S. MARCELLINO. Toh, chi si rivede! L’ “allievo” di Pitocchi incassa un incarico di 30MILA euro. Dopo il ‘circuito Zannini’, il sindaco Colombiano va a pescare i professionisti in un altro giro di fedelissimi
21 Marzo 2026 - 17:38
Sull’albo pretorio del Comune iniziano a comparire le prime liquidazioni destinate ai professionisti incaricati delle opere finanziate dal PNRR a San Marcellino. La volta scorsa abbiamo parlato dell’architetta Brunella Moretti e dell’architetto Pietro Martino, entrambi legati al circuito Zannini. Oggi è il turno di un altro professionista che collabora con l’ente guidato dal sindaco Colombiano, il cui nome non è certo sconosciuto nella zona
SAN MARCELLINO (fede.borr.) – Quando si tratta di offrire nuove infrastrutture alla comunità, non si può certo dire che il Comune di San Marcellino si tiri indietro. È il primo a mettersi in moto, impavido nell’affrontare la burocrazia e le scadenze, riuscendo comunque a fare scorta di finanziamenti, come è accaduto per quelli del PNRR.
Spesso ha giocato d’anticipo e d’astuzia, presentando al Ministero polverosi progetti rimessi in pista per l’occasione, custoditi da tempo in un cassetto della scrivania dell’ufficio tecnico – come quello redatto nel 2018 per un asilo nido i cui lavori si sono conclusi appena nel febbraio 2026 – accanto a nuove costruzioni come le due mense: una presso l’ex Convento delle Suore degli Angeli in via De Paola e un’altra già pronta all’istituto “I Fiori”.
Ma in questo frullatore di cantieri in attività e opere pubbliche da erigere, era inevitabile che prima o poi ci si imbattesse in uno dei soliti nomi triti e ritriti. Così, una vecchia conoscenza torna a farsi largo tra i professionisti del settore edile, dopo un periodo di assenza segnato dalle vicende giudiziarie della chiacchieratissima lottizzazione Schiavone di Teverola, prima che la sua posizione venisse archiviata su richiesta della Procura di Aversa-Napoli Nord.
Dai pochi indizi, i più attenti forse avranno già capito di chi stiamo parlando: l’architetto aversano Davide Vargas, le cui generalità sono ricomparse in una determina pubblicata sull’albo pretorio di San Marcellino. Vargas è stato nominato direttore dei lavori per il nuovo asilo nido dell’istituto “I Fiori” in via Garibaldi, incarico che comporta un compenso di 29.400 euro.
Alt! Quello che sta sorgendo in via Garibaldi non va confuso con l’altro asilo nido già pronto sul territorio, i cui lavori si sono conclusi lo scorso 4 febbraio e per cui il Comune ha già pubblicato la manifestazione d’interesse per le iscrizioni all’anno scolastico 2026/2027.
Tuttavia, sempre l’istituto “I Fiori” di via Garibaldi – dove sorgerà il nuovo asilo targato Vargas, dunque il secondo in ordine di costruzione per il Comune di San Marcellino – era già finito sotto la nostra attenzione per un altro motivo. In quel caso, a destare il nostro interesse fu il nome di una neofita degli affidamenti, l’architetta Brunella Moretti, direttrice dei lavori della mensa già completata, che avevamo da subito inserito nel circuito di quei professionisti ‘fortunati’ il cui nome, in un modo o nell’altro, è stato accostato a quello del consigliere regionale Giovanni Zannini.
E qui urge fare un passo indietro prima di ricollegarci al racconto odierno su Vargas. Quando scrivemmo della Moretti, inizialmente avevamo pensato che l’anello di congiunzione con Zannini fosse il cugino di lei, Mario Moretti, attuale consigliere d’opposizione nel comune di Carinaro, dalla tempra spavalda a nostro dire – nonostante in quel territorio soffi il vento del Partito Democratico, il consigliere Moretti non ha mai nascosto il suo supporto al politico di Mondragone, sostegno che lo ha arriso di un posto nel CdA di Terra di Lavoro, ente provinciale cui fa capo inevitabilmente proprio il sindaco di San Marcellino, Anacleto Colombiano.
