IL FOCUS. IL PONTE NUOVO. Adolfo il Superbo, ultimo re di Capua, ci attacca facendo il gradasso e affermando cose che stesso lui smentisce comicamente negli allegati tecnici al suo post Facebook. La minoranza? Sulla luna a girarsi i pollici
4 Maggio 2026 - 09:50
Intanto afferma che per mettere a posto i piloni con lo scalzamento occorrono 3 milioni di euro. Cosa che non è scritta in nessuna riga della 10 pagine che lui pubblica. A dirla tutta Villani la cosa dei 3 milioni la butta li parlando di non meglio precisato calcolo dei professionisti che però non pubblica nelle 10 pagine della relazione riguardante allo studio di fattibilità. Ma la cosa più importante è che le sue parole che orientano chi legge all’idea di una minimizzazione del rischio sono totalmente smentite proprio dallo studio di fattibilità nel quale l’ingegnere Di Benedetto riconosce l’esistenza “di un inadeguato coefficiente di sicurezza: inadeguato è una parola che significa quello che significa e non può condizionare secondo noi il contenuto delle scelte che saranno realizzate nel momento in cui si dovrà capire che tipo di veicoli far circolare sul ponte. IN CALCE ALL’ARTICOLO IL POST DI VILLANI E IL SUO ALLEGATO
CAPUA – (Gianluigi Guarino) C’è una discrasia, una differenza tra la struttura di classificazione dottrinale dei cosiddetti peccati capitali e un’altra valutazione molto importante, quella che, degli stessi, realizzò Dante Alighieri nella Divina Commedia.
Infatti mentre tra i 7 peccati capitali la dottrina della chiesa considera la superbia quello più grave, il primo dell’elenco, l’Alighieri non precipitò i superbi nell’Inferno ma gli dedicò la prima cornice. Sicuramente quella che denotava una sorta di continuità fisica ma soprattutto concettuale con il suo viaggio negli inferi in quanto incontrata in prima battuta. Ma comunque, sempre di Purgatorio e non di Inferno si trattava.
Adolfo Villani, da uomo di sinistra proveniente dal Pc non ci sembra che appartenga a certe correnti politiche più estreme del cattolicesimo democratico che addirittura decisero (il caso più eclatante quello di don Franzoni) di aderire al PCI. Non ci sembra neppure che sia stato negli anni 70-80 un cristiano-sociale.
ADOLFO IL SUPERBO NON SI PREOCCUPA DELLE ANIME DEL PURGATORIO
Insomma, lui sulla carta è stato un comunista puro che, come tale, ha comunque avuto nei riferimenti fondamentali di quella che, a sua volta, è diventata una dottrina il proprio punto di riferimento per inaugurare la sua militanza politica. Per cui, almeno sulla carta e a meno di rivisitazioni successive di modifiche del proprio sentire di coscienza, Villani dovrebbe essere un ateo e conseguentemente non dovrebbe preoccuparsi più di tanto di cluster danteschi e della prospettiva di scontare 3 o 4 millenni nella prima cornice dedicata alle anime del Purgatorio che hanno commesso peccato di superbia. Forse anche per questo, in età matura, non si pone interrogativi sulle sue dinamiche espressive, che francamente abbattono i confini del semplice egocentrismo, venato anche di narcisismo e tracimano nel campo dell’esercizio della superbia.
