Questa poi! Il sindaco Apicella vuole approvare il Puc a 6 giorni dalle elezioni. Assurdo e vietato per legge

13 Maggio 2026 - 16:56

In calce all’articolo l’atto con la prima convocazione fissata per sabato 16 maggio e la seconda lunedì 18. Mai vista una cosa del genere. L’articolo 38 del Tuel parla chiaro

TRENTOLA DUCENTA (G.G.) – È vero che qui da noi tutto è possibile nelle dinamiche delle gestioni amministrative dei comuni e degli altri enti strumentali — come vedete abbiamo accuratamente evitato di usare la parola politica — ma è anche vero che ci sono casi che ancora meritano di essere menzionati in quanto peculiari nella valutazione di una mentalità, di una cultura del possesso personale e di casta della cosa pubblica. Ultimamente sta facendo discutere molto il sindaco uscente Michele Apicella.

Qualche giorno fa ha incaricato il suo legale, l’avvocato Di Dona, di inviarci una strana diffida accompagnata dalla tesi di Apicella, che non abbiamo avuto nessuna difficoltà a pubblicare, in merito alla scena tutt’altro che edificante svoltasi qualche giorno fa nel corso della processione del santo patrono di Trentola Ducenta, San Michele.

Ma questa, tutto sommato, è una sciocchezza rispetto a un atto, in questo caso evidente e provato da documenti ufficiali: la convocazione di una seduta del consiglio comunale di Trentola per l’approvazione del Puc.

È certo che, come scritto all’inizio, un fatto del genere merita di essere menzionato, perché noi non vogliamo imparare a evitare di affermare di aver visto tutto, ma proprio tutto, di quello che il politicume di questa provincia riesce a produrre, scadendo a un livello infimo e solo apparentemente pari al fondo di un barile, di un pozzo. Una roba del genere, infatti, in quasi 30 anni di lavoro non l’avevamo mai vista.

A dieci giorni dalle elezioni comunali che si terranno il 24 e 25 maggio, un sindaco riunisce il consiglio comunale e approva il Puc. Non si sarebbero permessi di osare tanto nemmeno il generale Leopoldo Galtieri, dittatore argentino carnefice dei desaparecidos, per i quali si mobilitarono le mamme di Plaza de Mayo, e nemmeno il suo omonimo cileno Augusto Pinochet.

Ma qui non si tratta solo di una pur mastodontica questione etica. Il problema investe anche l’area della liceità politica.

Recita infatti il comma 5 dell’articolo 38 del Tuel d.lgs. 267/2000: “I consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili”.

Un Puc, per sua costituzione, per sua biologia e postura, non è un atto urgente né improrogabile; un Puc è frutto di una lunga fase temporale suddivisa in dieci momenti diversi l’uno dall’altro, così come Casertace, a suo tempo, spiegò, declinando ognuno di questi momenti, impegnando la propria attività e le proprie capacità sulla questione, al tempo molto dibattuta, del Puc del Comune di Marcianise.

Siccome la consiliatura… E neppure si può dire, al limite, che la consiliatura del Comune di Trentola sia stata interrotta da una mozione di sfiducia o dalle dimissioni in massa dei consiglieri comunali, con un patto a provare quantomeno il Puc, seppur un giorno prima del voto della sfiducia o delle dimissioni contestuali dei consiglieri.

L’approvazione di un Puc a dieci giorni dalle elezioni costituisce un inquinamento del processo elettorale. D’altronde, il legislatore, nell’appena citato articolo del Tuel, questo problema se lo pone e non a caso usa due aggettivi che possano giustificare la convocazione di un consiglio comunale dopo i comizi elettorali: i motivi devono essere urgenti e improrogabili. Qui non sono né urgenti, perché il Puc può essere tranquillamente approvato fuori dal periodo dei comizi elettorali dall’amministrazione comunale che potrà essere ancora una volta quella di Apicella e Griffo, men che meno sono improrogabili, stando comunque dentro all’ennesima proroga garantita dalla Regione a tutti i comuni inadempienti.

Insomma, né più né meno di una porcheria. Non sappiamo se la squadra di Griffo abbia già denunciato questa cosa alla Prefettura, che a questo punto dovrebbe intervenire in maniera perentoria, cosa sulla quale, conoscendo bene la struttura caratteriale pilatesca dei prefettizi casertani, siamo ragionevolmente pessimisti.