TUTTI I NOMI. MONDRAGONE. Smantellata rete di spaccio a conduzione familiare: 4 arresti e 3 divieti di dimora
10 Aprile 2026 - 10:48
Elemento distintivo dell’attività era il sistema di consegna: la droga veniva distribuita sul territorio attraverso pusher a bordo di motorini elettrici, una scelta che avrebbe consentito spostamenti rapidi e discreti tra le strade della città, rendendo più difficile il controllo da parte delle forze dell’ordine
MONDRAGONE – I Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, all’esito di una complessa attività d’indagine coordinata da questa Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure coercitive, emessa dal G.I.P. del Tribunale di S. Maria C.V., nei confronti complessivamente di 7 persone (di cui una in custodia cautelare in carcere, tre agli arresti domiciliari, una con divieto di dimora nel Comune di Mondragone e due con obbligo di presentazione alla P.G.) – ritenute responsabili – sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari – in concorso tra loro, di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e di traffico di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento ha disposto 4 arresti e 3 espulsi. In carcere è finito Lugi Palumbo (49 anni); mentre ai domiciliari arresti domiciliari sono stati collocati i figli di quest’ultimo, Ernesto Palumbo (26 anni); Fernando Palumbo (24 anni) ed Antonio Musto (58 anni). A carico di Angelo Romano (45 anni); Salvatore Rinaldi (27 anni); Felice Galluccio (59 anni) è scattato il divieto di dimora nel comune di Mondragone.
Secondo quanto emerso, il cuore dell’attività illecita sarebbe stato rappresentato da una vera e propria piazza di spaccio a conduzione familiare, gestita dai Palumbo. Un’organizzazione strutturata che, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe operato con modalità moderne ed efficienti. Elemento distintivo dell’attività era infatti il sistema di consegna: la droga veniva distribuita sul territorio attraverso pusher a bordo di motorini elettrici, una scelta che avrebbe consentito spostamenti rapidi e discreti tra le strade della città, rendendo più difficile il controllo da parte delle forze dell’ordine.
L’operazione rappresenta un duro colpo a una realtà criminale radicata sul territorio, evidenziando ancora una volta come le organizzazioni locali sappiano adattarsi, anche tecnologicamente, per portare avanti il traffico di stupefacenti.
