Giovane carabiniere casertano trovato senza vita. Per capire cosa è successo a Giovanni clonati telefoni, pc e iPad
26 Maggio 2026 - 12:12
CASERTA – Proseguono le indagini della Procura della Repubblica di La Spezia sulla morte del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago, il 25enne originario di Curti, in provincia di Caserta, in servizio presso la Stazione di Borghetto Vara, in provincia di La Spezia. Il giovane militare fu trovato morto lo scorso 18 aprile. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Monica Burani, procede con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio.
Nelle ultime ore, il magistrato inquirente ha disposto un nuovo accertamento tecnico irripetibile per analizzare i dispositivi informatici sequestrati e appartenuti al sottufficiale: smartphone, Sim card, computer, iPad e chiavette Usb. La Procura ha nominato come consulente tecnico Silvia Spallarossa, esperta informatica di Genova. Le parti sono state convocate per il conferimento ufficiale dell’incarico il prossimo 4 giugno. I familiari del giovane maresciallo, assistiti dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, hanno invece designato come consulente tecnico di parte l’ingegnere informatico Luca De Gregorio, di Napoli.
Secondo quanto disposto dal pm, il consulente dovrà clonare le memorie informatiche dei dispositivi sequestrati e creare le relative copie forensi, che saranno poi consegnate all’autorità giudiziaria insieme a una relazione tecnica. Gli investigatori dovranno verificare la presenza di chat, conversazioni, messaggi e file audio-video scambiati dal maresciallo Sparago nel periodo compreso tra luglio 2025 e il giorno del decesso. Particolare attenzione sarà rivolta a eventuali riferimenti a gesti anticonservativi, nonché a possibili ingiurie, minacce o vessazioni di qualsiasi natura. La Procura ha inoltre chiesto di ricostruire tutti i contatti (telefonate, messaggi e altre comunicazioni) avuti dal giovane militare tra il 10 e il 18 aprile 2026, con particolare attenzione alle ultime attività registrate il giorno della morte.
Nei giorni scorsi, erano già stati incaricati i Ris dei carabinieri di Parma di effettuare ulteriori analisi scientifiche sui tamponi sequestrati. Gli accertamenti saranno svolti mediante microscopio elettronico per rilevare eventuali residui dello sparo. Alle operazioni prenderanno parte anche il comandante dei Ris, generale Matteo Donghi, e il consulente balistico di parte Paride Minervini. Obiettivo dell’esame è verificare l’eventuale presenza di particelle di polvere da sparo sulle mani del giovane maresciallo.
Resta infine attesa la relazione conclusiva dell’autopsia, eseguita il 23 aprile scorso presso l’Istituto di Medicina Legale di La Spezia, considerata un ulteriore tassello fondamentale per chiarire le circostanze della morte del giovane carabiniere. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Al momento non risultano indagati e il fascicolo è iscritto contro ignoti.
