AVERSA. Lavori al cimitero da 300 MILA EURO a imprenditore casertano “emigrato”. I suoi rapporti con il clan nelle carte della Prefettura. Lui smentisce ma (a nostro avviso) ci siamo mossi correttamente

8 Giugno 2026 - 15:50

Riceviamo e pubblichiamo in calce all’articolo la nota della Edil Global e del legale rappresentante Pasquale Amato, il quale smentisce alcuni passaggi del nostro articolo. Ecco perché la sua richiesta di rettifica non ci convince e perché vorremmo maggiore chiarezza.

AVERSA, 7 aprile 2026, (a.c.) – Ci sono alcuni business che non falliranno mai, indipendentemente dai tempi, dalle mode o tendenze che differiscono di generazione in generazione. Uno di questi, paradossalmente, è la morte. Ci scuserete l’espressione macabra, ma, ahinoi, è vero. In merito a questa strana apertura, il comune di Aversa ha pubblicato la determina per l’affidamento dei lavori per l’ampliamento dei loculi cimiteriali alla Edil Global Srl, firmata in doppia veste di RuP e dirigente dall’ing.Danila D’Angelo.

Evidentemente, il cimitero è pieno e per risolvere un disagio non da poco per la popolazione normanna, si è scelto di procedere tramite una gara aperta con importo lavori totale di circa 329 mila e 500 euro. Una folla di aziende ha risposto, ben 232, eppure c’è stato un pareggio. Due aziende, infatti, La edil Global Srl e la L.A.V. Costruzioni Srl si sono contese l’aggiudicazione dell’appalto fino alla fine, presentando con la stessa offerta, con la stessa percentuale di ribasso: il 36,03%.

A questo punto molti di voi, così come anche noi alla prima lettura della determina, potranno dire: “quindi, sorteggio?“. Invece no. Ed è lo stesso comune di Aversa a risponderci motivando la scelta di questa modalità citando che “Nel caso in cui le offerte economiche di due o più concorrenti coincidono i predetti concorrenti, su richiesta della stazione appaltante……presentano un’offerta migliorativa sul ribasso offerto entro 5 giorni“.

Praticamente, andiamo ai rigori. E qui la Edil Global compie il proprio capolavoro economico, presentando un’offerta di ribasso del 46,06% e assicurandosi la vittoria dell’appalto con una cifra a propria disposizione per i lavori di ampliamento del cimitero di 218 mila e 237,03 euro, dopo necessario controllo da parte dell’Ente riguardo ad una possibile offerta anomala. Superati i controlli, la Edil Global Srl diventa ufficialmente vincitrice dell’appalto.

Ma ora arriviamo al succo: chi è la Edil Global Srl? La società ha sede legale a Formia, nel Lazio. Ma non si tratta di alcuni fuori regione in tutto e per tutto. Il responsabile legale designato è Pasquale Amato. Secondo quanto scritto dagli investigatori di Bologna nel processo Aemilia, che ha visto la condanna di Francesco e Alfredo Amato rispettivamente a 16 anni e 9 mesi e a 17 anni reclusione, la società sarebbe stata connessa al clan dei Casalesi e alla cosca Grande-Aracri di Cutro, per cui la ditta fu destinataria di un’interdittiva antimafia da parte della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma nel 2021, e prorogata nel maggio del 2023 per ulteriori 18 mesi, perché, secondo l’accusa in quell’ambito, il clan e le associaizoni ad esso connesse aveva fatto alcune mosse in campo imprenditoriale sfruttando in qualche modo l’azienda. Successivamente, la Edil Global ha tranquillamente superato le previsioni antimafia, rientrando nella white list della prefettura.

C’è da specificare che la Edil Global di Amato ha ricevuto anche una confisca tramite il provvedimento emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bologna da 300 mila euro secondo quanto riportato dai colleghi di Latina Oggi (clicca e leggi), legata sempre alla stessa vicenda giudiziara, poi evidentemente revocata in quanto oggi è lo stesso imprenditore a detenere i titoli dell’azienda.

