REGGIA. Il controcanto al settennato Maffei: intervista a Jolanda Capriglione, voce fuori dal coro della critica culturale
3 Giugno 2026 - 14:00
Caserta (pm) – La direttrice generale della Reggia, Tiziana Maffei, ha preso commiato dal museo e dalla città con una relazione di fine mandato, che ha tracciato il bilancio del settennato della sua gestione. In questi anni — come abbiamo sottolineato in più occasioni — la manager ha goduto di “buona” anzi di “buonissima” stampa, anche quando non ne era il caso.
Il ruolo di “cane da guardia” è toccato così ad alcune associazioni cittadine e a gruppi civici non convinti di quanto in certe occasioni accadeva alla Reggia.
Per quanto riguarda CasertaCe.net, i lettori che ci seguono conoscono bene il nostro punto di vista: una linea mai preconcetta e mai avversa alla direzione museale per partito preso, ma guidata unicamente dal rigore della cronaca.
Proseguiamo oggi in questa azione di controcanto sullo stato della Reggia che lascia la Maffei con l’intervista che pubblichiamo concessaci in proposito dalla professoressa Jolanda Capriglione, che ringraziamo vivamente. La cui figura non necessita di presentazioni in quanto nota accademica e nome di spicco nel campo dei beni culturali. Presidente del Club per l’UNESCO di Caserta e saggista, alla rara competenza unisce un’indipendenza intellettuale e un’autonomia di giudizio davvero adamantine. Merce, questa, sempre più rara nella cosiddetta critica culturale, ormai appiattita su cliché e convenienze, come dimostra l’ultimo caso del Museo Campano di Capua, tempio di storia e d’arte, dove si è potuto ballare e fare musica techno senza che nessuno si scomponesse più di tanto (nelle foto che seguono, alcuni momenti della festa, in cui i giovani per la quale si è detto che fosse pensata per avvicinarli velleitariamente ed insensatamente al luogo museale sono piuttosto sparuti).
Ad eccezione della professoressa Capriglione, appunto.




CasertaCe.net: “Professoressa Capriglione, si avvicina la data del 5 giugno, indicata dal Ministero della Cultura per l’avvicendamento alla direzione generale della Reggia di Tiziana Maffei. Stando ad alcuni rumors, però, la individuazione del nuovo D.G. dovrebbe slittare di un bel po’, dando luogo all’interim di un commissario dopo una breve reggenza della dirigente ministeriale Alfonsina Russo. Come giudica questo ritardo procedurale per un museo dall’importanza capitale, specialmente dopo aver avuto mesi a disposizione per provvedere?”
Prof.ssa Capriglione: “Mi arrendo. Al MIC sanno da 7 anni che c’è questa scadenza, ma hanno fatto finta di dimenticare. Certo, alcuni nomi che ho letto fanno venire i brividi! Comunque, se questo tempo serve per avere un bravo Direttore, ok. Se questi mesi di ‘interregno’ della bravissima dott. Russo servono per ‘normalizzare’ i rapporti fra il ‘monumentum’ e la città, le Associazioni culturali, ok, ben vengano”.
CasertaCe.net: “Sicuramente avrà avuto modo di leggere l’interpello emanato per la carica di direttore della Reggia. A giudizio di molti, i requisiti richiesti ai candidati sono apparsi piuttosto laschi. Ci abbiamo scherzato su, ipotizzando che anche donna Imma Polese potesse farci un pensierino. Ma, più seriamente, c’è chi vi scorge la volontà di favorire aspiranti vicini all’area di governo – secondo un malcostume diffuso e apparentemente inarginabile – e chi, invece, l’attribuisce a mera imprevidenza amministrativa. Lei che opinione ne ha?”