SE IL SUPERBO SMENTISCE SE STESSO RASENTA LA MACCHIETTA
Il superbo è convinto di aver ragione a prescindere in quanto è lui ad esprimere un pensiero che non è mai un punto di vista. E’ capitato già altre volte ed è capitato anche nei giorni scorsi quando, a seguito del nostro articolo sulle problematiche relative alla riapertura del ponte di Capua CLICCA E LEGGI ne ha sparate due o tre veramente di grosse non ponendosi il problema, come fanno, per l’appunto, di solito i superbi che i pensieri, affidati al suo post pubblicato in Facebook erano clamorosamente e anche un po’ comicamente smentiti da se stesso. Non direttamente, ma indirettamente rispetto alla documentazione collegata al suo pensiero che avrebbe dovuto renderlo indiscutibile, suffragando le proprie tesi soprattutto quelle riferite al punto focale della questione ponte ossia quella dello scalzamento, della messa in sicurezza senza se e senza ma (0% di rischio dei piloni che sostengono il ponte e che affondano la loro parte inferiore fondamentale dentro all’alveo del fiume Volturno).
PONTE DI CAPUA. IL POST DI VILLANI E I 3MILIONI “SULLA PAROLA”
In calce all’articolo trovate il testo integrale del post del sindaco Adolfo Villani ma siccome noi leggiamo tutto, ma proprio tutto a differenza su, che, al contrario riempie ogni spazio che separa l’incertezza dalla certezza con una larga profusione del primo peccato capitale della superbia, primo peccato capitale, vogliamo citarne testualmente qualche passo già nell’ambito della nostra trattazione.
Primo punto: “Io sono io” – per dirla alla Marchese del Grillo – Voi non siete un cazzo“.
Adolfo dixit: “Circolano sui social commenti e articoli che diffondono interpretazioni estremamente fantasiose, se non notizie esplicitamente false, sulle ragioni che vedono ancora chiuso al traffico il ponte nuovo, in attesa delle decisioni della magistratura sul dissequestro definitivo.”
Dato l’unico articolo l’abbiamo scritto noi, magari successivamente copiato da qualche altro organo d’informazione, ci sentiamo autorizzati a rispondere a tono al sindaco di Capua al quale, va sottolineato, ancora una volta, mancano gli attributi he noi invece abbiamo mettendoci sempre la faccia, per formulare il nome e il nome del nostro giornale e magari il nome e il cognome di chi ha scritto l’articolo che, a suo dire, è colmo di sciocchezze. Ordunque, le nostre interpretazioni sul ponte di Capua sarebbero state – secondo la fascia tricolore capuana – “fantasiose” e le nostre notizie “esplicitamente false”
Adolfo (ri) dixit: “Da un calcolo dei professionisti che hanno fatto i saggi su pile, fondazioni e alveo del fiume per eliminare il rischio scalzamento per il ponte nuovo di Capua occorrono più di 3 milioni di euro. Sono pochissimi i ponti in Italia su cui sono state fatti sondaggi per valutare questo rischio” Insomma due concetti: c’è uno studio scritto e formalizzato contenente un calcolo dei costi da fronteggiare per realizzare lo scalzamento, vale a dire la messa in sicurezza della parte sommersa, nonchè fondamentale, nel vero senso di questa parola, dei piloni che penetrano sotto alla superficie sommersa del Volturno.
Nel suo post, Villani, fa finta di non essere un superbo e dunque valida le sue tesi in quanto sarebbero collegate a documenti redatti da tecnici, selezionati dal Comune e di provata esperienza. Per non incasinare la testa del lettore diciamo che Villani non inserisce nel documento che allega al suo post la questione dei 3 milioni che risulterebbero, invece, da non meglio precisati calcoli di professionisti che il sindaco si limita a citare in maniera assertiva senza fornire alcuna documentazione probante e probatoria
Invece non è così. Chi vuole conoscere il pensiero di Adolfo Villani attraverso questo post, finisce per collegare logicamente e concettualmente la prima affermazione sui 3milioni e tutte quelle successive allegate al suo scritto social ritenendo a quel punto che anche le dimostrazioni tecniche sulla necessità dei 3 milioni facciano parte del materiale allegato quando al contrario non è così, quando al contrario si tratta solo di una suggestione frutto di un post mal scritto oppure scritto con troppa abilità furbesca. Noi abbiamo letto le 10 pagine da lui allegate ed è proprio questo che ci permette di affermare che la fonte dei tre milioni di euro non è costituita da questa documentazione messa a disposizione di chi ha incrociato il uso post in Facebook. Magari si è scordato di allegarli questi calcoli com’è possibile che il suo dirigente tecnico, l’ineffabile Maurizio Francesco Malena, non li abbia trovati tra i documenti dell’ufficio tecnico o semplicemente si sia mosso con certi metodi che lo hanno contraddistinto anche quando operava solamente al comune di Grazzanise, a contatto di gomito con l’allora sindaco Enrico Parente, poi deceduto dopo le vicissitudini giudiziarie che lo coinvolsero per un presunto suo viaggio da Grazzanise alla città austriaca di Linz per prestare i servigi della sua professione medica al latitantissimo Michele Zagaria al tempo condizionato da problemi di salute.
