Il Viminale e il Prefetto sospendono la revoca della scorta al giornalista Mimmo Rubio. Decisiva la firma della senatrice di Fdi Giovanna Petrenga

25 Aprile 2026 - 19:35

Questa non ha condiviso l’impostazione del senatore forzista Francesco Silvestro, ed esprimendo un’indipendenza di giudizio, ha tutelato anche la credibilità del suo partito che, sulla carta, ha una storia legalitaria e di netta avversione ad ogni forma di criminalità

CASERTA – Ha avuto un esito positivo l’appello spedito al prefetto di Napoli, Michele Di Bari, da un gruppo di parlamentari quasi tutti del centrosinistra, finalizzato a ottenere la revoca della decisione di togliere la scorta al giornalista Mimmo Rubio.

Difficilmente l’obiettivo sarebbe stato raggunto se, come ha capito intelligentemente il parlamentare del pd Walter Verini, non ci sarebbe stata una firma di un parlamentare del centrodestra. E questa firma è arrivata. Coraggiosa, e utile, molto utile, all’immagine del partito di Fratelli d’Italia che dovrebbe rappresentare sempre – ma purtroppo questo non avviene a causa di una classe dirigente ormai obnubilata dalle tentazioni del potere – un soggetto politico determinato e determinante alla lotta della criminalità organizzata.

La Petrenga ha illuminato questa identità legalitaria di Fratelli d’Italia. E la sua firma ha pesato tantissimo. Se da ieri sera il collega Mimmo Rubio ha ancora una scorta che lo protegge, il merito è di questi deputati, di questi senatori, ma la menzione per la senatrice di Fratelli d’Italia è maggiore perché senza la sua firma difficlmente il Viminale avrebbe avallato la sospensione della revoca della scorta.

Qui sotto vi proponiamo il testo dell’appello alla Prefettura da un gruppo di parlamentari, corredato da tutte le firme.

AL PREFETTO DI NAPOLI MICHELE DI BARI
e, p.c. AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI


Signor Prefetto,
vogliamo rappresentare alla sua attenzione la nostra preoccupazione per il provvedimento di revoca della scorta – corrispondente al 4° livello di rischio – al giornalista Domenico Rubio.

Questa decisione suscita preoccupazione, considerando innanzitutto il contesto in cui il giornalista opera: un territorio segnato dalla presenza attiva della camorra e da tre ripetuti scioglimenti del Comune di Arzano per infiltrazioni mafiose, ai quali lo stesso Rubio ha contribuito con le sue inchieste (come è stato ben evidenziato anche nei pronunciamenti di Tar e Consiglio di Stato). Gli omicidi di questi mesi e i provvedimenti giudiziari adottati in questi giorni confermano il quadro.
Sono attualmente in corso, oltretutto, diversi processi per le minacce subite dal giornalista da parte del cosiddetto clan della “167”, in particolare per episodi risalenti al 2018 che si sono manifestati con cortei davanti alla casa del giornalista, esplosione di fuochi artificiali e con l’esplosione di due bombe carta sul terrazzo dell’abitazione. Le indagini hanno avuto una svolta nel 2023 con le dichiarazioni di alcuni pentiti del clan che hanno confermato che gli atti intimidatori erano stati ordinati dal boss.
Si chiede quindi di rivalutare la decisione di revoca della scorta e di ripristinare il servizio di tutela al giornalista.
La ringraziamo per l’attenzione e inviamo un saluto cordiale.


Walter Verini, senatore Pd; Marco Lombardo, senatore Azione; Riccardo Magi, deputato +Europa; Luigi Nave, senatore 5 Stelle; Giovanna Petrenga, senatrice FDI; Elisabetta Piccolotti, deputata AVS; Ivan Scalfarotto, senatore Italia Viva