Avendo però saputo che l’articolo dell’altra volta ha suscitato un po’ di maretta sulla ‘paternità’ di chi per primo avrebbe fatto incrociare la strada dell’architetta di Carinaro con quella di Zannini, è giusto fare un’ulteriore precisazione: voci di corridoio ci hanno infatti riferito che Mario Moretti non abbia gradito il ruolo di ponte che gli avevamo attribuito. Anzi, seccato, avrebbe detto – parafrasando, perché noi non eravamo presenti: “Ah, se sapessero quelli di CasertaCe per chi lavora mia cugina… capirebbero che io in questa storia non c’entro proprio nulla”. E in effetti, più di qualcuno ha voluto precisare alla nostra redazione che l’architetta Brunella Moretti ha lavorato (o lavora ancora) presso lo studio dell’ingegnere Nicola Colombiano, figlio di quell’Anacleto Colombiano che è – per chi ancora non lo avesse capito – sindaco di San Marcellino, presidente della Provincia di Caserta e pure alter ego di Giovanni Zannini. Insomma, onnipresente, uno e trino come il Signore.
Ebbene, se così fosse, le cose non è che cambino così tanto: o tramite il cugino o tramite il figlio del numero 1 della Provincia, l’appartenenza di Brunella Moretti al circuito Zannini sembra fondata. Nulla di illegale, certo, ma come abbiamo più volte ribadito è sempre meglio evitare di partecipare a gare bandite da enti a cui si è legati da amicizie o rapporti di altro tipo, onde evitare pettegolezzi e dicerie sul clientelismo.
Chiarite alcune cose, torniamo all’attualità: da un circuito ne passiamo a un altro e ci riallacciamo alla nomina di Davide Vargas come direttore dei lavori per il nuovo asilo nido di San Marcellino in via Garibaldi.
Nell’ambito di quest’appalto, a nostro avviso, il professionista non è lì per pura casualità. E’ noto che Vargas sia un allievo della scuderia dei professionisti formatisi sotto l’egida di Gennaro Pitocchi – l’ingegnere che, a differenza di Vargas, difficilmente riuscirà a scamparsi il processo sulla lottizzazione Schiavone di Teverola, in cui risulta imputato insieme alla compagna Teresa La Palomenta, al figliastro Alessandro Pisani, agli ex sindaci Biagio Lusini e Tommaso Barbato, ai consiglieri Biagio Pezzella, Crescenzo Salve e Pasquale De Floris, all’imprenditore Giovanni Miniero, all’ex responsabile dell’area finanziaria Massimiliano Schiavone e all’architetto Nicolino Botti (non tutti per gli stessi capi di imputazione).
Proprio quel Pitocchi che, tra le altre cose, è originario di San Marcellino e ha il suo studio privato lì, dove opera in pianta stabile nonostante la pensione. Quello tra Pitocchi e Colombiano è un rapporto di lunga data, consolidato, ben più di quello creatosi tra il presidente della provincia e il suo pastore (come del resto l’ha definito proprio lui) Giovanni Zannini. Una stima professionale tra i due ingegneri che, dunque, continua a durare negli anni.
Insomma, tutto questo per dire che il ritorno di Vargas nel circuito delle opere pubbliche locali di San Marcellino, non ci sembra frutto del caso: formatosi sotto la guida di Pitocchi, riceve ora l’incarico per il nuovo asilo nido in via Garibaldi, con un compenso di quasi 30mila euro. Rimane comunque un ritorno in grande stile, che conferma come i percorsi professionali e rapporti consolidati nel settore edile, nonostante gli anni e i soliti racconti, continuino a giocare un ruolo da non sottovalutare negli appalti pubblici.
