TEVEROLA. A buon rendere: dopo il sostegno elettorale, gli incarichi. Quasi 5 MILA EURO all’amico architetto del sindaco Caserta e 32 MILA EURO all’imprenditore-supporter di Ellen Di Martino che, come il reggente del clan, procacciò voti per lei

12 Aprile 2026 - 12:30

E’ arrivato il tempo della resa dei conti, e chi nel giugno del 2024 ha supportato alla luce del sole la lista di Caserta-Lusini, dietro la cui vittoria non è esclusa l’ombra della camorra locale con la presenza fisica fuori ai seggi elettorali del reggente del clan Picca-Di Martino, Salvatore De Santis – certificata dall’ordinanza della Dda – cerca ora di ritagliarsi un posto tra gli incarichi degli appalti pubblici. Forse le aspirazioni erano ben altre di qualche milioncino scarso. Ma tutto fa brodo, e tra sogni al momento sfumati e incarichi minori, non crediamo che questi professionisti e imprenditori siano rimasti a bocca asciutta

TEVEROLA (fede.borr.)C’erano una volta due supporters che, nell’estate del 2024, avevano deciso di sostenere la stessa lista alle ultime elezioni comunali della loro città.

Il primo è stato, ed è ancora oggi, un amico di lunga data del candidato che, con sua grande gioia, è poi diventato sindaco. Quest’amico lo ha sostenuto con costanza fin dall’inizio della sua discesa in campo per la fascia tricolore, partecipando in prima fila a tutti i suoi comizi. Il secondo, invece, più che essere stato un tifoso dell’allora sindaco in pectore, andava in cerca di voti soprattutto per una candidata consigliera di quella lista; ma va da sé capire che, il suo sostegno, ha portato comunque l’endorsement necessario a chi aspirava a diventare il primo cittadino di Teverola.

Arrivati a questo punto, però, è giunto il momento di dire di chi stiamo parlando. E allora facciamo i nomi: il primo identikit ha il nome e il volto dell’architetto-insegnante Pietro Colella, conosciuto in paese come “Pierino”. Il secondo riferimento, invece, reca la firma di Giuseppe Colella, imprenditore teverolese, soprannominato dai suoi concittadini col nomignolo di “Pascalone”.

La promessa del parco pubblico mai realizzato e il “contentino” del collaudo per il nuovo asilo nido

Classe ’58, Pierino Colella è uno storico compagno d’avventure del sindaco Gennaro Caserta. Tra scampagnate del Primo maggio nella casa al mare di amici, e incontri vari in compagnia delle rispettive consorti, il rapporto consolidato tra i due ha raggiunto la massima espressione d’amicizia proprio durante la candidatura a primo cittadino di Teverola del dottore Caserta, dove l’architetto Colella non ha mai mancato di presenziare ai comizi del suo buon vecchio amico. Un sostegno immortalato dalle fotografie che compongono gli album pubblicati sulla pagina Facebook della lista “Teverola Futura”, in cui si vede un Pierino Colella intento ad ascoltare i discorsi dell’aspirante sindaco e dei suoi compagni di lista, o ad applaudire con sorriso gagliardo alle invettive e dichiarazioni dei candidati, a manifestazione del pieno consenso da parte dell’architetto alle loro proposte.

Pierino Colella c’era allora e c’è da sempre nella vita privata e politica di Gennaro Caserta. C’era soprattutto perché il suo amico Gennaro, da anni, si fa portatore di un progetto in cui non è escluso che tra i vari incarichi un ruolo possa averlo, un giorno, anche il Colella, ma che concretamente non ha mai visto la luce: ci riferiamo al parco urbano da 37 mila metri quadrati di verde che dovrebbe sorgere in via Milano. Un’opera ambiziosa che il medico di Teverola aspira a realizzare da più di dieci anni, da quando ancora si presentava ai teverolesi in veste di anti-Lusini e che – in contrasto alla cementificazione selvaggia pontificata dal suo predecessore – aveva addirittura avviato all’epoca una raccolta firme con l’associazione “Fare Ambiente”, prima di prostrarsi anche lui ai piedi dell’ex sindaco chiedendo il suo supporto alle ultime elezioni, e divenendo poi oggi, di fatto, solo un’ombra di colui che è da considerarsi il vero sindaco di Teverola, salvo procedimenti giudiziari in fase di instaurazione.

La promessa di quel parco urbano è stata terreno fertile anche durante la campagna elettorale del giugno 2024 di Gennaro Caserta. Dai video su Facebook in cui l’attuale sindaco si fregiava dei milioni e rotti (un milione e duecento mila euro, ndr) stanziati in bilancio, con la delibera di consiglio già approvata dalla vecchia amministrazione targata Tommaso Barbato di cui ha fatto parte e ne è il diretto prosecutore, fino al camion a vela che ha attraversato le strade di Teverola quell’estate di quasi due anni fa, con la gigantografia di quel progetto appiccicata alle pareti del mezzo commerciale.

