MONDRAGONE. Un appalto dietro l’altro troviamo sempre la camorra: dopo il sanificatore, i condannati Sperlongano vincono appalti per il cimitero e la Prefettura sta nelle nuvole. TUTTE LE CIFRE

17 Maggio 2026 - 20:00

A pochissimi giorni di distanza, basta aprire il sito del comune, abbiamo trovato una folle procedura di una sorte di rudimentale project financing, addirittura con gara revocata per irregolarità dell’unico concorrente e con un ricorso al Tar sul secondo bando. Non ci sono più parole, poi dicono che siamo fissati con Zannini, ma a questo punto spiegatecelo con fatti dettagliati perché siamo fissati e noi siamo pronti a cambiare idea

MONDRAGONE (g.g./a.c.) – Quando affrontiamo fatti relativi a procedure amministrative del comune di Mondragone sappiamo bene di galleggiare in un liquido altamente tossico. D’altronde, non sono solamente le nostre inchieste, i nostri articoli, ad aver creato questa convinzione. Da un po’ di tempo la magistratura inquirente è riuscita a rompere quel muro, frutto anche di qualche convivenza tra politica e forze di polizia emersa poi chiaramente dagli atti giudiziari, maturando la stessa idea e mettendola nero su bianco in atti di grande importanza, come sono senz’altro quelli che hanno portato al rinvio a giudizio dell’ex comandante dei vigili urbani David Bonuglia e a un’indagine che ha toccato pesantemente anche l’ex sindaco Virgilio Pacifico.

Dunque, come si suol dire, siamo preparati al peggio, sapendo però che, trattandosi di Mondragone, il peggio non è una misura finita, ma assolutamente indefinita. Ecco, il caso che vi raccontiamo oggi lo dimostra chiaramente, visto che si tratta di una vicenda che, letta senza conoscere il brodo tossico che la alimenta, può destare incredulità. Si tratta di un racconto apparentemente surreale, ma purtroppo assolutamente reale.

Quando mai si è visto che un project financing che, in quanto project financing, deve passare al vaglio dell’approvazione della giunta comunale e del consiglio, deflagri nel momento in cui la procedura di gara viene annullata in quanto l’unico partecipante, ossia il promotore del progetto di finanza, non è in regola con la documentazione, o magari perché a questo soggetto giuridico va bene lo stesso, visto che si tratta dell’impresa che dall’agosto del 2024 ha già in mano la gestione dei servizi cimiteriali, oggetto del futuro e proposto project financing.

E ce li ha in mano in Raggruppamento Temporaneo di Imprese, o RTI che dir si voglia, nientepopodimeno che con la F.lli Sperlongano, azienda di cui sono titolari Livio ed Erminio Sperlongano, vecchie conoscenze di CasertaCE, sin dai tempi in cui l’espressione imprenditoriale di questa famiglia si estrinsecava nella Eden, al centro di tante polemiche qualche anno fa, ma anche per i sostanziosi problemi giudiziari dei due titolari, i quali furono pesantemente coinvolti in un’indagine della DDA sulla famiglia La Torre che metteva al centro le figure di Aldo e Pasquale La Torre e che ha già chiuso il primo capitolo processuale con la condanna dei citati Erminio e Livio Sperlongano alla pena di 4 anni.

Ecco, in pochi giorni, guardando solo velocemente il sito del comune di Mondragone, abbiamo trovato due vicende ingarbugliatissime, molto più che opache, che coinvolgono due famiglie connesse ad indagini di camorra in maniera non indiretta, ma con un peso specifico del tutto evidente. Prima, l’altro giorno, la società Dierre Service della famiglia Supino, soprattutto di Federico Supino, raggiunto da provvedimenti cautelari per fatti di camorra, e ora la F.lli Sperlongano.

