TRENTOLA DUCENTA. Anatra zoppa classica. Folle ripartizione dei seggi del Ministero dell’interno. Clamoroso errore: non sono 10 per Apicella e 5 per Griffo, ma probabilmente 9 a 8 a favore di Griffo
25 Maggio 2026 - 10:32
Vi spieghiamo punto per punto il dettato della prima parte dell’articolo 73 comma 10 del Tuel, riguardante la ripartizione dei seggi nel caso di vittoria al primo turno in un comune al di sopra dei 15mila abitanti
TRENTOLA DUCENTA (G.G.) – Eligendo è l’area del sito del Ministero dell’Interno che si occupa delle elezioni italiane. Ogni anno i ministeriali, tra cui abbondano i fancazzisti, si divertono a modificare grafica e probabilmente anche i programmi software che consentono gli automatismi nella fase finale, quella della ripartizione dei seggi dei vari candidati, in questo caso ai consigli comunali.
Stamattina si è verificata una cosa francamente incresciosa perché a noi piacerebbe sapere quanto drenano dalle casse dello Stato dirigenti e addetti del Viminale dell’area elettorale. Allora, ieri sera, prima della mezzanotte, ci eravamo lasciati con quella che a metà pomeriggio sembrava una cosa molto difficile, e cioè che a Trentola Michele Griffo riuscisse a contendere la vittoria a Michele Apicella. E invece poi è successo. Griffo è arrivato fino a 120 voti di distacco, poi il risultato definitivo si è così configurato: 6.403 voti per Micella, pari al 50,96%; Michele Griffo 6.162, pari al 49,04%. In questi casi è sempre bene, anzi è necessario, guardare anche il computo complessivo dei voti raccolti dalla lista o gruppo di liste a sostegno dei candidati sindaci.
Ieri sera avevamo già anticipato che il risultato di Trentola era stato probabilmente determinato da un piccolo smottamento di voti disgiunti che avevano penalizzato Griffo e premiato Apicella. In pratica c’era stato un gruppo di elettori che avevano votato candidati al consiglio comunale presentatisi in appoggio a Griffo, ma per il suo competitor Apicella. In effetti, a guardar bene, esiste una differenza di 20 voti tra i 6.162 raccolti da Griffo e i 6.187 delle sei liste a questi collegate. Diversamente, Michele Apicella ha raccolto, come detto, 6.403 voti, ma le sue liste sono arrivate a 6.088 voti, per cui voto disgiunto, ma fino a un certo punto. Più che altro voti attribuiti direttamente ad Apicella senza esprimere alcuna preferenza né per i suoi candidati al consiglio né per quelli di Griffo. Quest’ultimo, infatti, è solo 20 voti sotto alle sue liste, che non sarebbero stati sufficienti per determinare il fenomeno che poi si è determinato. Per semplificare, diciamo che il dato complessivo delle liste di Apicella (6.088), con i 20 voti disgiunti del computo di Griffo, sarebbe arrivato a 6.108. Dunque ci troviamo 295 voti dati, come si suol dire, “in testa” ad Apicella.
Fatta l’analisi dei numeri, il risultato è quello che porta, ai sensi dell’articolo 73, comma 10, del Tuel, al cosiddetto fenomeno dell’anatra zoppa, mutuato dai sistemi elettorali statunitensi quando — e ciò potrebbe accadere nel prossimo novembre, ad epilogo delle cosiddette elezioni di midterm — il presidente degli Stati Uniti non ha una maggioranza in uno dei rami del Parlamento americano, Congresso o Senato, oppure, ancor peggio, in entrambi. Cosa dice l’articolo 73?
Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al primo turno, alla lista o al gruppo di liste a lui collegate che non abbia già conseguito, ai sensi del comma 8, almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, ma abbia ottenuto almeno il 40 per cento dei voti validi, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempreché nessun’altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50 per cento dei voti validi (…).
In poche parole viene contemplata la possibilità di applicare il premio di maggioranza dopo il primo turno; ammette questa possibilità, piuttosto estrema, solo quando le liste a lui collegate prevalgono nella gara con gli altri gruppi di liste. Ma questo, come si può ben capire, può accadere solo se i candidati a sindaco — sempre nei comuni superiori a 15.000 abitanti — sono più di due.
Nel caso di Trentola, se il gruppo di liste di Michele Apicella non supera, come effettivamente è stato, quota 50%, è ovvio che la lista o il gruppo di liste collegati al suo unico competitor, cioè Michele Griffo, debbano superare per forza questa quota. Per cui si applica la seconda parte del comma 10, il quale, ribadiamo, dice: “sempreché nessun’altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50 per cento dei voti validi”. Siccome questo è capitato a Trentola, non si capisce dove a Eligendo sia venuto in testa di attribuire 10 seggi a Michele Apicella e 5 a Griffo, che poi diventerebbero 11 a 5 con l’ingresso, come consigliere comunale, del sindaco vincente.
Ma anche qui, a nostro avviso, si registra un errore perché il plenum dei consigli comunali, al di là del fatto che questi possano essere da 32, come nel caso di Caserta capoluogo, da 24, come nel caso di Marcianise, o da 16, come nel caso di San Nicola e Trentola Ducenta, deve portare a una somma dispari dei consiglieri; dunque bisogna assegnare 16 seggi. E il 17esimo è sempre quello del sindaco vincitore, che svolge anche la funzione di consigliere comunale. D’altronde la legge prevede sempre che si formi una maggioranza con la presenza di tutti i consiglieri comunali in aula. Se c’è pareggio è perché qualcuno è assente. Insomma, un vero e proprio disastro quello compiuto da Eligendo.
