Noto tiktoker riceve sconto di pena dopo le condanne per truffa online
14 Aprile 2026 - 07:54
CASERTA – Il Tribunale di Lecce ha accolto l’istanza presentata dal difensore di Marcello Amato, noto tiktoker di Qualiano, 39enne, riconoscendo la continuazione tra quattro diversi reati di truffa commessi dall’uomo nell’autunno del 2018. La decisione, assunta dal giudice monocratico, ha portato alla rideterminazione della pena complessiva in due anni di reclusione e 640 euro di multa.
Amato era stato condannato in via definitiva con quattro sentenze separate. La prima, emessa dal Tribunale di Genova, riguardava una truffa commessa a Chiavari il 12 ottobre 2018, con una pena di sei mesi di reclusione. La seconda, pronunciata dal Tribunale della Spezia il 7 dicembre 2023, si riferiva a un episodio avvenuto a Vezzano Ligure il 15 ottobre 2018, con una condanna a un anno di reclusione. La terza, del Tribunale di Novara del 24 novembre 2023riguardava una truffa commessa sempre nel 2018, con una pena di un anno e tre mesi di reclusione. La quarta, infine, era stata emessa dal Tribunale di Lecce il 19 dicembre 2024 ancora per un caso del 2018, con una condanna a sei mesi di reclusione e 60 euro di multa.
Il difensore, l’avvocato Achille D’Angerio del foro di Santa Maria Capua Vetere, ha chiesto al giudice dell’esecuzione di applicare il cosiddetto reato continuato, sostenendo che tutti e quattro i fatti erano riconducibili a un medesimo disegno criminoso. A sostegno dell’istanza, ha evidenziato che si trattava sempre del delitto di truffa, commesso in un arco temporale assai ristretto – dal 12 ottobre al 20 dicembre 2018 – e in due casi persino nella stessa regione.
Il giudice ha accolto la richiesta, rilevando come i reati siano tutti riconducibili alla medesima fattispecie incriminatrice, con modalità analoghe riconducibili a truffe effettuate online. La circostanza che i delitti siano stati commessi a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro e, in due episodi, nel medesimo contesto territoriale, ha costituito, secondo il tribunale, un elemento decisivo per ritenere sussistente l’unicità del disegno criminoso.
A norma dell’articolo 671 del codice di procedura penale, il giudice ha quindi individuato la violazione più grave nel fatto commesso a Novara, cui era seguita la pena più elevata: un anno e tre mesi di reclusione e 500 euro di multa. Su tale pena base sono stati applicati gli aumenti per i reati satellite. La pena complessiva risultante è stata calcolata in due anni di reclusione e 640 euro di multa. Il tribunale ha disposto l’immediata trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per l’adozione di un nuovo provvedimento di determinazione delle pene concorrenti e per l’aggiornamento della posizione giuridica del condannato.