ATTENZIONE – La società Edil Global contesta chiede la rettifica di questo passaggio (l’interdittiva e la confisca che avete appena letto. Noi siamo disponibili a modificarlo e cancellarlo interamente, qualora il legale rappresentante Pasquale Amato – o chi per lui – ci spieghi alcuni passaggi che non ci sono chiari. Nel frattempo, pubblichiamo integralmente la richiesta di rettifica in calce all’articolo

Specifichiamo a posteriori che non ci dovrebbero essere connessioni dirette tra Pasquale Amato e i due omonimi immischiati nella cosca ‘ndirna, originari anche loro di Caserta ma emigrati in Calabria dove hanno stretto legami con la cosca Grande-Aracri.

C’è da dire, però, che il congome Amato, specie se ci rifacciamo alle zone territoriali della provincia di Latina, ultimamente sta avendo molta fortuna nell’agro aversano, in quanto non troppo tempo addietro, circa un mese fa, vi abbiamo parlato di un altro omonimo, Daniele Amato, responsabile della ditta Acos, che ha vinto appalti a San Marcellino (clicca e leggi) e, per chiudere il cerchio, proprio nella città di Aversa.

E’ suggestiva la relazione tra Formia e San Cipriano d’Aversa per quanto riguarda le residenze della famiglia imprenditoriale degli Amato. Non è assolutamente dimostrabile che ci sia connessione con la vera e propria migrazione di san ciprianesi, avvenuta nei primi anni ’90 verso la cittadina laziale a potente vocazione turistico-balneare. Ma certo, quando si sentono queste due località messe insieme non si può non pensare come evocazione ad uno dei fatti storici più importanti della camorra dell’agro-aversano.

Non si può non pensare all’omicidio, circondato ancora oggi da un velo romanzesco di mistero, di Antonio Bardellino, uno dei capi del cartello della nuova famiglia, dei gruppi di camorra federati che si opposero, in una guerra sanguinosissima, alla nuova camorra di Raffaele Cutolo; non si può non pensare alla decisione del clan dei casalesi che, dopo quell’omicidio e quello pressoché contestuale di Paride Salzillo, nipote di Antonio Bardellino, formulò una proposta molto netta agli altri Bardellino, a partire da quell’Ernesto Bardellino, che di San Cipriano era stato sindaco da esponente dell’allora partito socilaista, con tanto di visita di Bettino Craxi presso la sezione san ciprianese. Sandokan e compagnia posero un “aut aut” agli ex potentissimi della camorra di quei luoghi: “andatevene di qui, sceglietevi un posto dove vivere e andare a fare le vostre cose, oppure vi ammazziamo tutti.” Il posto in questione, scelto dai Bardellino, fu proprio Formia. Il resto è storia.

Ripetiamo la nostra è solo un’evocazione e fino a prova contraria non ha nulla a che vedere con la relazione tra San Cipriano d’Aversa e Formia relativa gli imprednitori Amato, protagonisti di questo articolo.

RICHIESTA DI RETTIFICA E LA RISPOSTA DI CASERTACE

La Edil Global s.r.l., (c.f. e p.iva 02400680597), in persona del legale rapp.te p.t. Ing. Pasquale Amato, con sede legale
in Formia (LT), alla Via Vado Ceraso 6, ai sensi della normativa in oggetto chiede entro 5 giorni dal ricevimento della presente
la cancellazione e contestuale rettifica dei contenuti sotto riportati e per le ragioni che seguono.
In data 07/04/2026 ed in data 01/05/2026 il quotidiano on line “Casertace”, registrato al Tribunale di Benevento con
n. 7 del 02/09/2013, da Lei diretto, ha pubblicato due articoli contenenti notizie destituite di qualsiasi fondamento, il primo
dal titolo «Aversa. Lavori al cimitero da 300 mila euro a imprenditore casertano “emigrato”. I suoi rapporti con il clan e la ‘ndrangheta nelle carte
della Prefettura» del 7/04/2026 e «Aversa. Odissea per i lavori al cimitero. Una ditta abbandona per “motivi logistici”. Ecco perché può succedere
ancora»