Speriamo che nei prossimi giorni Villani garantendo al 100% sull’autenticità di questa consulenza sui 3 milioni di euro la metta a disposizione nostra, ma soprattutto dei cittadini capuani.
PER IL SINDACO I PILONI QUESTIONE DI LANA CAPRINA
Non è una questione da poco dato che il sindaco sviluppa un ragionamento ben preciso che porta prima di tutto ad una minimizzazione del problema dello scalzamento “Sono pochissimi i ponti in Italia su cui sono state fatti sondaggi per valutare questo rischio” quasi a far pensare che quell’intervento strutturale rappresenti una scelta facoltativa che si può fare come benissimo si può evitare di fare tanto il ponte rimane in piedi lo stesso.
Poi Villani dice un’altra cosa importante, anche questa concettualmente contraddittoria in quanto ammette che l’intervento relativo al ripristino al consolidamento del ponte di Capua è stato suddiviso in due fasi: la prima sulla parte emersa, la seconda sui piloni della parte immersa nell’alveo. Se pensasse un attimo di meno al proprio ego e un po’ di più alla necessità di farsi capire anche dai cittadini che non posseggono competenze specifiche di ingegneria strutturistica, avrebbe contestualmente pure chiarito meglio, in maniera più didascalica, che quello in atto è solo il primo intervento e che il secondo non è possibile realizzarlo perché, a suo avviso, occorrerebbero tre milioni di euro che al momento non sono a disposizione del Comune di Capua. Un’affermazione, ripetiamo, venuta fuori solo dopo la pubblicazione del nostro articolo quando noi, invece, abbiamo sostenuto che per mettere in sicurezza in maniera nuda e cruda quei piloni attraverso lo scalzamento sarebbero occorsi alcune centinaia di migliaia di euro. Ripetiamo: Villani tiri fuori questi calcoli sui tre milioni in modo da metterli a disposizione anche di altri tecnici, più o meno illustri, che vi possano confrontare il proprio pensiero e il proprio punto di vista in modo da capire meglio fino a che punto la relazione tra i lavori esterni e quelli sub fluviali sia fondamentale come noi riteniamo per stabilire quale possano essere le quantità di carico, di peso che il ponte possa sostenere dopo i primi lavori
Perchè, il post di Adolfo Villani è impostato in maniera tanto confusa tanto insidiosa nel momento in cui il primo cittadino di Capua minimizza l’importanza dello scalzamento e in cui non fa alcun cenno ad una riapertura graduale e parziale del ponte con una limitazione dei carichi dando, invece, ad intendere attraverso la minimizzazione che non essendo la questione dei piloni fondamentale che, essendo al contrario i rischi presenti nel 40% dei ponti italiani ciò implicherebbe una riapertura anche per veicoli molto pesanti, anche superiori ai 35 quintali.
