CASERTA. Carlo Marino non si arrende a perdere la poltrona di sindaco. Dopo la sentenza del Tar sullo scioglimento per camorra, ora ci prova con il consiglio di Stato

27 Aprile 2026 - 17:13

CASERTA – Non molla Carlo Marino. Dopo la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale che, lo scorso 1 aprile 2026, ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco sullo scioglimento del consiglio comunale di Caserta e della sua giunta per infiltrazioni criminali, l’avvocato di Puccianiello ha deciso di portare la battaglia all’ultimo grado della giustizia amministrativa.

L’ex primo cittadino ha formalizzato ricorso al Consiglio di Stato, chiedendo contestualmente l’emissione di un’ordinanza sospensiva che blocchi gli effetti della sentenza del Tar in attesa di un giudizio definitivo sulla vicenda. L’esito di questa richiesta è atteso nelle prossime settimane.

Il Tribunale Amministrativo Regionale, nella sua sentenza di primo grado depositata il 1° aprile, aveva dichiarato infondato il ricorso di Carlo Marino contro il decreto del Presidente della Repubblica del 23 aprile 2025, che dispose lo scioglimento del consiglio comunale, della giunta e la nomina di una commissione straordinaria per la gestione provvisoria dell’ente per diciotto mesi.

Tra gli elementi ritenuti rilevanti dal Collegio, il sostegno elettorale fornito nel corso della campagna elettorale del 2021 a candidati poi eletti da parte di imprenditori e soggetti noti per l’appartenenza ai locali clan camorristici, il rapporto di parentela tra un ex consigliere e un soggetto con frequentazioni legate al clan Belforte, e plurimi affidamenti di appalti pubblici a imprese riconducibili a soggetti ritenuti legati ad ambienti della criminalità organizzata casertana, tra cui i lavori di messa in sicurezza di un collegamento viario, il servizio del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani, servizi nel settore socio-assistenziale e la gestione dei parcheggi pubblici cittadini.

Il Collegio ha inoltre ritenuto significativa la vicenda relativa al dirigente comunale, Franco Biondi, al quale il sindaco continuò ad attribuire incarichi nei settori più strategici dell’ente nonostante il suo coinvolgimento in più indagini giudiziarie e l’irrogazione di misure cautelari (CLICCA E LEGGI IL NOSTRO FOCUS).

La posizione giudiziaria di Marino si è recentemente aggravata. A metà aprile 2026, il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto il ricorso dell’Avvocatura di Stato dichiarando l’ex sindaco (insieme a due ex assessori) incandidabile per due turni elettorali consecutivi, inasprendo ulteriormente le conseguenze dello scioglimento per infiltrazioni mafiose