TRANS, PROSTITUZIONE E MAGIA NERA. In aula la sorella di D’Isanto: “Nostra madre non approvava quel lavoro”
4 Giugno 2026 - 19:01
Transgender di origine brasiliana, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione
SANTA MARIA CAPUA VETERE – Nuova udienza davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel procedimento che vede alla sbarra Daniele D’Isanto e altre dieci persone, in gran parte transgender di origine brasiliana, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione.
Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati alcuni testimoni della difesa, tra cui la sorella di D’Isanto, che ha ripercorso le vicende lavorative del fratello. La donna ha raccontato che l’imputato aveva inizialmente lavorato nell’azienda ittica di famiglia per poi intraprendere l’attività di tassista senza autorizzazione. Una scelta che, secondo quanto riferito in aula, non sarebbe mai stata condivisa dalla madre, la quale prima di morire gli avrebbe chiesto espressamente di interrompere quel lavoro. Richiesta che, sempre secondo la testimonianza resa davanti ai giudici, D’Isanto avrebbe accolto cessando l’attività nel febbraio del 2020.
Davanti alla Corte, presieduta dal giudice Marcella Suma con a latere Loredana Crisci, sono comparsi anche due amici dell’imputato. Entrambi hanno dichiarato di aver usufruito in passato dei suoi servizi di trasporto, riferendo di essere stati accompagnati a Napoli dietro il pagamento di una somma pari a circa 30 euro per corsa.
Il processo tornerà nelle prossime settimane con l’ascolto di ulteriori testimoni e con il prosieguo dell’istruttoria dibattimentale.
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Caserta, ipotizza l’esistenza di una struttura criminale transnazionale che avrebbe gestito e controllato parte del mercato della prostituzione transgender nell’area di Castel Volturno. Contestazioni che gli imputati dovranno affrontare nel corso del dibattimento per accertare eventuali responsabilità penali.
