TUTTI I NOMI. CASERTA. “La giudice conosce l’imputato principale”. Sorpresa nel processo per la truffa INPS di medici, avvocati e un dipendente del comune. Rischio occasione persa

14 Aprile 2026 - 11:41

Sarebbe molto utile, anche per gli imputati, che il processo veda la sua fine naturale, in modo anche che le persone coinvolte possano uscirne intonse. Mentre, dall’altro lato, il lavoro degli avvocati di contestare ogni passaggio “a rischio” è stato fatto in maniera certosina

CASERTA – Nuova svolta nel processo sulle pensioni d’invalidità truffaldine: il Presidente di Collegio ha comunicato la volontà di una dei giudici di astenersi, gettando nuova incertezza su un’udienza già rinviata.

Il processo che vede alla sbarra il presunto sistema di false pensioni d’invalidità, incentrato sull’avvocato casertano Andrea Isernia, primo imputato, rischia una scossa nelle dinamiche dell’organo giudicante. Secondo quanto appreso, il Presidente del Collegio ha infatti ufficialmente esposto la volontà di una collega di astenersi dal procedimento. La richiesta formale è arrivata lo scorso 18 maggio e ora gli atti sono stati trasmessi alla Presidenza del Tribunale, l’unica autorità competente ad autorizzare o meno il provvedimento.

A quanto pare, il nodo centrale riguarderebbe un rapporto di conoscenza diretta tra la giudice e l’imputato principale, Andrea Isernia, o – secondo un’altra versione circolata negli ambienti giudiziari – con la moglie di quest’ultimo. Sarebbe proprio questo legame a spingere la magistrata a richiedere l’astensione. Se si conosce l’imputato o la moglie dell’imputato, è chiaro che si potrebbe profilare un cambio di giudice.

Il cambio nell’organo giudicante è già stato in parte segnato dal passaggio dinanzi alla seconda presidente Stravino, e ora il nuovo assetto dovrà fare i conti con la possibile uscita di scena di uno dei tre giudici. In molti, tra i presenti in aula, ritengono probabile che l’astensione venga autorizzata.

Il processo, che ha già subito uno slittamento di diverse udienze, ruota attorno a un’imponente truffa ai danni dell’INPS. Secondo l’inchiesta, l’avvocato Isernia avrebbe organizzato un sistema capillare chiedendo ai falsi invalidi una parcella occulta pari al 40-50% delle pensioni di invalidità indebitamente percepite. Al suo fianco, una rete di complici: Elpidio Santonastaso, dipendente del Comune di Caserta, che forniva dati anagrafici; Arcangelo Mazzacapo, funzionario INPS, che passava informazioni riservate in cambio di denaro; e diversi medici dell’ospedale di Caserta e dell’Asl, pronti a firmare certificati falsi per 150-250 euro. Il reclutamento dei finti invalidi era invece gestito da Antonietta Sorbo, titolare di un patronato a Casapulla.

A ciò si aggiunge il “buco burocratico” emerso nelle scorse udienze: la Procura non avrebbe depositato i decreti di proroga delle indagini a partire dal 26 maggio 2016. Una mancanza che, secondo la difesa, renderebbe inutilizzabili tutte le intercettazioni raccolte dopo quella data. L’arrivo della prescrizione potrebbe premiare il lavoro del folto collegio difensivo composto, tra gli altri, dagli avvocati Gerardo Marrocco, Orlando Sgambati, Maurizio Abbate, Dezio Ferraro, Vincenzo Montecuollo e Vittorio Giaquinto.

Oltre ai nomi già citati, nel registro degli indagati figurano:

Massimo Nuzzo, medico (Neurologia, ospedale di Caserta)
Alfonso Pisaturo, medico (Geriatria, ospedale di Caserta)
Antonio Vinciguerra, medico (Medicina, ospedale di Caserta)
Maurizio Marra, medico (Neurologia, ospedale di Caserta)
E poi ancora: Giuseppe Gesumaria, Serafina Mincione, Nicola Vaiano, Fausta Maria Concetta Vitadamo, Francesco Piccirillo, Clemente Piscitelli, Venera Smeragliuolo, Mario Negro, Francesca Gravina, Mario Terrigno, Celestina De Felice, Lucia Milena Verrilli, Vincenzo Pasquariello, Maria Merola, Annina Raucci, Rosa Stellato, Enrichetta Dell’Oste, Angelina Moro, Vincenzina Petrazzuolo, Teresa Russo, Pietro Edattico, Michele De Simone, Anna De Siato, Angela Macchiarella, Giuseppe Del Monaco e Felice Mezzullo.