IL NOME. Scopre il tradimento della moglie e uccide l’amante: 37ENNE CONDANNATO
27 Marzo 2026 - 18:06
AVERSA – La Corte d’Appello ha confermato la condanna nei confronti dell’ex militare ritenuto responsabile dell’omicidio di Paolo Menditto. I giudici hanno sostanzialmente ribadito quanto già stabilito in primo grado, confermando una pena di 23 anni di carcere per l’imputato, Paolo Scarano. La decisione arriva al termine di un processo in cui la difesa aveva cercato di ottenere una riduzione della responsabilità sostenendo una parziale incapacità mentale al momento dei fatti, tesi che però non è stata accolta nemmeno in secondo grado.
Al centro della vicenda c’è un delitto maturato in un contesto personale segnato da tensioni e gelosia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe recato nell’abitazione della vittima con l’intenzione di affrontarla per questioni sentimentali. Da lì sarebbe nata una discussione degenerata rapidamente in violenza, fino all’aggressione mortale avvenuta con un’arma da taglio.
Dopo il delitto, l’autore si allontanò dal luogo dell’omicidio ma venne rintracciato poco dopo dalle forze dell’ordine e fermato nei pressi della stazione ferroviaria. Durante le indagini ammise le proprie responsabilità, indicando come movente principale proprio la gelosia.
Nel corso del processo, la procura aveva inizialmente chiesto una condanna più severa, arrivando a ipotizzare l’ergastolo. Tuttavia i giudici hanno riconosciuto alcune attenuanti, mantenendo ferma la gravità del fatto ma escludendo elementi tali da giustificare la pena massima.
Con la decisione della Corte d’Appello si consolida quindi il quadro accusatorio già delineato nei precedenti gradi di giudizio, confermando la responsabilità dell’imputato e la ricostruzione dei fatti che ha portato alla morte di Menditto
