul delitto, ma successivamente scarcerato. Già i giudici della Cassazione avevano evidenziato la “carenza di riscontri” che collegassero direttamente l’ufficiale dell’Arma all’omicidio. Determinante, in particolare, il ruolo dei collaboratori di giustizia: le dichiarazioni discordanti dei pentiti hanno reso fragile l’impianto accusatorio, portando infine al proscioglimento del colonnello.
Il procedimento penale per l’omicidio del sindaco pescatore proseguirà invece per altri due indagati. Dovranno affrontare il giudizio l’ex brigadiere dei Carabinieri Lazzaro Cioffi, di Casagiove, e l’imprenditore scafatese Giuseppe Cipriano. Per entrambi il GUP ha disposto il rinvio a giudizio.
Diversa la posizione di Romolo Ridosso, ex collaboratore di giustizia, per il quale è stato accolto il rito abbreviato. Giovanni Cafiero è stato invece rinviato a giudizio, ma dovrà rispondere esclusivamente di reati legati al traffico di stupefacenti e non dell’omicidio di Vassallo.
