I NOMI E LE PENE. La camorra fa i soldi con le scommesse e le slot machine: arrivano le prime condanne
30 Marzo 2026 - 14:15
CASERTA – Il giudice Gabriella Logozzo ha emesso le condanne per sei imputati nel procedimento che ha smantellato un vasto giro di gioco d’azzardo clandestino gestito a favore del clan dei Casalesi, fazione Russo-Schiavone, nell’agro aversano.
Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri, l’organizzazione gestiva slot machine e scommesse sportive illegali attraverso siti web non autorizzati, utilizzando attività commerciali intestate a prestanome per riciclare i proventi.
Nell’udienza del rito abbreviato odierna, la giudice ha escluso l’aggravante del metodo mafioso per tutti gli imputati, rendendo possibile ai condannati la possibilità di ricevere misure alternative alla detenzione, in caso di condanna definitiva. Per Raffaele “Lello” Letizia, indicato come promotore dell’operazione, la pena è stata fissata a 4 anni di reclusione, a fronte dei 7 anni e 4 mesi richiesti dalla Procura.
A Marco Alfiero sono stati inflitti un anno e 9 mesi, mentre per Vittorio Alfiero la condanna è stata di un anno e 6 mesi. Bruno Salzillo ha ricevuto una condanna a 2 anni, Marco Losapio a 2 anni e 10 mesi e 20 mila euro di multa, Pasquale Di Bona a 3 anni. Sono stati invece assolti Giovanni Diana, Giovanni Argine e Raffaele Cantiello. Andranno a processo in rito ordinario, invece, Antonio e Vincenzo Vaccaro.
Piccola spiegazione per capire meglio cosa sia successo. La giudice li ha condannati per la creazione di un mercato di scommesse illegale, assolvendo gli imputati dall’intestazione fittizia di alcune società. Come detto, l’esclusione di aver agevolato il clan dei Casalesi ha ridotto le pene, ancor di più se si pensa che la giudice ha anche escluso anche la recidiva, la ripetizione, per dirla semplice, del reato.
Il processo, che coinvolge complessivamente dodici persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa e gestione di gioco d’azzardo clandestino, prosegue per gli altri imputati. Le difese sono affidate a un nutrito pool di avvocati, tra cui Giuseppe Caiati e Federico Magnotti, che hanno visto l’assoluzione di Diana, loro assistito, Alessandra Carofano, Carlo De Stavola, Mario Griffo, Mirella Baldascino, Mauro Iodice, il cui assistito è stato condannato, Michele Riggi, Domenico Della Gatta, difensore dell’assolto Cantiello, e Paolo Caterino.
