Il retroscena sul nuovo asilo nido di SAN MARCELLINO. Quel progetto approvato dal nipote del boss “Scintilla” e realizzato da una ditta a soli 850 metri dal municipio
29 Marzo 2026 - 11:30
Prosegue la schiera di professionisti – alcuni più noti, altri meno – che hanno preso parte al calderone delle opere pubbliche finanziate con i soldi del PNRR. Certe scelte sono state oramai compiute e risalgono a tre anni fa. Forse arriviamo in ritardo su alcune questioni, sicuri però che determinati scenari non smettono mai di sorprenderci
SAN MARCELLINO (fede.borr.) – Di quei finanziamenti PNRR, ben spesi, si stanno raccogliendo adesso i frutti. Lo notano i cittadini, con la costruzione di nuove infrastrutture. Lo sanno ancor meglio gli imprenditori che hanno avuto il merito di presentare la migliore offerta illo tempore e che adesso vedono le loro tasche riempirsi.
Sull’albo pretorio del comune di San Marcellino, come abbiamo scritto in un articolo precedente, campeggia da settimane l’avviso di manifestazione di interesse per le famiglie intenzionate a iscrivere i propri figli nel nuovo asilo nido comunale per l’anno scolastico 2026/2027. Anzi, sarebbe meglio dire: in uno dei tanti asilo nido nuovi che stanno sbucando sul territorio.
Uno è ancora in via di costruzione presso l’istituto “I Fiori” di via Garibaldi, dove, per la direzione dei lavori, abbiamo ritrovato una vecchia conoscenza (CLICCA E LEGGI). L’altro asilo, quello di cui ci occupiamo oggi, ha visto invece la conclusione dei lavori lo scorso 4 febbraio.
Un fil rouge ha unito le notizie che da qualche tempo stiamo pubblicando sul regno di Anacleto Colombiano: in alcuni casi ricompaiono professionisti già noti – come Davide Vargas – in altri, invece, si tratta di “braccia prestate” da comuni legati a San Marcellino da affinità elettive. Come dimenticare, ad esempio, l’architetto Pietro Martino, vicesindaco del comune gemello di San Cipriano d’Aversa, che ha ottenuto l’incarico di collaudatore per la nuova mensa – sempre realizzata con fondi ministeriali – nel plesso di via Garibaldi.
Beh, Martino a quanto pare non è stato l’unico “prestito” che il sindaco zanniniano Vincenzo Caterino ha concesso all’amico Colombiano. Per l’approvazione di un progetto datato 2018, candidato per ottenere il finanziamento da cui è poi sorto uno dei due nuovi asili nido, l’incarico nel 2023 è stato affidato a Moreno Quintino, dirigente dell’area tecnica di San Cipriano d’Aversa, ingegnere attivo anche per il consorzio Agrorinasce che gestisce beni confiscati alla camorra. Ma Moreno Quintino è anche il nipote del braccio destro di Michele Zagaria, ovvero Salvatore Nobis “Scintilla” che da trent’anni è recluso in carcere sotto il regime del 41-bis.
Va detto subito: una parentela di sangue non sancisce, di riflesso, il medesimo destino; non determina un analogo percorso di vita. Moreno Quintino non ha scelto di avere Salvatore Nobis per zio, né di essere il nipote di un camorrista. Ha scelto, bensì, una carriera diversa e decisamente più nobile: ha studiato, è diventato ingegnere, collabora per un centro studi e per un’ente di formazione accreditato dalla Regione Campania. Ma soprattutto, è da anni il capo dell’ufficio tecnico di San Cipriano, un posto che, presumiamo con i suoi meriti e titoli, ha avuto modo di raggiungere e occupare. Proprio per questo, Moreno Quintino dovrebbe prendere pubblicamente le distanze da quello zio che per anni ha fatto il bello e il cattivo tempo a Casapesenna, a maggior ragione in un periodo in cui già due attività del posto – in un brevissimo raggio di tempo e azione – sono state disintegrate da bombe carta, dietro cui si celerebbe l’ombra della camorra, nonostante finora l’unico legame tra i fatti accaduti sia il tipo di ordigno utilizzato. Un’ipotesi, quella della mano nera dei clan, che si acuisce al pensiero che in queste ultime settimane siano stati scarcerati proprio alcuni affiliati del clan dei casalesi, come Aldo Nobis, fratello di Salvatore “Scintilla” e di fatto zio di Moreno Quintino, che ha deciso di far ritorno al suo paese d’origine, Casapesenna appunto.
Detto questo, preso atto della parentela di Moreno Quintino, seppur questi non fosse il nipote dei Nobis, resta comunque il fatto che è il dirigente di una roccaforte del dominio del consigliere – ancora per poco – Giovanni Zannini. Così come roccaforte avamposta è proprio San Marcellino, con il suo primo cittadino Anacleto Colombiano che nel politico mondragonese ha trovato il profeta (pardon, pastore) che gli ha permesso la scalata verso la Provincia. Questo per dire che, parentele a parte, la scelta di affidare l’incarico al capo dell’UTC di San Cipriano d’Aversa non sembra casuale, come casuale non ci parve la figura di Pietro Martino, sorteggiato per il collaudo della nuova mensa a San Marcellino.
Ma il nome dell’ingegnere che opera su San Cipriano non è l’unico che citeremo in questo pezzo. E’ anche un altro il fatto che ci ha incuriositi. A vincere l’appalto per la realizzazione del nuovo asilo nido (che non abbiamo ancora capito dove sia stato realizzato, visto che in tutte le documentazioni visionate finora, dell’indirizzo non ne abbiamo trovato traccia) è stata infatti la Ginevra Srl di Nicola Aversano, amministratore unico della società. Su 10 operatori economici sorteggiati per l’affidamento dei lavori, solo un’impresa ha partecipato. Sì, proprio la Ginevra Srl, che con un ribasso del 5% si è guadagnata un importo pari a 1.097.259,70 euro.
Non solo: si dà il caso che la sede legale della Ginevra Srl si trovi proprio a San Marcellino, precisamente in via Taranto, a soli 850 metri di distanza dal palazzo municipale. Tre minuti a piedi, stando a Google Maps.
Che dire, ci dispiace non aver raccontato queste cose prima, quando nel 2023 si stava iniziando a mettere nero su bianco il da farsi delle opere in costruzione. Lo facciamo adesso, in ritardo, ma con la consapevolezza che ne avessimo pur parlato a cose appena iniziate, certe logiche in questa provincia non cambiano mai.
