Direttrice dell’Ufficio Postale ruba 600 mila euro dai conti correnti dei clienti. CONDANNATA LEI E IL MARITO
27 Marzo 2026 - 18:35
SANTA MARIA CAPUA VETERE – La seconda sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Antoni Riccio, ha condannato Giustina Giordano, ex responsabile della filiale dell’ufficio postale di San Tammaro, e il marito Pasquale Piccolo per la sottrazione illecita di oltre un milione di euro dai conti dei correntisti.
Alla Giordano sono stati inflitti 8 anni e 4 mesi di reclusione, a Piccolo 1 anno e 8 mesi. Nei confronti dell’ex direttrice è stata disposta la confisca della somma provento dell’illecito, pari a 1 milione e 348 mila euro.
Il sostituto procuratore Giacomo Urbano, che aveva richiesto 9 anni per la Giordano e 3 per Piccolo, aveva contestato i reati di peculato, ricettazione, sostituzione di persona, utilizzo indebito e falsificazione di strumenti di pagamento.
Le indagini erano state avviate dalla Guardia di Finanza dopo la denuncia di un correntista che aveva notato anomalie sui propri movimenti. Le Fiamme Gialle hanno operato in collaborazione con il servizio Antifrode di Poste Italiane. Secondo quanto accertato, l’ex direttrice sfruttava le proprie abilitazioni per accedere ai conti ed effettuare operazioni non autorizzate, come trasferimenti e prelievi.
Le vittime erano perlopiù persone anziane o con poca dimestichezza con gli strumenti digitali, che avevano un rapporto di fiducia con l’imputata. Nel corso delle indagini, la donna avrebbe esortato telefonicamente le persone offese a non rilasciare informazioni agli inquirenti. Il marito ha risposto del reato di falsificazione di strumenti di pagamento.
Poste Italiane, ritenuta responsabile civile insieme alla Giordano, è stata condannata al risarcimento del danno in favore dei 18 correntisti costituitisi parti civili, da liquidarsi in separata sede. È stato inoltre disposto il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 110.000 euro complessivi. All’ex direttrice è stata inflitta la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
