TUTTI I NOMI. Falsi titoli per scalare le graduatorie ATA: chiuse le indagini per 23 indagati
9 Aprile 2026 - 10:10
L’obiettivo sarebbe stato quello di ottenere punteggi più alti nelle graduatorie provinciali di terza fascia del personale ATA relative al triennio 2021-2024
MARCIANISE – Un presunto sistema organizzato per ottenere incarichi nelle scuole pubbliche attraverso certificazioni false è al centro di un’indagine della Procura di Napoli Nord, coordinata dal pubblico ministero Giovanni Corona. Sono 23 le persone coinvolte, tra personale ATA e soggetti ritenuti parte attiva del meccanismo illecito.
Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero prodotto documentazione falsa attestante servizi mai svolti presso istituti paritari. L’obiettivo sarebbe stato quello di ottenere punteggi più alti nelle graduatorie provinciali di terza fascia del personale ATA relative al triennio 2021-2024.
Gli indagati – tutti da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva – devono rispondere, a vario titolo, di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica e materiale. L’inchiesta, ora giunta alla conclusione della fase preliminare, potrebbe sfociare nella richiesta di rinvio a giudizio. Risultano coinvolti Adriana Accarino, 53enne, Filomena Bellopede, 51enne, Cinzia Delle Curti, 45enne, Arianna Lopaldi, 54enne, Giuseppe Famoso, 57enne, tutti di Marcianise, Luigi Cavagnuolo, 26enne, Salvatore Comparone, 54enne, entrambi di Casaluce, Bruno Ciocio, 60enne di San Marcellino, Luigi Esposito, 56enne di Cervinara, Giuseppe Faenza, 48enne di Santa Maria Capua Vetere, Giuseppe Felaco, 44enne di Frignano, Angelina Lombardi, 48enne, Luigi Marino, 53enne, Elvira Mauriello, 53enne, e Caterina Oliva, 49enne, tutti di Santa Maria Capua Vetere, Maria Martino, 39enne di Casal di Principe, Pasqualina Mastroianni, 28enne di Portico di Caserta, Alberto Restituto, 50enne di Frignano, Caterina Tartaro, 55enne di Marcianise, Maria Tavoletta, 45enne di Villa Literno, Alexandra Testa, 34enne di Gioia Sannitica, Michele Valentino, 50enne di Capodrise, e , 53enne di Sant’Antimo.
Il pm ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e ora valuterà un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. L’accusa ipotizza che gli indagati, agendo in concorso e con più azioni esecutive, abbiano costruito un sistema finalizzato a falsare le graduatorie pubbliche.
Al centro dell’inchiesta ci sarebbero alcune figure ritenute chiave, tra cui Filippo Buono, scomparso nel 2024, amministratore degli istituti paritari “Babylandia” di Caserta e “Padre Pio” di San Prisco. Insieme al collaboratore Paolo Buono e al sindacalista Giovanni Cimmino, sarebbe stato tra coloro che – secondo la ricostruzione degli inquirenti – rilasciavano falsi certificati di servizio e verbali di conciliazione, poi utilizzati dagli aspiranti per presentare domanda.
