GUARDA IL VIDEO. Il sindaco Gennaro Caserta che se ne sarebbe andato dopo 2 anni in caso di stallo delle sue promesse. I due anni sono passati, nulla ha combinato e sta ancora lì. Sul cimitero, parco pubblico e strade…
12 Giugno 2026 - 12:44
Vi riproponiamo le parole del primo cittadino durante un comizio della campagna elettorale delle comunali dell’8-9 giugno 2024
TEVEROLA (g.g.) – Questo breve stralcio video ce lo siamo opportunamente conservati. D’altronde, conosciamo bene i nostri polli. E Gennaro Caserta non è un pollo che produce sorprese. In questo caso, non si può parlare neppure di pollo, al massimo di gallo mal riuscito.
Due anni fa, anzi due anni e due giorni fa, e precisamente il 10 giugno 2024, Gennaro Caserta, grazie all’aiuto di Biagio Lusini ma soprattutto a quello fondamentale della nipote diretta del boss Nicola Di Martino, si aggiudicò le elezioni comunali più scandalose che la storia della provincia di Caserta ricordi.
Addirittura con scene mai vissute neppure al tempo in cui Sandokan, Michele Zagaria, Antonio Iovine e “allegra compagnia” che determinavano tutto a Casapesenna, San Cipriano e dintorni.
Non ci sono, infatti, notizie storiche che raccontano di un presidio militare realizzato da un capozona della camorra, come successo alle comunali di Teverola, quando Salvatore De Santis e un altro gruppo di sgherri hanno presidiato di persona i seggi per ore e ore.
La premessa, rispetto a ciò, va sempre fatta perché l’impunità di cui ha goduto questa amministrazione, nata dai voti di camorra, dalle 463 preferenze ottenute da Ellen Di Martino, nipote del boss incarcerato e sostituito nell’occasione dal suo braccio destro De Santis, poi arrestato un qualche tempo dopo, è una ferita che grava sulla coscienza istituzionale della Prefettura di Caserta, del Ministero dell’Interno e della Commissione Antimafia guidata dalla signora Colosimo, collega di partito in Fratelli d’Italia di Gennaro Caserta, componente dell’Assemblea nazionale del partito della premier Giorgia Meloni.
Detto ciò, ritorniamo al video che potete vedere in alto a questo articolo.
Caserta disse che se l’amministrazione non avesse funzionato, se il suo programma fosse rimasto lettera morta, non avrebbe dato l’incomodo ai consiglieri comunali di metterlo alla porta, perché se ne sarebbe andato lui da solo dopo due anni.
I due anni sono trascorsi. Ora, il politico parla sempre in generale perché così può dire che quella procedura o quell’altra procedura, che a sua volta attiva la terza procedura, è partita e che tutto sommato non è colpa sua, ma della Regione, della Provincia, del Genio Civile ecc.
Noi, che facciamo un altro mestiere, dobbiamo invece andare a controllare lo stato delle cose relativo a quelle opere che Caserta aveva promesso. Partiamo dal cimitero. In questo caso addirittura il sindaco era ricorso alla suggestiva formula dei 100 giorni, dei tre mesi e mezzo. Di mesi ne sono trascorsi 24 e l’ampliamento del cimitero non sta neanche nella testa di Caserta.
C’è una delibera del dicembre 2022 della sindacatura precedente, guidata da Tommaso Barbato, ma la gara non è stata fatta e quindi non c’è stato alcun affidamento dei lavori ad una ditta che consenta una partenza dell’opera.
Secondo punto: le strade. Caserta ha promesso una riqualificazione del manto stradale, una restituzione degli assi di collegamento comunali a uno stato di civiltà. In particolar modo, nei suoi video promozionali in campagna elettorale, faceva riferimento al centro storico, al tessuto urbano di via Cavour e via Garibaldi che si sarebbe “rifatto il look”, e per cui il Comune aveva ottenuto un finanziamento Pnrr di 2 milioni e 700 mila euro. La ditta, da quello che sappiamo, è stata anche selezionata dalla stazione appaltante della Cuc Nolana, ma anche qui non si capisce perché i lavori non siano ancora iniziati.
Per il resto, se non ci credete, possiamo magari fare un giro con un buon smartphone, realizzando dei video e filmando dettagli di strade colabrodo sull’intero territorio teverolese. Via Fratte, ad esempio, la strada che collega Teverola a Carinaro provocano danni continui alle vetture, per non parlare del loro logorio, che le porta a spese di gestione e mantenimento esponenzialmente più alte rispetto a quelle di auto che circolano nella nostra provincia e d’Italia.
Terzo punto: il parco pubblico di 37 mila metri quadrati di via Milano. Sarebbe dovuto nascere il polmone verde di Teverola. Un’operazione interessante, ma al momento gira una voce di una presunta fase di espropri. Si tratta però di una chiacchiera, al momento non supportata da nessun atto ufficiale, che non siamo assolutamente riusciti a reperire nel sito istituzionale del Comune.
Potremmo continuare con altri esempi, ma non serve, perché Gennaro Caserta ha promesso e, ovviamente, come avevamo previsto, non ha mantenuto, e si guarderà bene dal mantenere l’impegno di andarsene per evitare ulteriori danni alla sua comunità.