Una pubblicità in pompa magna ma che, a distanza di anni, è servita a ben poco se non a nulla, se poi il risultato è un immobilismo delle opere pubbliche, tra strade colabrodo e disagi vari. Ma Pierino Colella, che in paese ci dicono essere un uomo deciso, volitivo, addirittura autoritario quando vuole, fremerebbe e non poco per questa promessa – al momento – mancata. Il suo amico Gennaro avrebbe dovuto per forza, stando all’opinione di molti, correre ai ripari e cercare in qualche maniera di accontentare l’amico che, più che nella professione di architetto, ha trovato in tutti questi anni nell’insegnamento il suo lavoro più redditizio.

Ed ecco svelarsi all’orizzonte l’occasione del nuovo asilo nido comunale, in costruzione alla via San Lorenzo, IV traversa. A vincere l’appalto è stata una ditta di San Cipriano, la G.V. Pacifico dei giovanissimi fratelli Giuseppe e Vittorio Pacifico: il primo, sui trent’anni, amministratore unico della società ubicata in via Tevere; il secondo, trent’anni non li ha neanche compiuti ma è già un provetto architetto, direttore del cantiere del suddetto asilo. La loro impresa, con un ribasso del 35%, è stata considerata la più meritevole e idonea dalla stazione appaltante della Cuc Nolana, riuscendo a ottenere una somma complessiva di 368.833,57 euro.

A seguire, questi sono i nomi di tutti gli altri professionisti che hanno preso parte al progetto del nuovo asilo di via San Lorenzo: c’è l’architetto Nicola D’Angelo, con studio in Francolise, che ha approvato la validazione del progetto esecutivo; l’ingegnere Benito Gagliarde, ubicato professionalmente a Sessa Aurunca, che si sta occupando della direzione dei lavori e del coordinamento alla sicurezza; e infine Pietro “Pierino” Colella che, con una determina datata 29 settembre 2025, ha ottenuto l’incarico di collaudatore statico tramite il procedimento dell’affidamento diretto, che è possibile applicare per micro-incarichi sotto la soglia dei 5mila euro.

E Pierino Colella ci rientra pelo pelo, visto che con tutti gli oneri previdenziali inclusi e l’IVA, per il suo servizio da collaudatore statico prestato alla comunità di Teverola, è scritto sul documento che la somma da versargli è quella di 4.564,37 euro. Insomma, se è vero che i servigi professionali di Pietro Colella potrebbero essere presi in considerazione, un giorno – chissà quando – anche per l’opera del parco urbano di via Milano sponsorizzata dal sindaco-amico Gennaro Caserta, nel frattempo può dirsi comunque soddisfatto per la considerazione che finora gli è stata data. Meglio di niente.

Il sogno sfumato della nuova area Pip, gli incarichi vari di rappezzamento, l’affidamento dei lavori per il secondo asilo nido sul territorio

Un altro che non avrebbe di che di lamentarsi, sebbene aspirasse a progetti ben più grandi e da cui sarebbero fruttati di certo non i milioncini di cui stiamo disquisendo finora, è l’imprenditore edile Giuseppe Colella, alias “Pascalone”.

Per inquadrare meglio la figura di Pascalone e delle sue relazioni professionali, basterebbe pubblicare una fotografia, già di per sé eloquente, che inchioda l’imprenditore teverolese mentre si accinge a dare una stretta di mano a Biagio Lusini, in compagnia del suo amico Liberato Pezzi. Lo scatto, catturato in via Campanello nel 2024, coglie dunque un incontro tra i tre, che al netto di un caffè tra conoscenti, non crediamo si siano di certo visti per una chiacchierata tra amici. E’ più probabile che quell’appuntamento fosse stato fissato per mettere in chiaro degli accordi, roba di affari sui progetti miliardari che con l’avvenuta elezione del neo sindaco Gennaro Caserta – ripetiamo, controfigura del vero sindaco Biagio Lusini – avrebbero finalmente potuto prendere piede, come la realizzazione di una nuova zona Pip, nella quale, Giuseppe Colella, ambiva ad insediarsi, stando alle voci. E avrebbe avuto intenzione di farlo con la realizzazione di qualche capannone industriale, settore in cui il Colella è già in piena attività di suo.

L’incontro in via Campanello tra Liberato Pezzi (maglia azzurra), Giuseppe Colella e Biagio Lusini

A proposito, nonostante l’omonimia del cognome, tra i due Colella che citiamo all’interno di questo articolo non intercorre alcuna parentela. Almeno da quanto ci risulta.

Ritornando al nostro racconto, a quell’incontro a tre del 2024 è presente, come già menzionato, anche Liberato Pezzi. Ma chi è? Non conosciamo la sua professione, ma sappiamo sicuramente che sia il cognato di Nicola Di Martino, soprannominato Nicola 23, ex capozona di Teverola per il clan camorristico Picca-Di Martino. Liberato Pezzi è infatti sposato con Annamaria Di Martino, sorella del boss teverolese che si trova ora in carcere Nicola 23. Quindi Pezzi è, in via acquisita, anche il cognato di Pasquale Di Martino, che è il fratello dunque di Annamaria Di Martino (moglie di Pezzi) e del boss Nicola 23, ed è il padre della consigliera comunale Ellen Di Martino. Per farla breve, Liberato Pezzi è lo zio di Ellen Di Martino, la consigliera comunale di Teverola entrata nella rosa degli eletti grazie a 468 voti di preferenza.

