SENZA VERGOGNA. Francesco Silvestro, secondo Mattarella in rapporti con la camorra, la Patriarca, spin doctor Enrico Martinelli, e Angela Parente, 10mila voti grazie a Zannini, vogliono “fare la festa” a Martusciello
4 Maggio 2026 - 16:43
E’ vero che qui ormai siamo di fronte ad un precipizio totale di tipo morale, ma francamente noi siamo gli unici ad avere la titolarità, derivata dall’onestà intellettuale, ad attaccare lo Zannini e anche Martusciello per averlo cooptato. Ma quando vediamo certe firme, come quelle apposte sotto al documento il cui testo integrale pubblichiamo in calce all’articolo, allora dobbiamo intervenire e qualcosa la dobbiamo scrivere
CASTEL VOLTURNO/ SAN CIPRIANO (g.g.) – Alcuni esponenti istituzionali di Forza Italia hanno chiesto, in sostanza, il commissariamento del partito campano. Lo hanno fatto con un documento inviato al segretario nazionale Antonio Tajani. Ora, leggendo questa lettera e giocando un po’ con essa, coprendo col palmo della mano le firme poste in calce, uno è portato, affermando una logica connessa ad un contenuto valutato nella sua versione letterale, a ritenere di un certo interesse le tesi esposte, pensando anche che queste meritino quantomeno l’inizio di un contraddittorio che coinvolga anche l’area del partito posta sotto accusa.
In poche parole, logico sarebbe affermare inoltre che, alla luce del documento citato, il coordinatore regionale Fulvio Martusciello andrebbe convocato a Roma dal segretario nazionale Antonio Tajani per capire bene, per confrontarsi e per cercare di comprendere se e in quale direzione debba avvenire un’azione di riavvicinamento, di ricucitura dei rapporti tra il vertice regionale del partito e chi lo stesso partito rappresenta nel Parlamento nazionale e in Consiglio regionale.
Ciò in considerazione del fatto che l’appuntamento delle elezioni politiche non è lontano e dunque è poco consigliabile procedere a rivoluzioni, attivando terremoti che si riveberebbero sulla causa forzista in questo momento molto delicato.
Francesco Silvestro, anti-Martusciello: da scompisciarsi dalle risate 😂
Proseguiamo il gioco e togliamo il palmo della mano, rendendo visibili i nomi dei contestatori. Li leggi e strabuzzi gli occhi: Francesco Silvestro, senatore per il quale Fulvio Martusciello ha letteralmente fatto di tutto e di più allo scopo di candidarlo alle elezioni politiche del 2022, litigando con tantissimi altri esponenti del partito, sentitesi – a nostro avviso giustamente – scavalcati in quella che ritenevano una priorità frutto della loro storia temporale di militanza tra gli azzurri. Alcuni di questi hanno anche, come si suol dire, preso baracca e burattini, decidendo di abbandonare la bandiera forzista e Fulvio Martusciello per migrare altrove.
Quella di Silvestro è stata un’immissione a freddo. Si dirà: Forza Italia si è mossa sempre in questa maniera. La sua natura è quella di un non partito, ma di un movimento in cui era Silvio Berlusconi a decidere tutto e a cooptare in base a valutazioni personali, frutto di consultazioni, comunque mai fondamentali, mai dirimenti, con altri esponenti del partito. A cascata ciò avveniva nei diversi territori, dove i coordinatori regionali hanno sempre avuto la possibilità di determinare tutto o quasi tutto.
Nel caso di Silvestro, il suo promotore, ossia Martusciello, nell’estate del 2022 per poco non si è andato a stendere in una sorta di manifestazione corporea non violenta davanti all’ufficio di Tajani, affinché Silvestro fosse non solo candidato, ma anche blindato, cioè con un posto bloccato nel cosiddetto listino, senza correre alcun rischio, cimentandosi nella contesa in un collegio uninominale maggioritario.
Dal 2022 ad oggi Francesco Silvestro ha governato il partito in Campania attraverso una diarchia consolare, tanto evidente agli occhi degli addetti ai lavori quanto percepita da tutti quelli che incassavano impegni e promesse dall’imprenditore dei materassi, che si muoveva con la modalità di chi, quando promette, è in grado di mantenere, non fornendo mai la preoccupazione e non dando neppure l’impressione ai suoi al interlocutori che quell’impegno dovesse passare al vaglio di Martusciello per la parola definitiva.
