TRENTOLA ALLE ELEZIONI. Invece di confrontarsi sulla vicenda di Raffaele Granata, pistolero di Setola, Michele Apicella si preoccupa di lisciargli il pelo accusando Michele Griffo, che non c’entra nulla, di aver passato la notizia da noi appresa da altre fonti

20 Maggio 2026 - 17:01

Grave, gravissimo e pericoloso quello che ha fatto l’attuale primo cittadino e candidato sindaco alle elezioni di domenica

TRENTOLA DUCENTA (G.G.) – Al netto delle solite stupidaggini che ormai non ci fanno né caldo né freddo, perché le persone per bene, quelle poche che abitano le lande desolate di questa provincia, sanno fin troppo bene chi siamo noi e quanto siamo impermeabili, indifferenti a ogni forma di compromesso al ribasso, a ogni tipo di finanziamento improprio — e ne avremmo potuti fare a iosa di soldi se solo avessimo ceduto a una deriva compromissoria — dicevamo, al netto delle solite sciocchezze pronunciate dal sindaco di Trentola Michele Apicella, che ovviamente finge di non ricordare quanta durezza questo giornale ha espresso nei confronti di Michele Griffo quando questi fu coinvolto nell’inchiesta sul Jambo e quanta determinazione mostrammo nel dare visibilità alle accuse, dimostratesi del tutto infondate, mosse nei confronti di Michele Griffo, il primo cittadino in queste ore ha perso un’altra occasione per dimostrare di essere una persona, ancor prima che un politico di spessore.

In un nostro articolo di ieri riteniamo di aver articolato un ragionamento molto equilibrato sull’inserimento del pluripregiudicato Raffaele Granata all’interno dei cosiddetti progetti GOL.

In una premessa chiara abbiamo rivendicato con forza i principi liberali che ci ispirano e che ci spingono ad affermare che neppure al diavolo, men che meno al signor Raffaele Granata, vada negata l’occasione di cambiare vita, di svolgere un lavoro onesto dopo aver scontato molti anni di carcere, aggiungendo però a questa argomentazione un’altra, ugualmente importante, relativa al peso criminale di Raffaele Granata, appartenente al gruppo di fuoco di Peppe Setola, concretizzatosi nel terribile raid dei 90 colpi di kalashnikov e pistola esplosi a Trentola allo scopo di ammazzare Salvatore Orabona e che invece produssero solo l’effetto collaterale del ferimento di una donna che, del tutto indifesa, si trovava ai fornelli della propria cucina.

L’assunzione nel progetto GOL di Granata si sarebbe dovuta sviluppare attraverso un processo pubblico in cui il pregiudicato, ripetiamo appartenente e protagonista di una delle stagioni più sanguinose della camorra locale, consistente in una espressione pubblica di resipiscenza e attraverso una convincente e ugualmente pubblica dichiarazione di dura condanna nei confronti di Peppe Setola, del clan dei Casalesi e di tutti i mondi a questi attigui.

Ciò non è avvenuto e il sindaco, invece di confrontarsi nel merito sulla tesi da noi esposta, ha fatto un’operazione pericolosa. Ha detto che quella notizia, che noi abbiamo assunto da nostre fonti, ce l’avrebbe passata Michele Griffo. Se il tipo di reazione operato da Apicella è stato questo, vuol dire che l’unica sua preoccupazione era quella di esporre Griffo a un pericolo di ritorsione. Invece di preoccuparsi di ragionare di politica affrontando la questione da noi posta in una dimensione concettuale alta, il suo pensiero è stato solo quello di creare danno e pericolo al suo rivale.

Ora, a noi non interessano più di tanto le conseguenze che questa posizione di Apicella può determinare, visto che Michele Griffo è adulto e vaccinato e può difendersi da solo. Il problema è un altro ed è inquietante: se Apicella liscia il pelo alla famiglia di Granata e a lui stesso che, incredibilmente, ci dicono sia stato impiegato nell’Ufficio Anagrafe, ossia in un luogo in cui si sviluppa la massima espressione dell’attività di un Comune come attore di una potestà giuridica, attraverso ad esempio il rilascio delle carte d’identità o attraverso l’attività preparatoria di alcune notifiche, vuol dire che questo sindaco esprime una mentalità per la quale ogni voto fa gioco, ogni voto da qualsiasi direzione arrivi, anche da ambiti inquietanti, camorristici o paracamorristici, è buono per mantenere il proprio potere.

Ma se Apicella dice a Granata che la colpa è di Griffo significa che ha creato con Granata un rapporto a dir poco improprio, di tipo clientelare o, ancor peggio, consistente in un patto elettorale che, alla luce del passato e delle attitudini di Granata, potrebbe pesantemente incidere sull’integrità dell’amministrazione di Trentola se questa continuasse a essere territorio di proprietà di Apicella.

Se il sindaco è in grado di rispondere nel merito specifico di queste nostre affermazioni, sarebbe sempre il benvenuto e noi saremmo contenti, perché le stupidaggini sui 50/100 euro le sentiamo da anni e Apicella dovrebbe ben sapere che la massima espressione di questa attività calunniosa nei nostri confronti è stato il suo capo Giovanni Zannini e, sapendolo, non fosse altro per una questione di scaramanzia, dovrebbe temere di fare la stessa fine.