L’articolo del 07/04/2026 riporta fatti non veri e totalmente decontestualizzati, nella parte in cui si legge: «Ma ora arriviamo
al succo: chi è la Edil Global Srl? La società ha sede legale a Formia, nel Lazio. Ma non si tratta di alcuni fuori regione in tutto e per tutto. Il
responsabile legale designato è Pasquale Amato. Secondo quanto scritto dagli investigatori di Bologna nel processo Aemilia, che ha visto la condanna
di Francesco e Alfredo Amato rispettivamente a 16 anni e 9 mesi e a 17 anni reclusione, la società sarebbe stata connessa al clan dei casalesi e alla
cosca Grande-Aracri di Cutro, per cui la ditta fu destinataria di un’interdittiva antimafia da parte della sezione misure di prevenzione del Tribunale
di Roma nel 2021, e prorogata nel maggio del 2023 per ulteriori 18 mesi, perché, secondo l’accusa in quell’ambito, il clan e le associazioni ad esso
connesse aveva fatto alcune mosse in campo imprenditoriale sfruttando in qualche modo l’azienda.»

La scrivente società è stata inizialmente destinataria di una informazione interdittiva per eventi totalmente diversi dai
fatti raccontati, rispetto ai quali è totalmente estranea.
Senza entrare nel merito delle differenti vicende che hanno dato luogo al provvedimento in questione, è sufficiente in
questa sede chiarire che l’interdittiva da un lato è stata impugnata dalla scrivente davanti alla magistratura competente, dall’altro
la stessa scrivente, al fine di dimostrare all’autorità l’assenza di qualsiasi condizionamento, ha richiesto ed ottenuto che la
propria attività d’impresa fosse sottoposta alla verifica di un controllore ai sensi dell’art. 34 bis, comma 6, d. lgs. 159/2001,
controllo, sempre su espressa richiesta della scrivente, successivamente prorogato al fine di comprovare nel tempo la non
permeabilità a qualsivoglia influenza esterna.
Tant’è che per tutta la durata del controllo non sono mai emersi elementi di condizionamento ed esso è definitivamente
terminato oramai dal lontano 04/10/2024.


Per quanto sopra risulta documentato che la scrivente non ha mai subito alcun tentativo di infiltrazione o
condizionamento da parte della criminalità organizzata e ha da sempre condotto e conduce un’attività d’impresa trasparente,

che le ha consentito e consente di aggiudicarsi nel rispetto della legge commesse pubbliche soggette alle rigide verifiche sulla
persistenza dei requisiti richiesti dal codice degli appalti.

Al contrario nell’articolo l’informazione interdittiva viene raccontata come una conseguenza della condanna da parte del
Tribunale di Bologna di tali Francesco e Alfredo Amato, soggetti sconosciuti alla Edil Global s.r.l. e al sottoscritto
amministratore, il quale ultimo ne è soltanto un omonimo, non legato da alcun rapporto di parentela, amicale, lavorativo o
conoscenza.

Altresì, nell’articolo si legge: «C’è da specificare che la Edil Global di Amato ha ricevuto anche una confisca tramite il provvedimento
emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bologna da 300 mila euro secondo quanto riportato dai colleghi di Latina Oggi (clicca
e leggi), legata sempre alla stessa vicenda giudiziaria, poi evidentemente revocata in quanto oggi è lo stesso imprenditore a detenere i titoli dell’azienda».

