IL NOME. Titolare di un noto bar arrotondava facendo l’usuraio: confermato il SEQUESTRO da oltre 20MILA euro

13 Maggio 2026 - 10:39

La perquisizione che ha portato alla luce un diario con appunti contenenti cifre e nominativi è stata decisiva per la conferma del sequestro da parte della Corte di Cassazione

CASTEL VOLTURNO – La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di oltre 21mila euro disposto nei confronti di Antonio Parisi, 61enne di Castel Volturno, indagato in un’inchiesta per usura.

La decisione è arrivata dalla seconda sezione della Suprema Corte, presieduta da Marco Maria Alma, chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla difesa dell’uomo contro l’ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. In precedenza, i giudici del Riesame avevano confermato il decreto di sequestro preventivo emesso dal gip, relativo alla somma di 21.770 euro trovata nella disponibilità dell’indagato.

Attraverso il proprio legale, il 61enne aveva contestato la legittimità del provvedimento, sostenendo che il decreto fosse privo di un’autonoma valutazione dei presupposti necessari per il sequestro e ritenendo insufficienti gli elementi alla base della misura cautelare.

La difesa aveva inoltre evidenziato la presunta provenienza lecita del denaro sequestrato, spiegando che Parisi gestirebbe un bar e che le somme sarebbero compatibili con gli introiti dell’attività commerciale e con un finanziamento ottenuto alcuni mesi prima del sequestro.

Tesi che però non ha convinto la Cassazione. Secondo i giudici, infatti, gli elementi raccolti durante le indagini giustificano il mantenimento della misura. In particolare, durante la perquisizione sarebbero stati trovati appunti contenenti cifre, date e nominativi, tra cui quello di una persona che avrebbe denunciato di essere stata vittima di usura da parte dell’indagato, dichiarando di avergli consegnato circa 16mila euro.

Alla luce di questi elementi, la Suprema Corte ha ritenuto infondato il ricorso, confermando il sequestro disposto dagli inquirenti