REGGIA. La guerra dei lecci: denunciata la “mancanza di trasparenza” del progetto di abbattimento…hai detto niente!

10 Aprile 2026 - 14:22

Caserta (pm) Mentre si avvicina la data di fine mandato della DG della Reggia, Tiziana Maffei – che dovrà lasciare l’incarico all’insediamento del nuovo direttore previsto per il 5 giugno, almeno stando al recente bando di assunzione – non si sbroglia la matassa del progetto di abbattimento dei 750 lecci della via dell’Acqua. Com’è risaputo, secondo la direzione museale, le piante sarebbero, quale più quale meno, in condizioni vitali compromesse. Ma non secondo le associazioni ambientaliste che si riconoscono in vari comitati istituiti appositamente e che contestano l’ampiezza dei tagli e degli interventi radicali pianificati.

In particolare, il mese scorso, il gruppo “Insieme per proteggere i 750 lecci della Reggia di Caserta” richiedeva agli uffici della Reggia, a norma di legge, l’accesso agli atti per la consultazione della documentazione inerente al fascicolo.

In riscontro alla richiesta, venerdì scorso il comitato richiedente ha ricevuto, nei termini, una nota di risposta.

In merito a tale riscontro, il gruppo ha diramato oggi un comunicato stampa che riportiamo di seguito, nel quale vengono evidenziate diverse contraddizioni nelle motivazioni addotte dall’amministrazione museale per negare la visione del progetto in questione e degli incarichi tecnici affidati, consentendo un accesso solo parziale agli atti.

Come sanno i lettori, si tratta di un copione piuttosto diffuso nella pubblica amministrazione. Anziché rendere libera e piena la consultazione degli incartamenti relativi ai rapporti che gli uffici pubblici intrattengono con i terzi – specie nelle procedure di natura economica come contratti, gare e affidamenti di servizi onerosi – vengono opposte ragioni di riservatezza non sempre convincenti, che eccedono la mera sfera privata dei soggetti coinvolti. In altre parole,  non è che si voglia conoscere il credo religioso o l’orientamento sessuale dell’ingegnere, mettiamo, che ha redatto una perizia, bensì comprenderne i contenuti tecnici.

Sta di fatto che – per tornare al nostro caso dopo questa digressione generale – a meno che il gruppo “Insieme per proteggere i 750 lecci della Reggia di Caserta” non decida di citare in giudizio l’ente, alimentando un contenzioso legale già ipertrofico e biblico nel nostro Paese, tutto resterà avvolto nell’incertezza. Almeno fino a quando, una mattina, i bulldozer non inizieranno ad abbattere le prime piante.

COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO “INSIEME PER PROTEGGERE I 750 LECCI DELLA REGGIA”