Insomma, se poi diciamo che la struttura di potere di Giovanni Zannini – perché sarebbe un’ipocrisia colossale affermare che Giovanni Zannini non abbia determinato e non determini tutto o quasi tutto a Mondragone – si rapporta spesso a soggetti che hanno avuto problemi con la camorra e non di secondo piano, non lievi, ci chiediamo pure come sia possibile che un’impresa come la F.lli Sperlongano, costituita da due soggetti condannati a 4 anni, non sappiamo ancora se con riconoscimento o meno dell’aggravante camorristica, ma comunque secondo la DDA collegati alla camorra locale, possa esercitare attività d’impresa e conquistare appalti pubblici come quello acquisito per la gestione del cimitero insieme alla Petrarca Gestione, senza che la Prefettura di Caserta si ponga minimamente il problema.

Francamente non sappiamo come funzionino nel dettaglio i procedimenti di accertamento amministrativo, ma sappiamo che la Prefettura ha a disposizione una struttura interna con un coordinatore e diversi impiegati, diversi addetti che dovrebbero garantire una vigilanza totale sugli appalti dei comuni, soprattutto in luoghi dove la camorra ha dettato legge per decenni, così come è successo a Mondragone.

Detto questo, ora leggete con calma la storia della gestione del cimitero locale e diteci voi se è possibile che un’amministrazione comunale del genere possa essere riconosciuta come istituzione di potestà pubblica nell’ambito di uno Stato di diritto che i comuni riconosce sin dalle sue fondamenta, cioè all’interno della Costituzione.

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Un’altra storia strana, molto strana, in quel di Mondragone dopo pochissimi giorni dalla vicenda delle 32 proroghe date alla ditta delle famiglia Supino (clicca e leggi). Stavolta ci troviamo a parlare dei servizi cimiteriali essenziali, avvolti in una vicenda narrativa e cronologica abbastanza complessa, ma che cercheremo di semplificare quanto più è possibile per consentirne una facile comprensione a chi legge questo articolo.

Andiamo con ordine e partiamo, quindi, dall’inizio di tutto. Siamo nel 2021 e la ditta Petrarca Gestione Servizi Pubblici, in mano a Marco Petrarca e con sede a Mondragone, presenta un project financing agli uffici guidati dal responsabile Salvatore Catanzano in merito proprio ai servizi cimiteriali che abbiamo citato poco prima. Per chi non masticasse di operazioni finanziarie tra enti pubblici e società private, parliamo di un tipo di procedura in cui il privato, in questo caso proprio la Petrarca Gestione, fa richiesta all’Ufficio tecnico, quindi, di bandire questa gara. La ditta in questione conserva un diritto di prelazione sulla gara qualora una ditta esterna partecipante risulti prima nelle graduatorie delle offerte, potendo presentare una seconda offerta per pareggiare o migliorare la propria. Dunque, vien da sé che la Petrarca aveva ottime possibilità di successo in questa gara che, però, non sarà mai destinata a partire del tutto.

IL PROJECT FALLITO DA CHI HA PRESENTATO IL PROJECT? ASSURDO

Facciamo un salto temporale al 24 giugno 2025, in cui viene indetta la procedura aperta per la presentazione delle offerte. Il termine di tale disposizione è fissato al primo giorno del mese di settembre dello stesso anno. Si presenta una sola ditta, che crediamo essere verosimilmente proprio la Petrarca Gestione, ricordiamo presentatrice del project financing. Nel dicembre 2025, in maniera specifica il 12, la procedura di gara viene dichiarata “infruttuosa” – citando l’atto – a causa dell’esclusione dell’unica ditta partecipante. In tutto questo scenario surreale l’intero operato viene quindi spazzato via, ma la storia sta per avere ancora di più del surreale. Tutto riparte nel febbraio 2026 in cui la Stazione Appaltante, la Comunità Montana Tanagro Alto e Medio Sele, decide di indire un nuovo project financing, praticamente speculare al primo, come una sorta di secondo tentativo per la società dei Petrarca.

Evidentemente qualcosa all’interno del bando di gara non va secondo i piani e la Romeo Gestioni Spa, che non sappiamo se figura come partecipante o aveva interesse nel partecipare alla procedura, decide di fare ricorso al Tar della Campania impugnando proprio il bando redatto contro la stazione appaltante e nei confronti del comune di Mondragone e della società di Marco Petrarca. Ciò marca la data del 21 aprile 2026. Lo stesso esatto giorno, probabilmente qualche ora dopo, l’architetto e RUP Salvatore Catanzano chiede formalmente l’annullamento in autotutela della procedura impugnata.

