AVERSA. Lavori al cimitero da 300 MILA EURO a imprenditore casertano “emigrato”. I suoi rapporti con il clan e la ‘ndrangheta nelle carte della Prefettura

7 Aprile 2026 - 11:35

L’interdittiva antimafia, il controllo sulla società Edil Global, durato circa tre anni, ha poi liberato la ditta dalla scure di un’interdittiva definitiva che l’avrebbe estromessa dal mercato della Pubblica amministrazione. Per gli investigatori, la ditta di Pasquale Amato ha avuto rapporti con due camorre molto potenti del sud. E c’è il caso della confisca del 2023

AVERSA (a.c.) – Ci sono alcuni business che non falliranno mai, indipendentemente dai tempi, dalle mode o tendenze che differiscono di generazione in generazione. Uno di questi, paradossalmente, è la morte. Ci scuserete l’espressione macabra, ma, ahinoi, è vero. In merito a questa strana apertura, il comune di Aversa ha pubblicato la determina per l’affidamento dei lavori per l’ampliamento dei loculi cimiteriali alla Edil Global Srl, firmata in doppia veste di RuP e dirigente dall’ing.Danila D’Angelo.

Evidentemente, il cimitero è pieno e per risolvere un disagio non da poco per la popolazione normanna, si è scelto di procedere tramite una gara aperta con importo lavori totale di circa 329 mila e 500 euro. Una folla di aziende ha risposto, ben 232, eppure c’è stato un pareggio. Due aziende, infatti, La edil Global Srl e la L.A.V. Costruzioni Srl si sono contese l’aggiudicazione dell’appalto fino alla fine, presentando con la stessa offerta, con la stessa percentuale di ribasso: il 36,03%.

A questo punto molti di voi, così come anche noi alla prima lettura della determina, potranno dire: “quindi, sorteggio?“. Invece no. Ed è lo stesso comune di Aversa a risponderci motivando la scelta di questa modalità citando che “Nel caso in cui le offerte economiche di due o più concorrenti coincidono i predetti concorrenti, su richiesta della stazione appaltante……presentano un’offerta migliorativa sul ribasso offerto entro 5 giorni“.

Praticamente, andiamo ai rigori. E qui la Edil Global compie il proprio capolavoro economico, presentando un’offerta di ribasso del 46,06% e assicurandosi la vittoria dell’appalto con una cifra a propria disposizione per i lavori di ampliamento del cimitero di 218 mila e 237,03 euro, dopo necessario controllo da parte dell’Ente riguardo ad una possibile offerta anomala. Superati i controlli, la Edil Global Srl diventa ufficialmente vincitrice dell’appalto.

Ma ora arriviamo al succo: chi è la Edil Global Srl? La società ha sede legale a Formia, nel Lazio. Ma non si tratta di alcuni fuori regione in tutto e per tutto. Il responsabile legale designato è Pasquale Amato. Secondo quanto scritto dagli investigatori di Bologna nel processo Aemilia, che ha visto la condanna di Francesco e Alfredo Amato rispettivamente a 16 anni e 9 mesi e a 17 anni reclusione, la società sarebbe stata connessa al clan dei casalesi e alla cosca Grande-Aracri di Cutro, per cui la ditta fu destinataria di un’interdittiva antimafia da parte della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma nel 2021, e prorogata nel maggio del 2023 per ulteriori 18 mesi, perché, secondo l’accusa in quell’ambito, il clan e le associaizoni ad esso connesse aveva fatto alcune mosse in campo imprenditoriale sfruttando in qualche modo l’azienda. C’è da specificare che la Edil Global di Amato ha ricevuto anche una confisca tramite il provvedimento emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bologna da 300 mila euro secondo quanto riportato dai colleghi di Latina Oggi (clicca e leggi), legata sempre alla stessa vicenda giudiziara, poi evidentemente revocata in quanto oggi è lo stesso imprenditore a detenere i titoli dell’azienda.

Specifichiamo a posteriori che non ci dovrebbero essere connessioni dirette tra Pasquale Amato e i due omonimi immischiati nella cosca ‘ndirna, originari anche loro di Caserta ma emigrati in Calabria dove hanno stretto legami con la cosca Grande-Aracri.

C’è da dire, però, che il congome Amato, specie se ci rifacciamo alle zone territoriali della provincia di Latina, ultimamente sta avendo molta fortuna nell’agro aversano, in quanto non troppo tempo addietro, circa un mese fa, vi abbiamo parlato di un altro omonimo, Daniele Amato, responsabile della ditta Acos, che ha vinto appalti a San Marcellino (clicca e leggi) e, per chiudere il cerchio, proprio nella città di Aversa.

E’ suggestiva la relazione tra Formia e San Cipriano d’Aversa per quanto riguarda le residenze della famiglia imprenditoriale degli Amato. Non è assolutamente dimostrabile che ci sia connessione con la vera e propria migrazione di san ciprianesi, avvenuta nei primi anni ’90 verso la cittadina laziale a potente vocazione turistico-balneare. Ma certo, quando si sentono queste due località messe insieme non si può non pensare come evocazione ad uno dei fatti storici più importanti della camorra dell’agro-aversano.

Non si può non pensare all’omicidio, circondato ancora oggi da un velo romanzesco di mistero, di Antonio Bardellino, uno dei capi del cartello della nuova famiglia, dei gruppi di camorra federati che si opposero, in una guerra sanguinosissima, alla nuova camorra di Raffaele Cutolo; non si può non pensare alla decisione del clan dei casalesi che, dopo quell’omicidio e quello pressoché contestuale di Paride Salzillo, nipote di Antonio Bardellino, formulò una proposta molto netta agli altri Bardellino, a partire da quell’Ernesto Bardellino, che di San Cipriano era stato sindaco da esponente dell’allora partito socilaista, con tanto di visita di Bettino Craxi presso la sezione san ciprianese. Sandokan e compagnia posero un “aut aut” agli ex potentissimi della camorra di quei luoghi: “andatevene di qui, sceglietevi un posto dove vivere e andare a fare le vostre cose, oppure vi ammazziamo tutti.” Il posto in questione, scelto dai Bardellino, fu proprio Formia. Il resto è storia.

Ripetiamo la nostra è solo un’evocazione e fino a prova contraria non ha nulla a che vedere con la relazione tra San Cipriano d’Aversa e Formia relativa gli imprednitori Amato, protagonisti di questo articolo.