Vincenzo ucciso a 20 anni dall’ amico: DNA ai genitori e incarico per l’autopsia
28 Aprile 2026 - 18:04
I familiari di Vincenzo Iannitti sono assistiti dagli avvocati Alberto Verrengia e Giuseppe Stellato
SESSA AURUNCA – Nella giornata di oggi, 28 aprile, sono stati effettuati i prelievi di campioni biologici ai genitori di Vincenzo Iannitti, il 20enne di San Castrese, frazione di Sessa Aurunca, ucciso dall’amico Victor Uratoriu, 19enne di origine rumena. Un passaggio necessario per avere la certezza ufficiale che il cadavere rinvenuto in una casa abbandonata, dove abitava la famiglia del reo confesso appartenga davvero al loro figlio.
Alle operazioni eseguite dal dott. Ciro Di Nunzio ha preso parte anche il consulente tecnico nominato dalla madre della vittima, l’antropologo e patologo forense Antonio Della Valle. Intanto, il sostituto procuratore Gionata Fiore ha conferito l’incarico per l’esame autoptico, che sarà eseguito presso l’istituto di medicina legale di Caserta da un collegio composto dai medici Carmela Bonomo e Stefania Sica.
Restano, al momento, le gravi accuse nei confronti del reo confesso Victor Uratoriu: omicidio volontario aggravato dai futili motivi e occultamento di cadavere.
Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sessa Aurunca, il delitto si sarebbe consumato al culmine di una lite. Il 19enne avrebbe prima spintonato la vittima e poi impugnato un coltello da cucina con una lama di circa 8 centimetri, colpendola due volte alla gola. Dopo averla ferita mortalmente, l’avrebbe spinta dal terrazzo.
Il corpo del giovane è stato rinvenuto nel cavedio di un’abitazione in Vico Pisciaturo, nella disponibilità dell’indagato ma di proprietà di una vicina attualmente non residente. Successivamente, il cadavere sarebbe stato nascosto all’interno di un sacco e coperto con materiali di risulta.
Gli investigatori hanno inoltre ricostruito alcuni tentativi di depistaggio: il giovane avrebbe contattato il padre della vittima offrendo collaborazione nelle ricerche fornendo indicazioni fuorvianti sull’ultimo giorno in cui era in compagnia di Vincenzo, il 18 marzo, e notizie su un presunto avvistamento a Roma durante i giorni di scomparsa dell’amico. Le telecamere di videosorveglianza hanno raccontato una verità diversa.
I familiari di Vincenzo Iannitti sono assistiti dagli avvocati Alberto Verrengia e Giuseppe Stellato
