Riduzione di pena per l’uomo del clan Belforte, la decisione del giudice

17 Aprile 2026 - 09:34

Applicata la disciplina del reato continuato

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CASERTA – La terza sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha accolto l’istanza di rideterminazione della pena presentata dalla difesa di Innocenzo Landolfi, condannato a 22 anni di reclusione, disponendo l’unificazione di diverse sentenze irrevocabili sotto il vincolo della continuazione

L’ordinanza riconosce che i delitti commessi da Landolfi tra il 2008, il 2009, tra cui il tentato omicidio di Agostino Ragozzino, furono espressioni di medesimo disegno criminoso; azioni finalizzate ad affermare il dominio militare ed economico del clan Belforte. Landolfi è stato condannato in via definitiva 14 anni di reclusione per il delitto nel quale avrebbe fornito supporto logistico agli esecutori, fornendo una motocicletta utilizzata per l’agguato che poi avrebbe custodito.

In quell’occasione, in piazza Mattia Ricca, due sicari esplosero diversi colpi di pistola contro la vittima. Per questo episodio, considerato dai giudici il “reato più grave”, Landolfi era stato condannato in via definitiva a 14 anni di reclusione. Secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe fornito supporto logistico agli esecutori materiali, mettendo a disposizione la motocicletta utilizzata per l’agguato e occupandosi successivamente della sua custodia.

Proprio da questa condanna base è stato ricalcolato il nuovo trattamento sanzionatorio, con l’aggiunta degli aumenti previsti per i cosiddetti “reati satellite”, riuniti sotto il vincolo della continuazione. Nonostante la gravità delle condotte, l’applicazione di tale istituto ha consentito una sintesi della pena complessiva, unificando i diversi procedimenti giudiziari.

In precedenza, lo stesso legale difensore era riuscito a ottenere la revoca della misura della libertà vigilata, ritenendo cessata la pericolosità sociale del proprio assistito. Successivamente, le condanne a carico di Landolfi erano divenute definitive.