TUTTI I NOMI. Noto imprenditore sequestrato e picchiato dietro al cimitero per un debito da oltre MEZZO MILIONE. E poi rapinato del Rolex: 11 INDAGATI
8 Giugno 2026 - 19:09
PORTICO DI CASERTA – La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha condotto un’indagine che ha portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione nei confronti di undici persone, al momento a piede libero.
Secondo quanto ricostruito dalla procura antimafia, il gruppo sarebbe responsabile, a vario titolo, di sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso, estorsione, minacce, aggressioni, rapina e detenzione illecita di armi. Le perquisizioni sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Caserta e sono avvenute tra Recale, Marcianise, Maddaloni, Casapulla e Napoli.
La vittima è il noto imprenditore Pasquale Walter Stellato, titolare di una società attiva nella compravendita di auto e orologi di lusso. L’indagine ha preso avvio da una serie di rapporti commerciali intercorsi negli anni tra la vittima e un broker operante nel settore delle auto di lusso. Stellato, che ha già nominato il suo avvocato difensore, in passato fu assolto in un procedimento penale di una decina di anni fa, connesso agli interessi della camorra di Macerata Campania e Portico rispetto al riciclaggio di denaro.
Le persone che hanno ricevuto la “visita” degli agenti e quindi indagati sono Marco Albertini, Pasquale Apicella, Francesco Argenziano, Cuono Domenico Buonavolontà, Pasquale Campolattano, Pasquale Corvino, Carmine Derrotti, Andrea Menditti, Fabrizio Menditti, Antonio Rosato e Lorenzo Smeragliuolo.
Secondo la Procura, alcune operazioni commerciali sarebbero finite al centro di contestazioni economiche e accuse reciproche, e nel tempo le richieste avanzate nei confronti dell’imprenditore sarebbero diventate sempre più pressanti, fino ad arrivare alla richiesta di una somma di circa 600mila euro, ritenuta dagli indagati un credito da recuperare. L’imprenditore è parente di soggetti vicini al clan Bifone e fu assolto in un procedimento penale di una decina di anni fa, connesso agli interessi della camorra di Macerata Campania e Portico rispetto al riciclaggio di denaro.
Il 12 maggio 2026, secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’imprenditore sarebbe stato seguito e bloccato mentre si trovava a bordo della propria auto. Alcuni uomini lo avrebbero costretto a salire su un’altra vettura, immobilizzandolo e coprendogli il volto. Sarebbe stato poi condotto nei pressi del cimitero di San Prisco, dove avrebbe subito minacce e aggressioni fisiche con schiaffi e pugni, al fine di costringerlo a riconoscere il presunto debito e a corrispondere il denaro richiesto.
La Dda contesta inoltre l’aggravante del metodo mafioso, poiché durante l’azione sarebbero stati fatti riferimenti agli uomini del clan Belforte in modo da intimidire la vittima. Durante il sequestro sarebbero state utilizzate pistole e persino un’arma automatica. Al termine dell’azione, gli indagati avrebbero sottratto all’imprenditore un Rolex modello “GMT Master” del valore di circa 23mila euro, denaro contante, gioielli e altri effetti personali.