Si ribadisce che la scrivente, il suo amministratore, i soci, nonché ogni altra persona a qualsiasi titolo impiegata nella
sua attività di impresa sono totalmente estranei ai fatti del “Processo Aemilia”. Inoltre, il sottoscritto Pasquale Amato,
non ha mai subito alcuna confisca dei propri beni, né misure di prevenzione personale.


L’articolo del 01/05/2026 richiama quello del 7 aprile, evocando vicende giudiziarie che per le ragioni sopra esposte
non hanno interessato in alcun modo la Edil Global s.r.l. e l’Ing. Pasquale Amato.
Inoltre riteniamo opportuno segnalare che la scrivente, ad oggi, è iscritta:
Alla White-list presso la Prefettura di Latina dal 04/12/2024 con scadenza il 03/12/2025 e che tale iscrizione,
della durata di 1 anno, è in fase di rinnovo/aggiornamento su propria richiesta;
All’Anagrafe Antimafia degli esecutori avendo ricevuto il rinnovo dell’iscrizione medesima, dalla durata di 1
anno, con scadenza il 03/12/2026 con facoltà di rinnovo esercitabile entro la scadenza;

Al Rating di Legalità, dal 22/10/2025, con l’assegnazione del seguente punteggio: ★++, e che l’iscrizione
ha una durata biennale con facoltà di rinnovo esercitabile entro la scadenza.


IN CONCLUSIONE
Ai sensi dell’art. 8 della l. 47/1948 siete invitati nel termine di 5 giorni dal ricevimento della presente a cancellare i
contenuti non veritieri e a pubblicare integralmente la presente anticipando che, in caso contrario, al fine di tutelare il buon
nome dell’azienda e del suo legale rappr.te e cercare di limitare i danni d’immagine, ci riserviamo di adire le vie legali.
Nel restare in attesa di un Vs. riscontro celere in merito porgiamo cordiali saluti.

la risposta di casertace

Gentile signor Amato,

in primis, siamo felici che la sua Edil Global abbia superato brillantemente la vicenda dell’interdittiva antimafia, poiché è sempre un passaggio non semplice nella storia di un’azienda l’essere esclusi da ogni commessa pubblica.

Detto ciò, veniamo al problema centrale del discorso. Lei ci scrive che la sua impresa “non ha mai subito alcun tentativo di infiltrazione”, circostanza che tecnicamente collide con l’interdittiva antimafia e con il concetto stesso di questa misura, anche se, ripetiamo, brillantemente superato. Per il gruppo interforze che lavora con la Prefettura esisteva questo rischio, altrimenti non sarebbe stata emessa l’interdittiva. Ma, ripetiamo, siamo umanamente soddisfatti per voi che sia stato possibile dimostrare all’autorità l’assenza di qualsiasi condizionamento.

Signor Amato, lei ci scrive che niente a che vedere con il processo Aemilia e che l’interdittiva antimafia non è connessa e non possiamo non crederle. Però, tutte le informazioni connesse a questa vicenda, così come alla questione della confisca, che lei contesta, le abbiamo ricevuto leggendo un articolo del giornale online latinaoggi.eu.

Non avendo notato alcun tipo di rettifica o richiesta simile ai colleghi pontini, ci pareva ovvio che la notizia non fosse stata smentita in alcun modo e, per deduzione, non certo falsa. Anche perché nell’articolo c’è stato l’intero excursus sulla vicenda di Edil Global e della confisca che l’avrebbe colpita, cosa che, ci dice, non è mai successa.

Noi siamo pronti a cancellare l’intero passaggio, ripetiamo, ma sarebbe importante e necessario, per noi, capire cosa sia successo con l’interdittiva antimafia, visto che lei scrive che non vuole entrare “nel merito delle differenti vicende che hanno dato luogo al provvedimento“, mentre noi abbiamo letto da un giornale, ripetiamo, che non ha subìto smentite e rettifiche, l’opposto di quanto lei afferma.

Veniamoci incontro, chiariamo, entriamo nel merito. E potremo trovare una soluzione.