NEL FRATTEMPO, UNA BELLA GARETTA DA 250 MILA EURO. E CON LE PROROGHE…

In poche parole tutto da rifare, di nuovo, ma non finisce qui. Nel mentre occorre fare un piccolo flashback su un secondo filone narrativo, ma non meno importante ai fini della storia: per coprire quello che viene indicato come un servizio urgente, nell’agosto del 2024 viene bandita una gara per coprire lo stesso servizio per un periodo di 6 mesi, che vede trionfare proprio la Petrarca Gestione, per un importo totale di 247 mila e 467,12 euro, fino, almeno nel disegno inziale, alla fine del mese di febbraio 2025. Alla fine di questo periodo il comune di Mondragone fa richiesta alla società di coprire il servizio per un periodo (inizialmente) non superiore ai tre mesi “salvo disposizioni diverse dovute a situazioni incontingibili e urgenti”.

Ovviamente, per la piega che questa vicenda ha preso, nel maggio dello scorso anno il comune non è riuscito ad individuare un nuovo affidatario del servizio, a causa anche e soprattutto di tutta la vicenda del project financing che vi abbiamo narrato poc’anzi, e sceglie, perciò, di “prorogare ulteriormente il servizio nelle more dell’individuazione del nuovo aggiudicatario della gara in corso“. Una sorta di tempo indeterminato per la stessa ditta che si trova la centro del caso che vi abbiamo citato in precedenza. Da qui, quindi, ne scaturisce una proroga definibile quasi “unica” fino al 6 maggio di questo anno a distanza di 12 mesi, a cui sono da aggiungere i primi tre mesi di proroga precedente, e alla quale si aggiunge un’ulteriore proroga (ci perdonerete le ripetizioni) che ci porta a questo documento, ergo questa storia. Nuovo atto, stessa procedura che tirando due somme valgono la bellezza di: 6 mesi iniziali, i primi 3 mesi di proroga, i successivi 12, con l’aggiunta dell’ultimo appena pubblicato nella giornata di giovedì.

…ARRIVIAMO A 907 MILA EURO

Numericamente parliamo di: 247 mila e 467,12 euro, a cui si sommano (dando una stima di 41 mila e 244,52 euro al mese per cifra del contratto inziale) 123 mila e 733,56 euro per i primi tre mesi, poi 494 mila e 934, 24 per i dodici mesi tra il maggio 2025 e quello attuale, più gli ultimi 41 e 244,52 euro del mese entrante, almeno al momento della stesura di questo articolo, in quanto non sappiamo se la faccenda si risolverà entro il mese di giugno facendo scattare un nuova mensilità. La somma ci porta a numeri di capogiro se consideriamo che oltre 260 % dei ricavi sono arrivati in proroga del contratto iniziale: parliamo di 907 mila e 379, 44 euro. Ricordiamo che questo calcolo si basa su una mensilità alla quale siamo risaliti dal contratto inziale, ma, come purtroppo oramai spesso capita, nel documento che ci siamo trovati davanti e che vi alleghiamo in calce non viene specificato alcun importo.

Come se non bastasse la società Petrarca Gestione non figura in solitaria, bensì in un RTI con la ditta dei F.lli Sperlongano società di Livio ed Erminio Sperlongano, imprenditori nel settore funebre con sede legale a Carinola, i quali nel gennaio dello scorso anno hanno rimediato una condanna in primo grado a 4 anni di reclusione per aver operato minacce nei confronti di un imprenditore di Mondragone che voleva aprire una ditta proprio nel settore delle pompe funebri. Non sappiamo lo status giudiziario dei fratelli al momento della stesura dell’articolo, qualora il riesame abbia deciso per una conferma o un ribaltamento della sentenza di gennaio.

Insomma…niente di nuovo sul fronte di Mondragone.

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