TUTTI I NOMI. Poliziotto Casertano “si vende” ai detenuti. Soldi per far entrare droga e telefoni in carcere
7 Giugno 2026 - 10:30
CASERTA – Un assistente capo della polizia penitenziaria è accusato di aver introdotto droga e telefoni cellulari all’interno del carcere “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere. Per questi fatti, dieci persone rischiano il processo. Il giudice per l’udienza preliminare Angela Mennella ha fissato la data del 17 dicembre.
Secondo la ricostruzione della procura di Santa Maria Capua Vetere, l’assistente capo Vincenzo Buondini, 54 anni, originario di Trentola Ducenta, avrebbe stretto accordi con detenuti e familiari per far entrare in carcere hashish e cocaina. La droga sarebbe stata destinata ad altri detenuti, tra cui Nicola Di Caterino, 49 anni, di Casal di Principe, e Giuseppe Laudadio, 57 anni, di Teverola. In cambio, Buondini avrebbe ricevuto somme di denaro dopo ogni operazione. Sempre secondo l’accusa, Buondini, insieme a una collega, Giovannina Falato, 40 anni, di Guardia Sanframondi, avrebbe introdotto anche denaro contante e telefoni cellulari, usati dai detenuti per comunicare con l’esterno eludendo i controlli.
Oltre a Buondini e Falato, sono imputati Carmela Lepre, 50 anni, di Trentola Ducenta; Luigi Musto, 55 anni, di San Marco di Teano; Gaetana Bello, 43 anni, di San Marcellino; Giancarlo Esposito, 42 anni, di San Marcellino; Giuseppe Moscato Marmo, 36 anni, di Crispano.