Prof.ssa Capriglione: “Mi pare che questo ‘ritardo’ sia dovuto proprio alla necessità di scegliere la persona ‘giusta’. Vicini al governo? E allora? Perché gli altri erano vicini a Paperino? Abbiamo bisogno di un Direttore bravo, competente, esperto di Management dei Beni Culturali, rispettoso del Sito, non di apprendisti parolai: tutto qui. Devo fare l’elenco dei ‘vicini’ a Franceschini? Ma non basta questo spazio, lo sanno tutti.
CasertaCe.net: In vista della partenza dell’architetto Maffei, esponenti della cultura cittadina, dell’associazionismo civico e figure impegnate in ambito museale hanno espresso rammarico, sottolineando i risultati ottenuti dalla dirigente nella cura e nella valorizzazione del monumento. I toni, talvolta encomiastici, hanno tuttavia oscurato i molti e non secondari nodi rimasti irrisolti durante il settennato Maffei – un oscuramento ingiustificato, poiché si tratta di critiche tutt’altro che campate in aria –, nonostante la disponibilità di finanziamenti ingenti e senza precedenti. Si ha quasi l’impressione che prima di questa gestione la Reggia venisse dal nulla (mentre negli anni ’90 registrò fino a un milione e passa di visitatori, record mai più bissato) e che, quasi a voler evocare l’ «Après moi le déluge», di Luigi XV oggi si vada verso l’«Après elle, le déluge». Che ne pensa?”
Prof.ssa Capriglione: “Non mi sembra ‘grazioso’ parlare ora di questi riti autocelebrativi, peraltro fuori luogo, per non dire inappropriati (per la serie ‘chi si loda, si …”). E’ evidente che l’arch. Maffei non conosce o non vuole conoscere la storia di questa Reggia: basta vedere cosa ha combinato con la Collezione Terrae Motus (devo ricordare il focolarino da lei ‘inventato’ nella Sala del Trono?) o basta ricordare il silenzio colpevole sullo ‘scomparso’ Museo dell’Opera”.
CasertaCe.net: “Piazza Carlo di Borbone, come sa, è stata appena affidata alla gestione degli uffici della Reggia. Come ha accolto questa misura e quale deve essere, a suo giudizio, la destinazione dello spazio monumentale? Ciò a fronte delle tante e confuse ipotesi che si rincorrono, tutte accomunate dall’interesse diretto di chi le formula: i commercianti vi auspicano bancarelle e sagre (o ‘stand e intrattenimento’, per usare i lessemi oggi in voga che non spostano la sostanza delle cose); i cinofili desiderano che i propri animali possano rincorrersi dopo la cattività degli appartamenti; le famiglie vi portano i bambini a sgambettare; i ragazzi vi bivaccano con chitarre e impianto musicale; i salutisti ci vanno a correre e a prendere il sole.”
Prof.ssa Capriglione: “Tutta questa fretta, mah! Forse sarebbe stato meglio lasciare la decisione al successore: mi è sembrata, comunque, un’indelicatezza. O forse avevano fretta gli organizzatori dei concerti … A proposito: l’anno scorso si erano impegnati a ripristinare i luoghi (erba, prato etc.) dopo gli scempi dei concerti: lo hanno fatto? Mi sono distratta, forse, ma non mi pare. Eppure, la Piazza è parte della ‘buffer zone ‘prevista ‘intorno’ ai siti Unesco e Maffei avrebbe avuto qualche voce in capitolo.
CasertaCe.net: L’ultima domanda, che forse più di tutte rimanda alle sue competenze, riguarda l’allestimento della collezione Terrae Motus. Ne abbiamo letto meraviglie. Tuttavia più di uno, non aduso alla ribalta e che non intende comparire, ma che potrebbe insegnare a molti, ci ha così commentato ironicamente: «Terrae Motus è esposta come un complemento d’arredo, intonata alla tappezzeria e ai colori delle sete degli appartamenti reali». Come stanno davvero le cose, secondo lei?”
Prof.ssa Capriglione: “Stanno esattamente così! Scuorno!!!!



