TUTTO COME PREVISTO: la Pignetti prende una batosta al Tar. Domani la Regione la commissari e proceda alle nuove elezioni perché lei dal 3 aprile, secondo la legge, non è più la presidente

16 Aprile 2026 - 19:39

Francamente l’avevamo previsto il minuto successivo alla decisione monocratica del presidente di una delle sezioni del Tar della Campania, che aveva bloccato temporaneamente il primo provvedimento di nomina della Regione di un commissario ad acta per eliminare dall’assemblea i cosiddetti UFO, e cioè la Fondazione Asice e la società Coplus

CASERTA – Non abbiamo bisogno di soffermarci più di tanto sulla sentenza pronunciata stamattina dal Tar della Campania.

Non ne abbiamo bisogno perché, se una legge impedisce, in pratica, a un consorzio intercomunale di scopo qual è l’Asi di Caserta — ma quali sono anche tutte le altre Asi italiane — di tenere come soci soggetti che non hanno alcuna connessione con il territorio, ma neppure con l’oggetto sociale, con la mission del Consorzio, non c’è partita.

Noi abbiamo subito un autentico stalking da parte della governance dell’Asi, che ha tentato in tutti i modi, mobilitando torme di avvocati esterni remunerati con una cifra complessiva che sicuramente supera i 100mila euro, solo per intimidirci e per chiuderci la bocca.

Solo adesso, dopo aver subito danni materiali e biologici incredibili, le istituzioni si accorgono di cosa sia diventata l’Asi di Caserta. Subito dopo il pronunciamento monocratico del presidente di una delle sezioni del Tar, il quale, con la formula “inaudita altera parte”, cioè senza aprire il contraddittorio tra le parti in causa, aveva bloccato l’azione della Regione Campania finalizzata — dopo un’innumerevole serie di diffide — a eliminare dal consesso del consiglio generale, organo assembleare del Consorzio Asi, quelli che abbiamo da sempre definito due UFO, e cioè la sedicente Fondazione Asice, presieduta dalla stessa Pignetti, e la società consortile a responsabilità limitata Coplus di Palermo, avevamo già scritto che, nel momento in cui il Tar si fosse riunito collegialmente, leggendo e poi ascoltando l’illustrazione delle tesi degli avvocati della presidente Pignetti e poi dell’Avvocatura della Regione Campania, non avrebbe avuto alcun dubbio.

Semplicemente perché uno più uno fa due. E se quella legge regionale che abbiamo già citato quindici volte — e ci siamo pure stufati di farlo — ritiene inammissibile la presenza di questi due soggetti giuridici, è chiaro che il Tar avrebbe rigettato la richiesta di sospensiva sulla nomina del commissario ad acta, realizzata dalla giunta capitanata da Roberto Fico.

E così è stato. Il testo integrale della sentenza lo potete leggere in calce a questo articolo e dunque, da domattina, il commissario ad acta riprenderà la sua funzione.

Attenzione, però: Raffaela Pignetti, a nostro avviso, non è più presidente dell’Asi dallo scorso 3 aprile, cioè da quando sono scaduti i 45 giorni della proroga prevista dalla legge rispetto alla conclusione del suo mandato di ben 12 anni. Per cui la Regione non dovrà solamente nominare un commissario ad acta, ma un commissario tout court che assuma le funzioni del presidente e del comitato direttivo, che al momento non esistono più.

Dopo aver chiuso la partita con i due soci infiltrati, i due UFO che dovranno essere eradicati dal consiglio generale, questo commissario dovrà procedere alla convocazione — finalmente non più sconvocata o emendata — del consiglio generale affinché questo proceda — questa è una delle vergogne più grandi consumatesi nella storia della politica casertana — a eleggere il nuovo presidente e il nuovo comitato direttivo, cercando di aprire una fase nuova in cui, seppur faticosamente, l’Asi possa ripulire la sua immagine, partendo magari da una profonda pulizia interna di quelle tante persone che lì dentro hanno affiancato una gestione nefasta per gli interessi reali dei cittadini e degli imprenditori che versano i soldi.