ECCO COME VILLANI SMENTISCE SE STESSO. LA CONSULENZA DI SATURNINO
Adolfo il superbo, ultimo re di Capua, ritiene di essere molto più furbo di noi. E qui sbaglia perché noi sappiamo leggere e scrivere. E se Adolfo il superbo non è furbo, allora è fesso perché ha pensato che CasertaCe, unitamente alla stragrande parte dei capuani che questi allegati tecnici non se li è letti, li avrebbe a sua volta bypassati. Ma a noi piace scrivere, ma soprattutto leggere. Per CasertaCe vale sempre, infatti, il sillogismo “leggere per scrivere”. E allora vedete un po’ cosa abbiamo trovato nelle pagine allegate dal sindaco. Scrive Saturnino Di Benedetto, ingegnere consulente del comune di Capua, nonché sindaco di Francolise “Nell’ottica della vigente normativa e di concerto con l’amministrazione comunale di Capua ed in funzione delle sue disponibilità economiche sentiti anche gli Enti interessati (Genio Civile di Caserta) ed informati i CTU della Procura del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (De Matteis e Fuschetti ndd) , che hanno posto sotto sequestro il manufatto, si decide di sviluppare l’intervento complesso sul ponte, elevazione e strutture in alveo in due fasi.
“La prima fase oggetto del Progetto di fattibilità tecnico economica riguarda la struttura di elevazione del ponte che sarà resa operativa secondo la definizione contenuta nella vigente normativa. La seconda che riguarda le opere in alveo, per le quali le indagini svolte e le analisi hanno evidenziato inadeguato coefficiente di sicurezza, sarà oggetto di futuro intervento”
Il consulente è molto più chiaro del sindaco Villani perché dice una cosa molto importante e comprensibile a tutti: la condizione delle opere in alveo è tale “da non garantire condizioni di sicurezza” Per cui, aggiungiamo noi, un’affermazione del genere determina una contaminazione, se non addirittura un’osmosi tra l’attuale condizione dei piloni del ponte e quelle che saranno le risposte fornite alla somma complessiva del progetto, dalle opere della prima fase, ossia la ristrutturazione delle solette. Dunque, la prima e la seconda fase non rappresentano come sembra far capire Villani, dei compartimenti stagni cioè due cose che marciano su sentieri paralleli, ma il secondo intervento condiziona gli effetti del primo. Ed è esattamente quello che abbiamo sostenuto noi di CasertaCe nel primo articolo, caro Adolfo il superbo. E la vogliamo salvare, sindaco, affermando che il suo sia stato un atto di furbizia che confidava sul fatto che nessuno o pochissimi si sarebbero letti le 10 pagine da lei allegate al suo post. Perché se dovessimo asserire una cosa diversa dovremmo darle tecnicamente, nel senso letterale di questa parola, dell’ignorante e del superficiale visto che le sue affermazioni sono distoniche da quelle del consulente Saturnino Di Benedetto.
PONTE DI CAPUA, L’IPOTESI PIU’ PROBABILE
E allora dove andiamo parare con questa storia? Con questo ponte che conserverà, nonostante il primo intervento, quelle criticità che secondo Di Benedetto non garantiscono condizioni di totale sicurezza? Dovremo finire necessariamente, per logica, dato che la Procura non autorizzerebbe mai questa pazzia, ad una riapertura parziale e selettiva al traffico veicolare che non potrà mai essere pesantissimo fin quando, come scrive testualmente Di Benedetto quei piloni e il mancato scalzamento non consentiranno di raggiungere degli standard di sicurezza matematici.
L’EDUCAZIONE DI CASERTACE, LA MALEDUCAZIONE DI ADOLFO IL SUPERBO
Sindaco Villani lei meriterebbe ben altro trattamento e non uno sforzo analitico come quello da noi realizzato anche in questo articolo. Meriterebbe parole più dure e secche per i suoi vaniloqui per la sua sicumera appoggiati sul nulla cosmico cognitivo. Ma noi siamo educati e rispettosi dell’istituzione che lei rappresenta e dunque possiamo solamente ripagarla con uno sguardo di umano compatimento.