Giuseppe Colella, in tutto questo, come si inserisce? Ebbene, Pascalone è un grande amico di Liberato Pezzi e del di lui cognato Pasquale Di Martino, che di professione fa il meccanico. E di questa amicizia fraterna non ne scriviamo per sentito dire, ma sono i diretti interessati a manifestarla alla luce del sole, come è giusto che sia, anche attraverso la pubblicazione di fotografie in cui si definiscono a mezzo social con l’hashtag brothers (fratelli, ndr).

Da sx: Liberato Pezzi, Giovanni Colella e Pasquale Di Martino

E dunque, date tutte le spiegazioni e premesse del caso, la narrazione diventa più scorrevole. Ellen Di Martino si candida nella lista di Caserta-Lusini e ottiene 468 voti. In quei giorni di giugno 2024 dedicati alle votazioni, è pressante e persuasiva la presenza di Salvatore De Santis, detto ‘o buttafuori (reggente a Teverola del clan Picca-Di Martino, dal momento che i due boss Aldo Picca e Nicola Di Martino erano ritornati da poco dietro le sbarre).

De Santis, che si incardina fisicamente, in maniera intimidatoria come riportato nell’ordinanza della Dda, davanti ai seggi elettorali quel giugno del 2024, conosce bene la famiglia Di Martino, e non solo per i suoi affari con Nicola 23. ‘O buttafuori, sempre come spiega l’ordinanza della Dda in merito al blitz che ha smantellato il clan Picca-Di Martino nel settembre del 2024, era stato visto qualche volta nell’officina di Pasquale Di Martino proprio assieme al boss di Carinaro Aldo Picca. E dunque, non è sbagliato pensare che anche tra il papà di Ellen Di Martino e il reggente del clan co-fondato da suo fratello ci fosse una conoscenza, se non addirittura una frequentazione.

Ma del resto, anche Gennaro Caserta e Biagio Lusini sapevano bene con chi stessero stringendo accordi politici – ovvero, ripetiamo, con il fratello del ras del paese – e sempre a loro due, quell’endorsment spinto di De Santis che “ha partecipato da un parco l’altro della città alla ricerca dei consensi” (ordinanza Dda docet), probabilmente proprio per cercare voti per la nipote del suo boss di riferimento, non crediamo abbia recato dispiacere. Fatto sta che i 468 voti ottenuti da Ellen Di Martino – nipote diretta di Nicola 23 – sono stati determinanti per la vittoria elettorale della lista Teverola Futura. E come ‘o buttafuori è andato di parco in parco in cerca di consensi, anche Giuseppe Colella ha fatto la sua parte come dimostrano le sue pubblicazioni a mezzo Facebook a favore della Di Martino in quel periodo. Pascalone ha contribuito al risultato di Ellen Di Martino, sapendo bene che la vittoria di quella lista avrebbe incoronato come sindaco di fatto Biagio Lusini, che a loro avrebbe dato tutte le garanzie essendo uno che si incontrava costantemente con membri della famiglia Di Martino-Pezzi, a partire dal già citato Pasquale Di Martino, padre di Ellen e fratello del capozona del clan dei casalesi.

Però, come per il parco urbano, la realizzazione di una nuova Zona Pip con questi chiari di luna a sfondo di “Un giorno in pretura” ci sembra parecchio difficile. Non dimentichiamoci che l’ultimo sindaco, Tommaso Barbato, quando portò in consiglio l’approvazione di una variante al piano urbanistico che avrebbe aperto la strada a nuovi insediamenti industriali, ci ha rimesso la fascia. E quindi, Gennaro Caserta, tutto sommato, fa bene ad andarci cauto.

Ma in qualche maniera bisognava accontentare anche Giuseppe Colella. Titolare dell’impresa ECo Costruzioni Srl, la ditta di Pascalone è comparsa – a nostro avviso – fin troppe volte sull’albo pretorio del Comune di Teverola con diversi incarichi sempre attraverso il mezzo dell’affidamento diretto, per la riparazione di quelle che sono state delle emergenze a livello di tubature idriche rotte e strade dissestate. Ci è stato detto che questi incaricucci siano più una bega per Pascalone che un piacere, visto tra l’altro più volte circolare anche all’interno del palazzo municipale di via Cavour. Ora, come per il suo omonimo, anche per Giuseppe Colella arriva un incarico più sostanzioso: per la modica cifra di 32 338,64 euro (che fortuna! anche questa volta sotto la soglia dei 150mila euro e senza la consultazione tra più operatori economici) la ditta ECo Costruzioni srl è stata selezionata dal responsabile dell’ufficio tecnico di Teverola per la realizzazione di un altro asilo nido che dovrà sorgere sulle ceneri della ex casa del custode in via Pecorario.

Che dire, forse le ambizioni dei due Colella vertevano su altro, ma assicuriamo loro che quanto ricevuto – o in procinto di ricevere – non sono di certo spiccetti.