La MORTE DELLA 15ENNE SOFIA. Il papà: “Desideriamo solo conoscere tutta la verità. Tragedie del genere non accadano piú”
5 Aprile 2026 - 12:11
Intanto Maddaloni su mobilita per i funerali di domani, Lunedì dell’Angelo
MADDALONI – Nel silenzio carico di dolore per la perdita della giovane Sofia Di Vico, 15 anni, emergono forti e chiare le parole del padre, Fabio, noto commercialista di Maddaloni, che insieme alla moglie Antonella è chiuso in un dolore profondo ma determinato a chiedere verità e giustizia.
«Vogliamo la verità. Chi ha sbagliato pagherà. Noi vogliamo solo giustizia», afferma, affidando il suo sfogo ai media. Parole misurate, ma cariche di significato. «Ci sarà un momento in cui dirò ciò che penso sulla fine di mia figlia. Insieme a mia moglie abbiamo totale fiducia nella magistratura e nel lavoro di indagine della polizia, che può già contare su registrazioni e documenti abbastanza chiari».
Per il padre, questa tragedia deve avere anche un valore più ampio: «Vogliamo che sia un monito per sensibilizzare tutti verso una patologia, quella dell’allergia al latte e ai suoi derivati, che è ancora troppo sottovalutata. Se qualcuno ha commesso errori, dovrà pagarne le conseguenze».
Sofia, giovane cestista di Maddaloni, si trovava a Ostia con la sua squadra per un torneo di basket. Dopo una giornata trascorsa a Roma, tra partite e momenti di spensieratezza con le compagne, la sera la tragedia. Durante una cena in un ristorante all’interno di un camping, la ragazza – allergica alle proteine del latte – ha accusato un malore improvviso.
Il padre, che da sempre la accompagnava nelle trasferte ed era perfettamente consapevole dei rischi legati alla sua allergia, è intervenuto immediatamente somministrandole una fiala di adrenalina, il farmaco salvavita che gli allergici portano con sé. Contestualmente è stato allertato il 118, ma le condizioni della ragazza sono precipitate rapidamente. Trasportata d’urgenza all’ospedale Grassi, Sofia è deceduta poco dopo l’arrivo.
La giovane era cresciuta con grande attenzione verso la sua condizione: non mangiava mai nulla che non fosse stato attentamente controllato, da lei stessa e dai suoi genitori. Una prudenza che, purtroppo, non è bastata a evitare il tragico epilogo.
Ora è il tempo del dolore e del ricordo. «Adesso è il momento di onorare Sofia», sottolinea il padre. La salma, restituita dopo l’autopsia effettuata presso il Policlinico di Tor Vergata, è rientrata a Maddaloni ed è stata composta nella camera ardente allestita presso la confraternita di Santa Maria del Conforto, accanto alla chiesa della Santissima Annunziata. Accanto a lei, senza mai allontanarsi, i genitori, i familiari e tanti amici.
I funerali saranno celebrati il 6 aprile alle ore 10:30 nella chiesa della Santissima Annunziata, dove un’intera comunità si stringerà attorno alla famiglia per l’ultimo saluto a Sofia.