Insomma, Silvestro ha governato uno spazio dedicato in cui si è potuto esprimere in maniera discrezionale. Ecco perché abbiamo parlato di una diarchia di tipo consolare.
Silvestro ha costruito un rapporto strettissimo con Giovanni Zannini, il quale è sempre rimasto fedele a Martusciello e, in quanto fedelissimo di Martusciello ha messo in piedi questo asse con Silvestro. Ciò perché il coordinatore regionale lo ha considerato un fatto positivo per gli interessi di Forza Italia. Silvestro non ha mai speso una parola critica, anzi ha continuato a governare il partito d’amore e d’accordo con Martusciello, fino quando Marina Berlusconi non si è incazzata, ma proprio incazzata incazzata per l’esito del referendum sulla giustizia e ha messo in discussione tutti i quadri dirigenti del partito, soprattutto al Sud, dopo aver studiato i dati disarmanti usciti dalle urne.
Silvestro, credendo probabilmente di essere il gatto suo omonimo, il felino del famoso cartoon americano preda delle angherie del canarino Titti, è sgattaiolato fuori dicendo che il partito è stato solamente “affare” di Martusciello e che lui, proprio lui, Francesco Silvestro da Arzano insieme ad altri, ha subito quella che può essere paragonata a una monarchia assoluta, per di più esercitata con metodi estemporanei, anche stravaganti, come capita a certi monarchi che, obnubilati dal potere, ritengono di potersi permettere tutto e il contrario di tutto.
Ma se Forza Italia ha sbagliato in Campania negli ultimi quattro anni, Silvestro è ancora più responsabile di Martusciello. Prima di tutto perché, a differenza di ciò che si conosce di lui a Milano o Roma, qui da noi l’imprenditore dei materassi gode di una pessima reputazione, legata ai suoi rapporti con i clan camorristici di Arzano, asseriti non da CasertaCe ma dal decreto del Presidente della Repubblica che, a suo tempo, sciolse il Comune alle porte di Napoli anche e soprattutto per queste relazioni pericolose e imbarazzanti. A Fulvio Martusciello CasertaCe non ha mai risparmiato nulla. Se cercate nell’archivio di Google ne leggerete, al riguardo, di tutti i colori.
Purtroppo, per come funzionano le cose qui da noi, questo giornale non riesce, tuffandosi nella melassa del marcchettismo militante, a fare linea politica ed editoriale associandola ad atti di disonestà intellettuale. Per cui, se è vero che a Martusciello imputiamo l’operazione di Giovanni Zannini, è anche vero che Francesco Silvestro è l’ultimo soggetto al mondo che possa sfoggiare l’autorità morale e il peso politico per poter mettere in discussione la guida regionale del partito. Noi di CasertaCe possiamo, come abbiamo fatto tante volte, attaccare Martusciello.
Silvestro no. Se il partito, ed è tutto da dimostrare, vive una crisi, la prima poltrona che deve saltare alle prossime elezioni politiche è la sua, autentica fonte di dissidio politico e motivo principale dell’indebolimento del partito in Campania.
La Patriarca, moglie o non moglie, ma Enrico Martinelli si fa in quattro per lei
Veniamo alla seconda firma apposta sotto al documento, il cui testo integrale come abbiamo già scritto nel sommario pubblichiamo in calce a questo articolo: Annarita Patriarca, prima consigliera regionale e poi deputata forzista. Lei prova spesso a mettersi in contatto con noi in quanto le dà fastidio quando scriviamo che Enrico Martinelli, già sindaco di San Cipriano e pesantemente coinvolto in indagini di camorra, è suo marito. Noi siamo un po’ sardonici, si sa. Ci piace la satira, e anche questo si sa. Sappiamo che formalmente lei non è più la moglie di Martinelli, ma sappiamo anche che Martinelli, creandole, in verità, più danni che vantaggi, lavora sempre pancia a terra per la Patriarca.
