ELEZIONI. Ora il sindaco Michele Apicella sta esagerando. Prima il PUC approvato illegalmente a 5 giorni dal voto, ora scopriamo che in un progetto del comune è assunto Raffaele Granata del gruppo di fuoco di Peppe Setola
19 Maggio 2026 - 14:09
Attenzione, noi affrontiamo la questione partendo da principi liberali. E, dunque, nessun giudizio sommario e nessuna facile demagogia. Ma a questo punto – e nell’articolo spieghiamo perché – il processo elettorale che si chiude lunedì prossimo è profondamente turbato, condizionato. Raffaele Granata non è un camorrista ordinario e l’umiliazione che il sindaco ha voluto infliggere alla Prefettura di Caserta ci sorprendono, in quanto viene fuori una caratterizzazione importante del primo cittadino che si ricandida per la fascia. Vi ricordate i 90 colpi di kalashnikov e pistola che colpirono una donna di Trentola? Granata era in quell’auto
TRENTOLA DUCENTA (gianluigi guarino) – Non vogliamo affrontare una vicenda delicatissima come quella che vi andremo a spiegare di qui a poco tradendo la cultura – e i principi che da questa derivano – di stampo genuinamente liberale. Per cui, l’inserimento, da parte del comune di Trentola Ducenta nei ranghi del progetto GOL, di Raffaele Granata, terrificante camorrista – e la scelta dell’aggettivo non è affatto frutto di una volontà sensazionalistica – al servizio di Peppe Setola nei mesi degli omicidi e della strage di San Gennaro, in quel di Castel Volturno, organizzate e realizzate da quest’ultimo insieme al suo gruppo di fuoco, riteniamo di doverlo affrontare correttamente e con spirito liberale, ossia con una speciale attenzione alle garanzie, ai diritti umani dello stesso Raffaele Granata.
Però, attenzione, occorre rispettare e gestire la proporzione tra i fatti e i principi. Stiamo parlando proprio di un componente di primo piano del gruppo di fuoco di Peppe Setola che disseminò di morti la provincia di Caserta, dal momento che evase da una clinica di Pavia, fino al momento in cui fu arrestato in un covo-rifugio di Mignano Monte Lungo. Raffaele Granata è diventato notissimo anche perché si trovava all’interno dell’auto dalla quale partirono novanta colpi di kalashnikov e di pistola verso l’abitazione di un altro camorrista, il ras trentolese Salvatore Orabona, rintanato nel suo appartamento – ASCOLTA L’ORMAI CELEBERRIMO AUDIO, SCOLPITO NELLA MEMORIA.
Una vera e propria follia realizzata da criminali bestiali, probabilmente pieni, assuefatti di cocaina. Uno di quei colpi attinse, ferendola, una donna che stava cucinando nella sua casa e che ebbe solo la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Probabilmente Raffaele Granata ha scontato diversi anni di carcere. Se si trova a piede libero deve aver saldato il suo debito con la giustizia. Detto questo, però, la sua assunzione da parte del sindaco Michele Apicella tra i partecipanti al progetto GOL, il quale rientra nell’azione nazionale del PNRR (Missione 5) nata per rilanciare l’occupazione, offrendo percorsi gratuiti e personalizzati di formazione, orientamento e accompagnamento al lavoro, doveva basarsi su presupposti ben diversi rispetto a quelli adottati.
Raffaele Granata non è un camorrista, diciamo così, ordinario, ma, ripetiamo, appartiene a una specialissima categoria criminali, ovvero quella di coloro che hanno partecipato a una delle stagioni più sanguinose della storia del clan dei Casalesi, quando, sotto i colpi folli di Setola e del suo gruppo, sono cadute anche persone totalmente innocenti, come il titolare dell’autoscuola di Castel Volturno, Domenico Noviello, ammazzato perché qualche anno prima aveva denunciato il tentativo di estorsione subito dallo stesso Setola e da altri componenti della fazione Bidognetti del clan nato tra Casal di Principe, San Cipriano e Casapesenna.
Dunque, sempre sul crinale non semplice che lega i fatti accaduti ai principi di scuola liberale, costituisce un’operazione delicatissima quella consistente nell’offrire uno spiraglio di lavoro onesto a uno come Raffaele Granata, che intanto, e questo è certo, intasca a fine mese dei soldi pubblici. Granata avrebbe dovuto uscire allo scoperto pubblicamente, chiedere perdono a tutte le vittime di Peppe Setola, avrebbe dovuto chiedere perdono a quella donna ferita dalla raffica di proiettili esplosi anche da lui proprio a Trentola. Non l’ha fatto e noi siamo riusciti a conoscere questa notizia solo per un colpo di fortuna, per una ventura professionale favorevole. E questo va molto male.
Non vogliamo mettere insieme questioni che apparentemente non sono assimilabili, ma è chiaro che in queste settimane il sindaco Michele Apicella ha mostrato una faccia di sé insospettabile, almeno noi di CasertaCE. Prima il PUC approvato a sei giorni dalle elezioni, in dispregio delle raccomandazioni e della richiesta arrivata dalla Prefettura di Caserta di soprassedere per motivi di opportunità che, secondo noi, sono anche motivi di legalità (clicca e leggi il nostro articolo di ieri sera), considerando che sia l’articolo 38, comma 5, del TUEL, sia una solidissima giurisprudenza del TAR e del Consiglio di Stato, sanciscono l’impossibilità di approvare un PUC dopo la convocazione dei comizi elettorali. Successivamente veniamo a scoprire questa cosa relativa a Granata.
A questo punto, noi siamo pronti a indagare sulle identità di tutti i partecipanti a questo progetto GOL a Trentola Ducenta. Cercheremo di farlo già in queste ore, ma lo faremo soprattutto dopo le giornate del 24 e 25 maggio. A prescindere da come andrà il voto di domenica e lunedì, noi riteniamo che, a questo punto, sul procedimento elettorale di Trentola gravi una pesante ombra di condizionamento del principio costituzionale della libertà nell’espressione del proprio consenso, principio che può derivare solo da una serenità e dall’assoluta certezza che nessuna infiltrazione, nessuna condizione di sudditanza possa anche indirettamente condizionarlo.