Un impegno tanto speciale quanto vano, che CasertCce ha registrato (se vuole l’onorevole di Gragnano, le citiamo caso per caso) nell’ultima campagna per le regionali quando, con un’idea un po’ scissionista, la Patriarca voleva contarsi con una lista civica, che poi non è riuscita a metter in piedi. Enrico Martinelli ha interpellato decine di persone in nome e per conto della Patriarca. Ora, è vero che questo può avvenire anche in una situazione in cui due persone non sono più unite sentimentalmente in matrimonio, ma conservano un vincolo politico forte. Ma siccome noi siamo un po’, anzi un bel po’, goliardi, scriviamo con un ghigno dispettoso che Martinelli resta marito della Patriarca. Se quest’ultima ci riflettesse un po’, capirebbe che, tutto sommato, le facciamo un favore. Se uno, infatti, è marito, ci sta e la mozione del cuore ti porta a essere generoso e a coprire gli elementi razionali che dovrebbero convincere la Patriarca ed Enrico Martinelli a non attivare quest’ultimo in una campagna elettorale, vista la percezione che di lui hanno avuto e hanno ancora, sia la magistratura DDA sia la popolazione indigena.
Angela Parente, 10mila voti presi da Zannini e Martusciello. E ora si mette con Silvestro
Terza ed ultima firma: in questo caso siamo di fronte a una situazione fantasmagorica. Angela Parente, oggi consigliera regionale provvisoria al posto dell’esiliato Giovanni Zannini, è una giovane donna di Castel Volturno. Figlia del ben più noto commercialista Giovanni Parente, che di Nicola Cosentino era pupillo al punto da incassare decine e decine di incarichi negli organi di controllo degli enti locali, sia in quelli di tipo elettivo che in quelli cosiddetti strumentali.
Non ricordiamo quanti voti abbia ricevuto la Parente alle ultime comunali di Castel Volturno. Sicuramente qualche centinaio, e quelli sono i suoi e di suo padre. Alle elezioni regionali ha sfondato quota 10mila, precisamente 10.191 perché Giovanni Zannini ha deciso, concordando il tutto con Fulvio Martusciello, che la Parente avrebbe dato maggiori garanzie rispetto alla sessana Amelia Forte. Dunque, se la giovane donna di Castel Volturno siede a Napoli in Consiglio regionale, ciò è dovuto esclusivamente a una volontà di Giovanni Zannini ratificata da Martusciello. Ora, magari a questa manovra ha potuto partecipare per motivi suoi particolari anche il sindaco di Castel Volturno pasquale Marrandino, ma al di là di ciò che credibilità politica può avere una persona che riceve un regalo enorme, 10mila e più euro al mese, da Zannini e Martusciello, salvo poi tradirli perché Silvestro le ha detto che Marina Berlusconi vorrebbe anche la testa del coordinatore regionale della Campania. E perché magari a Silvestro così ha raccontato Pino Bicchielli, altro soggetto che interseca la memoria di CasertaCe sin dai tempi in cui militava nel centrosinistra ed era il faccendiere politico e tuttofare di Sandro De Franciscis, prima dell’Udeur con Mastella e Nicola Ferraro, successivamente nel Pd appena fondato.
Lo ripetiamo la seconda volta, gli unici abilitati ad attaccare eventualmente Martusciello e Zannini siamo noi di CasertaCe, come abbiamo fatto in decine e decine di casi. Le firme apposte sotto al documento che chiede il commissariamento del partito in Campania fanno ridere. Solo immaginare una Forza Italia messa in mano a Francesco Silvestro, graziato dalla prescrizione e motivo principale dello scioglimento per camorra del Comune di Arzano, ad Annarita Patriarca, moglie – pardon ex moglie – di Enrico Martinelli, ancora oggi spin doctor della sua attività politico-elettorale, e ad Angela Parente, la quale si è “succhiata” 10mila voti di Zannini e Martusciello e oggi va a firmare un documento finalizzato a sottrarre il partito a quest’ultimo, consegnandolo a Silvestro, Patriarca e Martinelli, beh, Martusciello avrà anche tanti difetti, ma qui veramente Forza Italia rischierebbe di scadere a un livello dopo il quale ci sarebbe solamente l’inevitabile morte morale e, di conseguenza, la morte fisica per estinzione.
